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politiche sociali

La dimensione territoriale delle politiche sociali in Europa: alcune riflessioni sui processi di rescaling e governance

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Nella Sezione: Europa. Tra federalismo e «riaccentramento»

L’articolo ripercorre i cambiamenti nei sistemi di welfare di otto paesi europei, considerando come punto di osservazione privilegiato i processi di riorganizzazione territoriale (impliciti ed espliciti) delle politiche sociali. Tali processi hanno implicato nuove configurazioni territoriali e il coinvolgimento di attori pubblici e privati nell’organizzazione e nel finanziamento di diverse politiche sociali. L’analisi verticale e orizzontale di tali cambiamenti evidenzia una interazione notevole fra queste due dimensioni che porta ad esiti coerenti, ma specifici. Infatti, la convergenza delle tendenze di rescaling e governance, porta ad esiti legati alle caratteristiche dei modelli nazionali e locali di welfare che adattano i cambiamenti alle condizioni contestuali di riferimento.
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Redistribuzione, giustizia sociale e sostenibilità del welfare

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Nella Sezione: Sessione IV

Alla base della discussione di questa sessione di lavoro c'è la richiesta di ragionamenti densi: quella dello sviluppo di un pensiero sull'attività e sul ruolo del pubblico. Connettere funzione redistributiva e giustizia sociale significa attivare quella rete di protezioni, quel sistema che si rende garante dell'esercizio e della stessa esigibilità dei diritti di un sistema. Così facendo, dunque, incrocia il binomio libertà e democrazia, fondato su una cognizione della libertà e della democrazia non come diritti naturali a prescindere dalle condizioni del loro esercizio, ma come diritti da reificare e sostanziare in una dimensione individuale e collettiva. Nessuno di noi pensa più che il collettivo sia l'annullamento delle individualità, così come nessuno ritiene più il contrario, che esiste un individuo e non esiste la società.
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Esperienze e buone pratiche

«Viva gli anziani!» - Un programma innovativo nel centro storico di Roma

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Nel numero

Welfare locale

Nella Sezione: Rubriche

Il contributo fornisce una descrizione del Programma sperimentale di prevenzione dell’isolamento sociale e della mortalità della popolazione anziana avviato dalla Comunità di Sant’Egidio nel marzo 2004 in due Rioni storici del Comune di Roma. Questo programma nasce dall’esigenza di dare risposte praticabili ai bisogni della popolazione anziana mediante interventi innovativi rivolti alle reti sociali di supporto. Gli scenari demografici e le limitate risorse economiche sembrano orientare amministratori e decisori politici, sia a livello locale che nazionale, verso un approccio orientato alla gestione delle emergenze, più che a strategie finalizzate alla ricerca e rimozione delle cause, dimenticando non solo quanto siano necessarie, oltre che praticabili, azioni di facilitazione e promozione delle reti di supporto, ma anche quanto queste siano lungimiranti in termini di costi economici.
Parole chiave: welfare locale :: politiche sociali :: anziani :: Roma ::
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Il rischio abitativo: riflessioni fra teoria e ricerca empirica

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Nel numero

Case difficili

Nella Sezione: Il ruolo della casa tra stratificazione sociale e rischio di povertà

L’articolo offre alcuni spunti di riflessione sul rapporto tra i problemi abitativi e le loro determinanti sociali più ampie, a partire dalla nozione di rischio. A monte della questione vi è il problema della relazione irrisolta tra le dinamiche di progressiva fragilizzazione e precarizzazione sociale degli individui e delle famiglie e le dimensioni, i fattori specifici che contribuiscono a determinarle. In che misura i problemi abitativi rappresentano specifici aspetti di fragilità o, viceversa, sono da guardare in relazione ad un quadro più ampio di problemi? Come incide la casa su traiettorie socialmente vulnerabili? L’ambiguità di questa relazione si riflette in Italia nella storica separazione tra politiche abitative e politiche sociali, dove le prime si sono sviluppate secondo logiche e recinti propri che non sembrano assumere la circolarità tra dimensione abitativa e altre determinanti sociali dei problemi. Il caso delle transizioni alla vita adulta è portato come esemplificazione di questo intreccio, mostrando come il problema della casa sia una delle poste su cui si gioca una questione più ampia di integrazione sociale.
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La valutazione sociale - Un excursus tra teoria e percorsi attuativi incerti

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Nel numero

Welfare locale

Nella Sezione: Programmazione sociale e azioni di sistema

L’articolo tenta un bilancio della valutazione delle politiche sociali a livello nazionale, sottolineando come l’assenza di un Piano sociale nazionale e la prevalenza dei trasferimenti monetari spieghino la scarsa attenzione a lungo prestata alla programmazione e alla valutazione delle politiche sociali nel loro complesso. Alcune norme significative (285/97, 49/99) hanno permesso di sviluppare la valutazione perché hanno specificamente previsto il finanziamento di questa attività; solo con la legge 328/2000 però si può parlare di reali opportunità di programmazione e valutazione complessive delle politiche sociali. Le peculiarità della valutazione nel campo dei servizi, grazie anche al contributo della valutazione basata sulla teoria, ne possono fare comunque un importante strumento di miglioramento delle politiche e di partecipazione democratica alla loro definizione.
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Sulle relazioni oppositive fra populismo welfare e universalità dei diritti

