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Giovedì, 25 Gennaio 2018 - 10:14 Roma

Se ne discute il 25 gennaio, in occasione della presentazione del Volume n.

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protezione sociale

Redistribuzione, giustizia sociale e sostenibilità del welfare

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sessione IV

Alla base della discussione di questa sessione di lavoro c'è la richiesta di ragionamenti densi: quella dello sviluppo di un pensiero sull'attività e sul ruolo del pubblico. Connettere funzione redistributiva e giustizia sociale significa attivare quella rete di protezioni, quel sistema che si rende garante dell'esercizio e della stessa esigibilità dei diritti di un sistema. Così facendo, dunque, incrocia il binomio libertà e democrazia, fondato su una cognizione della libertà e della democrazia non come diritti naturali a prescindere dalle condizioni del loro esercizio, ma come diritti da reificare e sostanziare in una dimensione individuale e collettiva. Nessuno di noi pensa più che il collettivo sia l'annullamento delle individualità, così come nessuno ritiene più il contrario, che esiste un individuo e non esiste la società.
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parola chiave

Sindacato (and) welfare

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Rubriche

L’articolo affronta il rapporto tra agire sindacale e evoluzione del welfare, dallo sviluppo delle prime forme di mutuo-aiuto sindacale fino ai più recenti mutamenti che investono la regolazione del lavoro. Nella prima parte vengono passate in rassegna alcune delle principali esperienze nazionali che hanno accompagnato lo sviluppo del mutualismo in concomitanza con l’avvio dei primi programmi di protezione sociale a cavallo tra il XIX secolo e i primi anni del ’900. Si prende quindi in considerzaione la fase di espansione del welfare fordista, concentrando l'attenzione sulle forme della partecipazione sindacale al funzionamento dei welfare state nazionali. L'analisi prosegue guardando ai mutamenti che hanno segnalato la crisi del welfare fordista e ai processi di riforma riconducibili all'emergere del paradigma del welfare attivo. In particolare, si considerano le trasformazioni che interessano l'agire sindacale nel quadro emergente dei processi di attivazione, in riferimento alle pratiche e alle forme di coinvolgimento - sistema Ghent/bilateralismo - che meglio sembrano rispondere al bisogno di rafforzare l'intervento attivo delle organizzazioni sindacali nel mercato del lavoro.
Parole chiave: sindacato :: protezione sociale :: storia ::
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documentazione

Progetto Serdom Spi Cgil - Comune di Modena

Articolo scritto da:

Nel numero

Migrazioni

Nella Sezione: Rubriche

Il lavoro sul progetto Serdom (servizi domiciliari) nasce nel '98 a Modena, promotore il Comune, nell'ambito di un progetto europeo che aveva l'obiettivo di sviluppare l'offerta di servizi domiciliari per gli anziani, creando nuova occupazione, regolare e di qualità. Il progetto ha fornito l'occasione di indagare i mutamenti del quadro sociale modenese, e ha consentito di sviluppare una approfondita analisi sull'andamento demografico, sulle nuove strutture familiari, sui nuovi bisogni espressi dai cittadini, sulle caratteristiche della rete di protezione sociale nelle sue varie forme. La fase di analisi e discussione è durata circa due anni e ha visto coinvolti diversi soggetti: oltre al Comune, l'Università che ha prodotto analisi sui mutamenti sociali nella città, associazioni economiche, del terzo settore e del volontariato, e le organizzazioni sindacali, tra le quali Cgil, Spi e Fp.
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Dimenticare Lisbona? Riflessioni sulla validità del modello sociale europeo

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sessione I

L'analisi del ruolo della cosiddetta "Strategia di Lisbona" nell'ambito dell'occupazione e della protezione sociale non è semplice per due motivi: prima di tutto l'intervento europeo in questo settore non si presenta come una politica di tipo "classico": è dunque opportuno trovare gli strumenti nuovi per valutare il cambiamento introdotto; inoltre l'argomento è altamente politicizzato e non mancano le polemiche. È però possibile avanzare due tipi di constatazioni riguardanti da un parte la politica (politics), dall'altra le politiche (policies). Per quanto attiene alla prima, è sorprendente vedere in che misura la questione della protezione sociale e dell'occupazione abbia inciso sul fallimento dei due referendum in Francia e in Olanda e abbia in seguito acquisito importanza in termini più generali.
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Introduzione al fascicolo: "Sindacato e Welfare"

Articolo scritto da:

