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RPS 4 2017

Dopo l’ondata migratoria del secondo dopoguerra, l’emigrazione italiana si è attenuata ma mai esaurita e negli ultimi anni ha conosciuto una ripresa delle partenze sempre più consistente.

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populismo

Austerità e autoritarismo: il populismo impopolare nel Regno Unito

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Populismi in Europa

Nella Sezione: Paesi europei. Populismi e politiche sociali: correlazioni?

Il saggio prende avvio dall’enigma rappresentato dalle forme contemporanee di populismo espresse dalla Coalizione di governo del Regno Unito: come interpretare il populismo impopolare? Si evidenziano poi alcuni tratti principali del discorso e delle pratiche che caratterizzano la politica della Coalizione, e che definiscono una miscela alquanto instabile di strategie atte a legittimare il governo stesso e le politiche di austerità consistenti in tagli al bilancio e riforma dei servizi pubblici. Viene avanzata l’ipotesi che gli aspetti populisti siano parte di un repertorio più ampio, che parla in particolare il linguaggio della necessità fatta virtù e dell’autoritarismo sociale. Questa miscela di austerità, populismo e autoritarismo sarà posta in connessione alle analisi del passato sul thatcherismo e il «populismo autoritario» nel Regno Unito. Nella parte conclusiva del saggio, ci si interroga sull’enigma del populismo impopolare, evidenziando come il populismo della Coalizione non sembri riscuotere sostegno o consensi. Ci si chiede se il progetto della Coalizione vada interpretato come una mobilitazione politica fallita o piuttosto come una smobilitazione riuscita.
Parole chiave: Regno Unito :: austerità :: populismo :: autoritarismo ::
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QUESTIONE SOCIALE E NEOPOPULISMI

Insicurezza e populismo. I dieci anni della grande crisi

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Nella Sezione: Rubrica

L’articolo riflette intorno al nesso tra crisi – sociale, economica, politica – e fenomeno populista. Le diverse dimensioni dell’insicurezza, connesse alle diverse facce della crisi, convergono nel configurare una «grande crisi» che rende il cittadino, a sua volta, sempre più «critico» nell’approccio alla politica democratica. Questa dinamica favorisce il richiamo di un discorso populista che, da un lato, fa leva sulla difficile capacità di «risposta» dei governi e dei partiti e, dall’altro, stimola e sfrutta l’insofferenza crescente verso le istituzioni e gli attori della democrazia rappresentativa. La ricostruzione fornita, attraverso il ricorso a dati demoscopici e alla letteratura sul tema, suggerisce che la crisi finanziaria ed economica globale si configura come una variabile interveniente, più che la causa, che ha accelerato, fino a esasperarlo, un processo di più lungo periodo di indebolimento del rapporto tra società e politica rappresentativa.
Parole chiave: crisi :: insicurezza :: populismo :: Italia ::
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Sicurezza urbana e tolleranza zero

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Populismi in Europa

Nella Sezione: Italia. Le politiche locali di esclusione e di controllo come occasione populistica di consenso

Così come avvenuto in altri paesi occidentali, anche in Italia il tema della percezione di sicurezza e della connessa domanda di sicurezza da parte dei cittadini ha assunto un ruolo centrale nel dibattito pubblico. La risposta che le istituzioni hanno dato a questa domanda, sia in termini di retoriche che di pratiche, ha risentito degli effetti della politicizzazione di questa issue, appetibile per mass media e politici, e soggetta a dinamiche tipiche del populismo. La specificità italiana è nel ruolo giocato negli ultimi vent’anni dagli enti locali, e in particolare dai sindaci, nella costruzione del tema sicurezza urbana. Quest’ultimo è stato declinato sia in termini di programmi di nuova prevenzione e per un miglioramento della qualità della vita e del decoro urbano, sia in termini punitivi, con riferimenti allo slogan della «tolleranza zero». Il 2007, sull’onda di una serie di efferati delitti avvenuti a Roma, è stato un anno decisivo per il successo della lettura allarmistica ed emotiva, non priva di accenti xenofobi. Proprio in questo frangente si è palesata la difficoltà di un discorso autonomo ed efficace sulla sicurezza urbana da parte del centrosinistra.
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Crisi della modernità. Il caso del Front national di Jean-Marie Le Pen

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Populismi in Europa

Nella Sezione: Paesi europei. Populismi e politiche sociali: correlazioni?

