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RPS 1 2017

Sono online i free text relativi al Tema del n. 1/2017: Servizio Sociale e welfare.

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politiche per la non autosufficienza

Il processo di riforma nelle politiche per la non autosufficienza nei paesi dell’Unione Europea: un tentativo di interpretazione

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Comparazioni e conclusioni

Il saggio offre una interpretazione generale dei cambiamenti avvenuti nel campo delle politiche per la non autosufficienza negli ultimi venti anni in Europa. Più specificamente il lavoro si concentra su tre aspetti di tali riforme. Il primo riguarda l’impatto che i cambiamenti nelle politiche per la non autosufficienza hanno avuto in termini di copertura dei bisogni di cura. Il secondo riguarda l’analisi dei meccanismi politico-istituzionali attraverso i quali sono avvenuti i cambiamenti nelle politiche, nonostante i vincoli finanziari e istituzionali all’innovazione. L’ultimo aspetto affrontato nel saggio riguarda gli effetti delle riforme sui lavoratori e sulle organizzazioni che offrono servizi di cura.
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Le politiche per la non autosufficienza in Spagna: un sistema ibrido tra cura familiare e istituzionalizzazione del rischio

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Trasformazioni e processi inerziali nei regimi familistici di cura

La legge spagnola n. 39 del 14 dicembre 2006 sulla promozione dell’autonomia personale e della cura alle persone non autosufficienti ha rappresentato un ulteriore passo nel solco delle riforme intraprese negli anni ottanta nei paesi scandinavi e proseguite a metà anni novanta negli altri paesi europei. Anche se l’attuale crisi economica potrebbe aver ridotto le risorse e limitato il raggio d’azione di queste riforme, certamente provvedere a queste necessità sta gradualmente divenendo un diritto soggettivo in un numero crescente di paesi europei. La Spagna è un esempio tipico in tal senso, in quanto condivide alcuni dei tratti distintivi di un modello presente nell’Unione europea (alta percentuale di lavoro di cura informale, prevalentemente a carico delle donne, pluralità e decentramento nell’erogazione dei servizi, ecc.); tratti che sono a loro volta parte integrante del sistema tradizionale di cura: un sistema finanziato nel quadro della sicurezza sociale, incentrato sulla famiglia, nonché erogato da una molteplicità di soggetti (pubblici, privati, non-profit) secondo uno schema multilivello (amministrazione centrale, regioni autonome, enti locali).
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Le riforme delle politiche per la non autosufficienza in Inghilterra: una storia lunga e incompiuta

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Trasformazioni e processi di ricalibratura nei regimi ad orientamento universalistico

L’articolo descrive i principali cambiamenti avvenuti nel sistema di Ltc inglese nelle ultime due decadi. Dopo una panoramica sulla struttura del sistema dedicato alla non autosufficienza che si è storicamente sviluppato in Inghilterra negli ultimi cinquanta anni, l’articolo descrive i cambiamenti principali avvenuti dopo le riforme dell’assistenza primaria nel 1993 e i nuovi programmi introdotti dopo di esse, i quali si pongono come obiettivo quello di dare maggiore forza alle scelte degli utenti, di riconoscere maggiormente i diritti delle persone disabili e di proporre un nuovo programma di assistenza basato sull’utilizzo di sussidi in denaro. Infine, viene analizzato il ruolo giocato dagli attori sociali e istituzionali nella revisione del sistema.
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Isee e strategie di compartecipazione ai costi nei servizi Ltc delle Regioni e dei Comuni

Articolo scritto da:

Nel numero

Welfare locale

Nella Sezione: Regioni e modelli di governance

L’invecchiamento della popolazione e il conseguente incremento di problemi socio-sanitari legati alla condizione di cronicità degli anziani rappresentano una delle pressanti sfide che vengono poste ai sistemi di welfare locale. I servizi long-term care giocano quindi un ruolo decisivo nel tentativo di fronteggiare una nuova domanda sociale, legata al tema della non-autosufficienza. Ma i pressanti vincoli di bilancio a cui sono sottoposti gli enti locali, in particolare a seguito dei recenti tagli governativi, l’alto costo di molti di questi servizi e la crescente responsabilità conferita da questo punto di vista a Regioni e Comuni in seguito alla riforma costituzionale, pongono un problema di difficile matching tra domanda e offerta. Una delle soluzioni offerte alle Amministrazioni locali è di richiedere all’utenza una compartecipazione al costo di questi servizi; l’assenza però di un chiaro quadro nazionale di riferimento e una serie di vuoti legislativi intorno a questi temi, determinano una forte eterogeneità nelle soluzioni a livello regionale e locale.
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Le politiche per la non autosufficienza in Svezia: tendenze, attori e conseguenze

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Trasformazioni e processi di ricalibratura nei regimi ad orientamento universalistico

La Svezia si è dotata di un sistema ben sviluppato per la non autosufficienza, fondato su servizi a carico della fiscalità generale e in larga misura a erogazione pubblica. Nel corso degli ultimi decenni il sistema ha subìto trasformazioni significative. Ripercorrendo la strutturazione delle politiche svedesi in materia, il presente saggio si concentra sulla dimensione dell’assistenza alle persone anziane, prendendo comunque anche in esame alcune delle principali interazioni tra i servizi per i disabili e quelli per gli anziani non autosufficienti, nonché i confini tra questi ultimi e il sistema sanitario. Diversamente dalla maggior parte degli altri paesi europei, la tendenza principale in materia di erogazione di prestazioni assistenziali agli anziani è stata quella di una riduzione della spesa e della copertura sul versante dei servizi, ma anche quella di un accesso molto ridotto, nonché in calo, alle prestazioni di sostegno economico per la funzione di cura assolta dai familiari.
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Regionalizzazione e politiche per la non autosufficienza

