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RPS 1 2018

Il testo è la sintesi dell’articolo pubblicato nella sezione Tema del n. 1 2018 di Rps e scaricabile dagli abbonati nella versione integrale al link:

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politiche sociali

I paradossi dell'attivazione nel discorso istituzionale europeo

Nella Sezione: Riflessioni sull’attivazione e sull’individualizzazione delle politiche sociali in Europa

Il dibattito sulla politica sociale europea ha una forte valenza ideologica. La regolazione che caratterizza questo tipo di politiche si basa infatti più sulla persuasione che sull’attuazione di specifiche normative. L’articolo si propone di esaminare alcuni aspetti strutturali della discussione europea in materia di politica sociale – nella misura in cui una tale discussione influenza i termini del dibattito politico riferito alla politica sociale – e, in particolare, il modo in cui questa utilizza il concetto di attivazione. Una delle prime conclusioni a cui giunge questa analisi è il carattere paradossale di tale dibattito. Dal punto di vista delle «politiche attive», i paradossi più evidenti hanno a che fare con la scomparsa della politica, intesa come arena per il confronto fra interessi e posizioni in conflitto, e la sua sostituzione con le policies, ovvero strumenti per gestire una situazione che non viene messa in discussione, e che è definita in termini di asserzione tecnico/scientifica.
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Politiche sociali nell’Africa sub-Sahariana: uno sguardo retrospettivo

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Scenari di welfare nel mondo

Il saggio offre una retrospettiva sulle politiche sociali post-coloniali dell’Africa sub-Sahariana distinguendo due fasi diverse che riguardano sia la natura delle politiche sociali sia gli obiettivi economici e politici nella regione. Nel saggio si sostiene che le politiche sociali della fase nota come ‘nazionalista’ (1960-1980) abbiano giocato sin dall’inizio un ruolo di trasformazione intrinseco e strumentale dello Stato: il meccanismo chiave delle politiche sociali è rappresentato in questa fase principalmente da investimenti nell’istruzione e nella salute. Il punto debole è stato però il crescente autoritarismo e il fallimento della trasformazione strutturale e dinamica dell’economia. Il ridimensionamento del potere pubblico durante il periodo successivo, caratterizzato appunto da politiche di stampo neoliberista (1980-2000), ha avuto come conseguenze il disastroso fallimento del diritto all’assistenza sociale ma, soprattutto, ha aperto la strada alla crisi dilagante del rapporto tra cittadinanza e Stato nell’intera regione.
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Le politiche di trasferimento monetario per la famiglia in Italia e in sede internazionale

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Fuori dal tema

Il lavoro sviluppa un’analisi delle politiche di sostegno alle responsabilità familiari in ambito interno ed internazionale. In chiave interna, il focus è stato posto sulle modifiche apportate nell’ultimo decennio e sulle proposte di riforma dell’assetto vigente. A livello comparato, la scelta è caduta su cinque paesi, Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Belgio e Francia, accomunati dal ricorso agli in-work benefit. Dall’analisi del quadro normativo italiano emerge come le politiche adottate nell’ultimo decennio a sostegno delle responsabilità familiari abbiano lasciato insoluti alcuni problemi di fondo del sistema, indebolendo l’efficacia stessa degli interventi. Le proposte di riforma analizzate, pur nelle rispettive specificità, si prefiggono di ripensare le politiche di sostegno del reddito secondo nuove modalità di interazione tra spesa e leva fiscale.
Parole chiave: Italia :: politiche sociali :: povertà :: bilanci famiglie :: mondo :: fisco ::
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Politiche attive del lavoro e nuovi modelli di governance

Articolo scritto da:

Nel numero

Welfare locale

Nella Sezione: La dimensione urbana

Il contributo ha lo scopo di illustrare il disegno di una ricerca empirica, in corso di svolgimento presso l’Università di Urbino, che ha come oggetto d’analisi le misure di attivazione nei piani di intervento socio-economico in alcune città italiane, e che fa parte di un’indagine più ampia su «Le trasformazioni della società italiana» finanziata nell’ambito del programma Prin 2003-2005. La ricerca nasce dall’esigenza di approfondire un percorso di analisi, già avviato da alcuni anni su tali temi, alla luce delle importanti riforme legislative che hanno interessato la disciplina dei servizi sociali in Italia nell’ultimo decennio. L’articolo, dopo aver illustrato il quadro di riferimento teorico e empirico da cui emergono le esigenze conoscitive dell’indagine e il suo disegno complessivo, presenta alcuni risultati preliminari della ricerca.
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Dimenticare Lisbona? Riflessioni sulla validità del modello sociale europeo

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sessione I

Lo spazio a disposizione è molto limitato, per cui svolgerò solo alcune brevi considerazioni e ipotesi di lavoro. Betty Leone ha introdoto la sessione dicendo che esiste un modello sociale europeo. È un'affermazione su cui sono d'accordo, e credo che quanto esposto fino ad ora lo confermi. Direi, però, che la domanda viene riproposta spesso, se non altro in termini politici e ideologici. E se esiste un modello sociale europeo, questo è compatibile con i problemi della globalizzazione? La risposta non è omogenea, c'è un dibattito in corso in Europa e una parte delle soluzioni, molto forti, di carattere politico e ideologico, anche operative, dicono che questo modello sociale non è più compatibile. E non si tratta evidentemente di risposte soltanto teoriche.
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Doppio movimento - Premesse per studi integrati su territorializzazione e welfare