L’emergere dei populismi nell’Europa degli anni ’80 rivela un contesto sociopolitico particolare che fa da sfondo alla crisi della modernità. Le democrazie contemporanee manifestano problemi e contraddizioni che toccano vari livelli, da quello economico a quello specificamente politico. In questo scenario sorgono e si propagano vari movimenti e partiti populisti con caratteristiche simili e specificità legate ai contesti nazionali. Il Front national di J.M. Le Pen è un esempio emblematico per importanza, consistenza, durata nel tempo. Esso fa leva su alcuni concetti-base: appello al popolo, nel duplice senso protestatario e identitario, lotta all’immigrazione, acceso nazionalismo sfociante nella xenofobia, celebrazione della purezza e della grandezza francese. La Presidenza Sarkozy, ormai giunta alla sua scadenza, ha utilizzato non pochi temi del discorso populista sui problemi della sicurezza, dell’immigrazione, dell’identità nazionale, realizzando così una sorta di istituzionalizzazione del populismo ripulito dei suoi tratti più estremi e inaccettabili.
Parole chiave: Francia :: istituzionalizzazione :: populismo :: Sarkozy :: Le Pen ::
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I partiti populisti nello scenario politico europeo. Riflessioni introduttive

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Populismi in Europa

Nella Sezione: Paesi europei. Populismi e politiche sociali: correlazioni?

Dopo aver tracciato il quadro teorico del fenomeno, l’autrice pone l’accento sull’analisi delle ragioni che hanno portato all’ascesa dei partiti populisti in Europa; fra tutti, la crisi del modello fordista di produzione industriale e le conseguenti trasformazioni che hanno scompaginato le vecchie classi, introducendo una sempre più accentuata frammentazione dei grandi aggregati sociali sui quali si fondavano i partiti di massa. Nel corso della riflessione si sottolinea, da un lato, come si sia di fronte a soggetti politici che hanno saputo capire con prontezza il disagio che stava emergendo; dall’altro, si evidenzia come i partiti populisti abbiano prontamente occupato il vuoto politico lasciato da quelli tradizionali. La loro offerta tuttavia non è all’altezza delle sfide che si hanno innanzi, che richiedono il recupero della funzione di aggregazione svolta un tempo dai partiti, al fine di ritrovare un orizzonte prospettico capace di ridare fiducia nel futuro.
Parole chiave: Europa :: populismo :: partiti ::
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Il populismo fenice nella Romania postcomunista

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Populismi in Europa

Nella Sezione: Paesi europei. Populismi e politiche sociali: correlazioni?

Durante gli ultimi vent’anni, il caso rumeno si contraddistingue per la straordinaria costanza di rappresentanti assimilabili ad un eterogeneo genere populista sulla scena politica. Nel tentativo di spiegare la capacità di questo genere di populismo di reinventarsi in varie forme, l’analisi si propone di abbozzare una classificazione delle varie formule populiste del postcomunismo rumeno, guardando simultaneamente agli aspetti genealogici e ai meccanismi che alimentano la sua vitalità. La mappatura del genere rumeno punta, ad un rapporto osmotico fra il forte radicamento del populismo e le debolezze della democrazia, nel senso che risulta impossibile definire chi è la causa di chi. Sembra che gli intrecci fra la democrazia postcomunista, ancora in fase di consolidamento, e il genere populista abbiano raggiunto un certo equilibrio. Si tratta della valorizzazione della simbiosi fra dêmos ed éthnos e della visibilità del capo come strategie di superamento delle forme classiche di mediazione. Anche se il populismo è soggetto ad una costante critica, nessun ostacolo strutturale può essere rintracciato e le deviazioni populiste sono diventate procedimenti di tipo mainstream.
Parole chiave: Romania :: populismo :: leadership ::
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Come siamo diventati populisti?