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Italia. Processi di regionalizzazione e settori di policy

L’articolo si basa sulla rilettura di alcuni dei principali risultati di un’indagine condotta dall’Ires nazionale sulle caratteristiche dei sistemi locali di offerta di servizi sociali per gli anziani non autosufficienti. Pur mettendo in luce alcune buone pratiche diffuse sul territorio nazionale, lo studio - condotto nei 100 Comuni capoluogo di provincia - conferma la diffusione di servizi per la non autosufficienza ancora di stampo tradizionalistico. Si pone la questione dell’istituzione dei «Fondi per la non autosufficienza» - oggi sempre più su base regionale in aggiunta a quello nazionale - intesi come risposta propriamente «sociale» in grado di convogliare e contenere lo sforzo economico che inevitabilmente viene posto dalla nuova sfida. Il lavoro propone più in dettaglio il caso di quattro Regioni - Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Abruzzo e Sardegna.
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La riforma del long-term care in Austria: emersione e sviluppo di un nuovo pilastro del welfare state

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Trasformazioni e lente evoluzioni nei regimi a tradizione assicurativa

L’articolo delinea l’ampio contesto delle riforme che si sono affermate in Austria negli ultimi due decenni nell’ambito della long-term care. Nello specifico si concentra sulla riforma del «cash-for-care» del 1993, guardando al suo contenuto, ai meccanismi concreti che hanno consentito il cambiamento istituzionale, alle coalizioni di attori che hanno spinto per esso. Inoltre, negli ultimi anni è stata introdotta un’importante, nuova, riforma che, senza intervenire sul più ampio contesto della Ltc, si è concentrata esclusivamente sulla regolazione della cura della persona all’interno delle famiglie, prendendo in considerazione i fattori di traino del crescente mercato della cura da parte dei migranti, i meccanismi che hanno permesso il cambiamento istituzionale, e in esso il ruolo del governo, dei media e del movimento dei disabili.
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Sull'istituzione di un fondo per la non autosufficienza in Italia

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Misure

Dopo avere brevemente ricordato le ragioni che inducono ad una scelta in favore dell’azione pubblica nel campo delle politiche per la non autosufficienza, questo contributo affronta alcuni dei principali temi che si pongono nel dibattito sull’attivazione di un Fondo per la non autosufficienza pubblico e universale in Italia. In primo luogo, si discutono sinteticamente le ragioni per preferire l’istituzione di un fondo specifico rispetto al semplice potenziamento delle politiche esistenti. In secondo luogo, si richiama l’attenzione sull’importanza dell’equità intergenerazionale e della sostenibilità finanziaria nell’implementazione di un tale fondo. In terzo luogo, si forniscono alcuni elementi al dibattito sulla opportunità di attivare un unico fondo nazionale e/o una pluralità di fondi a dimensione regionale. Si discutono infine in modo sintetico alcuni aspetti relativi alle possibili strategie per l’attivazione del Fondo e per il suo finanziamento.
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Percorsi di trasformazione delle politiche per la non autosufficienza in Danimarca

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Trasformazioni e processi di ricalibratura nei regimi ad orientamento universalistico

In materia di non autosufficienza, la Danimarca è, insieme alla Norvegia, il paese scandinavo dotato delle politiche più universalistiche in termini di copertura. Inoltre, a differenza di altri paesi scandinavi, la Danimarca ha combinato i processi di trasformazione istituzionale dal basso (trasformazioni di natura non legislativa), con quelli di trasformazione dall’alto (di natura legislativa). Il saggio ripercorre tali processi, orientati alla mercatizzazione dei servizi e a una maggiore personalizzazione in f unzione dei bisogni individuali. Nell’insieme, le due tendenze – in quanto all’insegna tanto della standardizzazione che della flessibilità – hanno portato a sviluppi contraddittori. Alla luce di ciò, l’analisi qui presentata evidenzia la compresenza di due aspetti potenzialmente contraddittori nel processo di innovazione: esso è stato infatti orientato sia alla «messa in sicurezza» che «all’ampliamento» dei diritti di welfare, e le misure introdotte hanno così riguardato tanto la sfera del controllo quanto quella della libertà di scelta.
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L’assistenza ai non autosufficienti nel quadro di un neo-regionalismo in fieri

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sessione I - Dopo la 328/2000. Riflessioni su sviluppi e criticità del nuovo paradigma istituzionale

Storicamente la realizzazione dello stato sociale ha determinato, negli ordinamenti giuridici contemporanei, processi di accentramento di poteri e funzioni nel governo centrale, ritenuto in grado di fornire una migliore garanzia di stabilità e universalizzazione delle prestazioni sociali, rispetto agli enti territoriali sub-statali. Questa tendenza «centripeta» delle politiche connesse alla realizzazione dello stato sociale è stata rilevata, dalla dottrina costituzionalista, fin dagli anni ’80 del secolo scorso, con particolare riferimento agli ordinamenti federali, evidenziando come in tali sistemi politiche di solidarietà con finalità egualitaristico-retributive abbiano tendenzialmente innescato processi di accentramento di poteri e funzioni nelle autorità federali, per la necessità di garantire, all'insegna dell'eguaglianza sostanziale, standard territorialmente uniformi nel soddisfacimento dei principali bisogni sociali dei cittadini.
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