Articolo scritto da:

Nel numero

Welfare locale

Nella Sezione: Ruoli di governo e territorializzazione. Europa e Italia

Alla luce del ruolo crescente del welfare locale – dovuto sia alla sua corrispondenza funzionale con le nuove forme di insicurezza sociale, sia ai processi di decentramento istituzionale da decenni in corso nei vari paesi europei – l’articolo ripercorre le cause della difficile comparabilità transnazionale dei sistemi socio assistenziali, di cui sviluppa una lettura per casi rappresentativi basata sull’analisi dei questionari del sistema Sespros-Eurostat. L’esperienza europea di territorializzazione del welfare (intesa come decentramento e autonomizzazione delle responsabilità a diversi livelli di governo sub-nazionale, direttamente dialoganti con l’Unione Europea) nonché la propria contraddittoria esperienza nazionale impongono all’Italia la ricerca di nuove declinazioni per la realizzazione dell’obiettivo dell’equità territoriale nei servizi di cittadinanza.
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Politiche sociali. I process produced data: una fonte da riattivare

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Disponibilità ambiguità ed esigenze dell’informazione nelle politiche sociali

L’articolo tratta dell’importanza dei process produced data nell’ambito delle sistematizzazioni informative per i livelli di governo (in specie regionali), ovvero dell’opportunità di coniugare sinergicamente i debiti informativi per la programmazione sociale con i debiti informativi per finalità amministrative. Due assunti fondamentali sono alla base di questa impostazione: la modalità di rilevazione censuaria e la scelta dell’unità organizzativa di erogazione dei servizi (e non il singolo utente) come unità di osservazione elementare. Il saggio vuole anche argomentare circa la scelta strategica dell’unità di offerta di servizio come unità di osservazione elementare per l’attivazione di flussi informativi affidabili e circa la corretta collocazione e valorizzazione degli strumenti informativi e di raccolta dati sul singolo utente per il case management. Lo sviluppo di sistemi informativi sociali fondati su flussi informativi da process produced data permette inoltre l’assolvimento di una pluralità di debiti informativi, definiti e definibili anche a livelli territoriali differenziati, compreso il livello centrale nazionale.
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La Strategia europea per l'occupazione: un esempio di governance multilivello

Nella Sezione: Politiche

L’articolo prende in esame la Strategia europea per l’occupazione (Seo) in quanto esempio di governance multilivello. Dapprima esamina il background della politica sociale europea, poi il modo in cui il Metodo aperto di coordinamento è stato definito e applicato alla politica per l’occupazione e, da ultimo, le varianti nazionali (e sub-nazionali) delle pratiche di dialogo sociale di alcuni Stati membri. Il risultato di questa analisi mette in discussione lo scetticismo sulle possibilità crescenti di queste strategie di influenzare le policy sub-nazionali, e anche lo scetticismo di quanti ritengono che l’integrazione europea eroda il ruolo decisionale nazionale. Le differenze istituzionali fra paesi offrono un notevole margine per la formulazione di politiche cui i differenti modelli di partecipazione possono aderire.
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Materiali

Italia - L’informazione sociale sui servizi per l’infanzia

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Rubriche

Vengono qui presentati i risultati principali emersi da uno studio dell’Ires sui servizi rivolti ai bambini 0-3 anni. Dopo una disamina sulle informazioni attualmente disponibili su questa tematica, vengono analizzati i seguenti aspetti: a) la diffusione dei servizi di care a livello regionale; b) un dimensionamento, sotto forma di stima, della domanda espressa e non soddisfatta; c) una prima panoramica sul funzionamento di tali servizi rispetto alle esigenze delle famiglie. In conclusione, viene condotta una riflessione sui legami tra la faticosa attuazione di servizi di care rivolti alla prima infanzia e le condizioni di frammentarietà e residualità storica dei sistemi locali di welfare in Italia.
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L'applicazione dell'Isee alle prestazioni sociali per gli anziani - Il caso del Comune di Roma

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Misure

La riforma del Titolo V della Costituzione e il processo che condurrà alla definizione dei Lep rappresentano dei fattori fondamentali per analizzare le prospettive del modello italiano di welfare. Al riguardo, la costruzione del sistema informativo delle politiche sociali acquisisce una funzione strategica, mentre il sistema Isee ne potrà rappresentare una prima importante componente. Questa premessa introduce l’esperienza avviata dal Comune di Roma, che si dimostra particolarmente significativa nel campo delle politiche selettive applicate alle prestazioni sociali. Infatti, mediante un’integrazione ai meccanismi di calcolo dell’Isee, facoltà consentita dalla normativa, è stato possibile tenere conto delle peculiarità della popolazione anziana e conseguire determinati obiettivi di policy.
Parole chiave: politiche sociali :: Costituzione :: welfare :: anziani :: policy :: Lep :: Comune di Roma :: Isee ::
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