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Populismi in Europa

Nella Sezione: Italia. Populismi: radici storiche e problemi della democrazia

Come all’Italia era toccata in sorte un’applicazione imperfetta della democrazia consensuale, fondata su coalizioni tra partiti, e una versione del neocorporativismo non meno imperfetta e incompiuta, così le è toccata una versione parziale e abborracciata tanto di neoliberalismo, quanto di democrazia postpartitica e maggioritaria. Per descrivere tale imperfezione è diventato consueto ricorrere al dilemma populismo/antipolitica, ravvisando in via esclusiva nella politica le ragioni dei suoi malanni. È una semplificazione fuorviante, perché tali ragioni sono ben più profonde. Il cosiddetto populismo è figlio della problematica transizione italiana, dal fordismo al postfordismo, dai mutamenti da essa suscitati nel tessuto della società italiana, così come dell’avventurosa transizione da una democrazia consensuale a una maggioritaria.
Parole chiave: Italia :: democrazia :: populismo :: antipolitica ::
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La sfida del populismo alla democrazia liberale

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Populismi in Europa

Nella Sezione: Paesi europei. Populismi e politiche sociali: correlazioni?

Partendo da una riflessione sul successo dei partiti populisti in Europa e la loro recente partecipazione al governo in diversi paesi, inclusa l’Italia, l’articolo si interroga sulla sfida che essi comportano per i principi fondamentali della democrazia liberale, riassumibili nel principio del «limited (restrained) majority rule». L’analisi di alcune parti di un questionario distribuito fra i membri della Lega Nord e dell’Svp svizzero consente di valutare l’importanza che la questione dell’immigrazione/«sicurezza» e dei temi «identitari», come la difesa del dialetto e delle tradizioni, hanno avuto recentemente nell’attrarre alcuni settori dell’elettorato verso i partiti populisti. Sulla base del questionario, il contributo si occupa anche di cosa i sostenitori dei partiti populisti pensino della loro azione al governo proprio su questi temi. In conclusione, l’articolo sostiene che, mentre il concetto di rappresentanza» è compatibile con l’ideologia populista, lo stesso non si può dire a proposito dei principi fondamentali della democrazia liberale.
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I paesi nordici: nuova destra, rappresentanza sociale e welfare

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Populismi in Europa

Nella Sezione: Paesi europei. Populismi e politiche sociali: correlazioni?

La «parità» fra capitale e lavoro è la base del modello sociale europeo, specie del modello nordico. Essa assicura rappresentanza sociale, distinzione (identitaria/ideologica) degli interessi e un processo di regolazione della società e dell’economia. Pertanto, la minore pervasività della rappresentanzain tema di parità apre spazi ansiogeni, identitari e anti-politici alla nuova destra, che se ne fa paladina, coniugandoli in senso etnico-identitario. Nonostante quanto viene proclamato però sia dai nazional-populisti sia da alcuni sterili modelli socio-politologici, non è mai stata la (mitologica) uniformità nordica a produrre il modello sociale regolato, bensì è vero l’esatto contrario: il modello sociale ha prodotto sia identità, sia inclusione, sia regolazione. Invertendo l’ordine causale si malintendono i paesi nordici, e il loro populismo.
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L’«emergenza» dell’esclusione: il controllo locale dell’immigrazione nel contesto italiano

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Populismi in Europa

Nella Sezione: Italia. Le politiche locali di esclusione e di controllo come occasione populistica di consenso

Negli ultimi anni, molti sindaci hanno rivendicato il diritto all’autogoverno in materia di residenza anagrafica. Attraverso questa espressione della propria autonomia, gli amministratori locali intendevano raggiungere un obiettivo ben specifico: restringere l’accesso degli immigrati ai diritti sociali. Allo scopo di regolare la residenza, gli amministratori si sono avvalsi di un particolare strumento giuridico: le ordinanze comunali, la cui emanazione è stata giustificata sulla base della presunta emergenza del fenomeno immigrazione all’interno del proprio territorio. La scelta effettuata dai primi cittadini, come si cercherà di mostrare, costituisce la premessa per forme di populismo atte ad accrescere il loro consenso presso la popolazione autoctona locale, le cui specificità e i cui tratti caratterizzanti saranno approfonditi in questo contributo.
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