Nella Sezione: nota del direttore

La forza con cui nei giorni della chiusura di questa monografia il tema della riforma contrattuale e, in senso più ampio, quello della riconfigurazione del sistema italiano di relazioni industriali si sono andati affermando nel nostro confuso panorama socio-politico conferiscono a questa pubblicazione il valore aggiunto dell’attualità. Stando almeno alle apparenze.
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parola chiave

«Attivazione»

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Rubriche

In questi anni sono state numerose le strategie finalizzate all’attivazione dei sistemi di protezione sociale adottate sia in Europa che in altri paesi sviluppati. Queste vanno ben oltre la finalità di attivare le persone prive di impiego e coinvolgono l’intero sistema di finanziamento del welfare e della protezione sociale, oltre all’intera architettura del sistema fiscale e di quello delle prestazioni. Anche se la Strategia europea per l’occupazione (e l’inclusione attraverso il Metodo aperto di coordinamento) sono organizzate in modo da assecondare la tendenza all’attivazione, la loro influenza si è finora limitata alla divulgazione dei concetti. I risultati delle strategie di attivazione sono fondamentalmente affidati alle dinamiche dei sistemi nazionali e variano a seconda dei regimi di welfare.
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Nota del direttore

Articolo scritto da:

Nella Sezione: nota del direttore

Il fascicolo 4-08 di Rps è dedicato allo scambio fondativo, continuo e articolato fra sindacato e welfare in una prospettiva che prova a travalicare la più immediata e classica relazione fra sindacato e funzione negoziale, considerata in un’ottica lavoristica.
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Nella «società degli individui». Note sulla dimensione socio-antropologica della protezione sociale

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Nuovi rischi sociali e strategia europea

Dopo una premessa sul cambiamento recente del significato di «riforma», termine oggi utilizzato anche dalla destra liberista per portare i propri attacchi alla protezione sociale e del lavoro, l’autore si sofferma su quella che definisce la componente socio-antropologica della protezione sociale. È grazie a questa base di risorse e di diritti, conquistati nel tempo, che l’individuo moderno si è costruito come membro effettivo di una «società di simili». Fondamentalmente per questo nell’attuale tendenza verso una «società degli individui» c’è un bisogno maggiore, e non minore, di protezione sociale. Questa a sua volta dovrebbe modificarsi, associando nuovi diritti ad ormai imprescindibili esigenze di flessibilità e di mobilità.
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Welfare locale, decentramento e cittadinanza

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sessione III

Svilupperò il mio intervento intorno a quattro punti. Innanzitutto, in via introduttiva, vorrei cercare di collocare il tema del welfare locale dentro una visione più ampia della fase storica che caratterizza attualmente il sistema di welfare italiano: se non collochiamo storicamente il tema, rischiamo infatti di attribuire al concetto di "welfare locale" valenze che non ha più, oppure significati che sono in effetti soggetti a possibili ridefinizioni in una fase, qual è quella attuale, in cui l'evoluzione del nostro sistema di welfare è tutt'altro che scontata. Cercherò poi di chiarire quali sono i caratteri che maggiormente qualificano il welfare locale nel sistema italiano. Illustrerò quindi quali sono le ragioni per cui oggi il tema del welfare locale riceve una particolare attenzione. Infine, vorrei trarre dalle considerazioni precedenti alcune indicazioni utili per la policy.
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Sindacato e processi di cambiamento nelle opinioni dei protagonisti

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sindacato e welfare. Un focus sull’Italia

Nelle pagine che seguono, attraverso una serie di interviste strutturate effettuate tra il settembre e l’ottobre 2008, sono stati interpellati sul tema del rapporto tra sindacato e welfare alcuni importanti dirigenti sindacali italiani, in particolare: Susanna Camusso, segretaria confederale Cgil, Dipartimento politiche dei settori produttivi; Carla Cantone, segretaria generale Spi-Cgil; Franco Martini, segretario generale Filcams-Cgil; Morena Piccinini, segretaria confederale Cgil, Dipartimento welfare e nuovi diritti; Giorgio Santini, segretario confederale Cisl, Dipartimento lavoro formazione sviluppo Mezzogiorno; Claudio Treves, coordinatore Dipartimento politiche del lavoro Cgil nazionale. Con questo lavoro si è inteso offrire uno scorcio sulla riflessione interna al sindacato sia relativamente al modo in cui esso ha contribuito e contribuisce a configurare il sistema italiano di welfare, sia rispetto al suo riposizionamento nello spazio del confronto politicoe all’opportunità - rimodulando parte delle proprie funzioni - di allargare il bacino di riferimento per collegarsi a nuove domande di tutela che attendono una propria rappresentanza sociale.
Parole chiave: sindacato :: protezione sociale :: Italia ::
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