Nel numero

Populismi in Europa

Nella Sezione: CONFRONTO - Considerazioni su populismi sindacato democrazia

I tre scritti derivano dalle rispettive riflessioni già proposte nel corso dei lavori del Forum. Il contributo di Morena Piccinini riflette soprattutto sulle relazioni «inverse» fra populismi e politiche sociali universalistiche, sottolineando il ruolo del sindacato nella promozione di queste ultime, e dunque nella promozione e nella salvaguardia dei sistemi democratici. La riflessione di Riccardo Terzi è rivolta ad una critica della nozione di populismo come definizione unica di una varietà differenziata di fenomeni, movimenti e partiti che – in quanto anche conseguenza della frammentazione sociale contemporanea – non dovrebbero essere contrastati sul piano moralistico o «metafisico» delle idee, ma a partire dal cambiamento sociale concreto. Le considerazioni, infine, di Mario Tronti, filosofo notoriamente molto impegnato sui temi dei regimi di governo e della democrazia, spaziano da una ricostruzione dei nessi (alterati) fra l'idea di popolo e l’azione populista, fino a considerazioni molto attuali sull’impegno e le strategie che la politica dovrebbe adottare per ricostruire i legami slabbrati fra società e istituzioni, scelta politica e rappresentanza organizzata.
Parole chiave: politiche sociali :: democrazia :: partiti :: populismi :: popolo ::
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Politiche sociali: governare per frammenti?

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Nella Sezione: Sessione IV - Integrazione. Complessità del concetto e buone pratiche

Partirei da un’analisi di quello che si sta cercando di definire come sistema socio-sanitario. Si tratta di un sistema particolare, non compiuto e, che al momento si può, però, ricostruire almeno a livello teorico. Infatti, nel considerare le politiche sociali e sanitarie, ci si scontra con la difficoltà di avere dei frammenti piuttosto che un sistema vero e proprio: qualcosa che di fatto è più simile ad una nebulosa, ad un arcipelago, ad un insieme di arcipelaghi. Sulla configurazione a sistema o meno delle politiche sociali è stato scritto molto, esistono analisi approfondite e studi di caso; nonostante la carenza di informazioni, riferite in particolare alle basi di dati, utili alle decisioni e valutazioni dei risultati, una verifica complessiva di queste politiche è stata fatta in letteratura. Anche le riflessioni avanzate in questo dibattito, lasciano pensare che, in realtà, di questo "sistema" sappiamo molto.
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I cambiamenti della famiglia in Europa e le implicazioni per lo Stato e per la società

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Nella Sezione: Modelli, criticità e ipotesi di mutamento

Il saggio analizza la natura delle trasformazioni che coinvolgono la famiglia nelle società europee, interrogandosi allo stesso tempo sulle politiche contemporanee che hanno l’obiettivo di sostenerla, alla luce dei cambiamenti in atto e dei relativi rischi. Nella prima parte dell’articolo viene tracciata una panoramica delle principali trasformazioni che hanno riguardato la famiglia, prendendone in esame la struttura, l’organizzazione e le relazioni. Vengono poi analizzati i principali rischi e le sfide poste dai recenti cambiamenti sia nei confronti degli individui, che degli stati e delle società. Tra le questioni in discussione vi è quella di un impegno tuttora insufficiente nei confronti della condizione di genitore, la polarizzazione fra condizione di genitore e di coppia, l’eccessivo carico per le donne e tutto quanto concerne il lavoro di cura. La sezione finale del saggio prende in esame la risposta dello stato, sia per ciò che è stata sia per ciò che potrebbe (o dovrebbe) essere.
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Ue: la politica sociale e dell'occupazione

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Nella Sezione: I percorsi dell'Europa sociale

L’articolo delinea il percorso dell’Europa sociale e descrive in particolare la situazione attuale, soffermandosi sulle conseguenze delle decisioni del Consiglio europeo di Lisbona, del marzo 2000, nel quale i Capi di Stato e di governo hanno deciso di dotare l’Unione europea di un nuovo ambizioso obiettivo: divenire l’economia della conoscenza più competitiva del mondo, basata sulla piena e buona occupazione, con un’accresciuta coesione sociale. Vengono esaminati in dettaglio la strategia comune per l’occupazione, la nuova agenda sociale, gli sforzi di maggiore cooperazione in materia di inclusione e protezione sociale. L’articolo offre altresì uno sguardo verso il futuro, esaminando i risultati della Convenzione in ambito sociale, e concludendo sulle prospettive della Conferenza intergovernativa.
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Ripensando la global governance: attori economici e responsabilità sociale

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Nella Sezione: Attori internazionali e policymaking sociale

Sebbene la globalizzazione non sia una forza anonima e irresistibile, si dice o si percepisce che gli Stati-nazione stiano perdendo quote della loro autonomia di direzione delle politiche (sociali) nazionali. Teoricamente la perdita di capacità di governance potrebbe essere compensata attraverso un sistema basato su attori internazionali o transnazionali. In questo saggio ci soffermeremo in particolare sulle pratiche di accountability nella sfera politica transnazionale emergente che vadano al di là dei meccanismi di democratic accountability. Mentre la democratic accountability potrebbe essere una delle diverse forme di accountability, quali sono le altre potenziali forme e le loro origini e estensioni? Tali questioni teoriche saranno elaborate attraverso l’analisi delle attività di politica sociale delle aziende multinazionali. In tal modo questo studio si propone di integrare due diversi dibattiti accademici relativi da una parte al tema della global governance o delle politiche del sistema internazionale, legate alle relazioni internazionali e, dall’altra, alla politica sociale transnazionale inserita negli studi sulla politica sociale ed il management.
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