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RPS 1 2017

Sono online i free text relativi al Tema del n. 1/2017: Servizio Sociale e welfare.

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servizi sociali

Esperienze e buone pratiche

Welfare dell'accesso: due sperimentazioni a confronto

Articolo scritto da:

Nel numero

Welfare locale

Nella Sezione: Rubriche

L’articolo si propone di descrivere due casi emblematici ispirati all’approccio della logica sperimentale nell’implementazione di servizi innovativi: il Progetto «100 porte sociali» del Comune di Roma e la rete degli Uffici della Cittadinanza promossi dalla Regione Umbria. Entrambe le esperienze si riferiscono al disegno di un profilo di servizio all’interno di quello che viene chiamato welfare dell’accesso. La descrizione si conclude con un tentativo di valutazione comparativa dei due modelli in cui vengono evidenziati alcuni nodi strategici forieri di un possibile sviluppo nel riorientamento della funzione dei servizi sociali in un tempo di modernità riflessiva.
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Isee: un'analisi della misura e dell'efficacia della sua applicazione

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Misure

L’Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente, ha un ruolo cardine per la realizzazione del sistema integrato di servizi ed interventi sociali. La propagazione dell’impiego dell’Isee è avvenuta negli ultimi due anni, dopo un primo periodo di prudenza causato da una indeterminatezza legislativa. Attualmente la sua applicazione coinvolge circa 12 milioni di cittadini. È lecito pertanto domandarsi quali effetti abbia prodotto in ordine all’efficacia dei procedimenti selettivi. L’adeguatezza a perseguire obiettivi di equità è indubbiamente legata, oltre che alla modalità di costruzione dell’indicatore, anche al sistema di regole applicative, in particolar modo alla capacità di costituire una struttura efficace di controllo.
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Le basi istituzionali del welfare locale - Processi di fissione e fusione prima e dopo la 328

Articolo scritto da:

Nel numero

Welfare locale

Nella Sezione: Programmazione sociale e azioni di sistema

Vi è un deficit di tipo istituzionale nell’impianto della l. 328/2000, il quale emerge con forza soprattutto attraverso l’analisi di due diversi processi: il basso grado di integrazione sinora maturato tra servizi sociali e sanità innanzitutto; e, in secondo luogo, le frequenti difficoltà operative che caratterizzano la vita dei piani di zona, i quali dovrebbero assicurare invece la «rete» dei nuovi servizi. Incrociandosi con i processi di federalismo avviati dal nuovo Titolo V della Costituzione, queste tendenze stanno dando vita a una forte differenziazione del welfare locale, mettendo in tal modo implicitamente in discussione l’originario modello unitario e nazionale della cittadinanza sociale.
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documentazione

Welfare locale e informazione sociale

Articolo scritto da:

Nel numero

Welfare locale

Nella Sezione: Rubriche

Dall'analisi dei vari dispositivi messi in atto per la rilevazione di informazioni e dati sociali con lo scopo di monitorare e valutare il funzionamento del sistema di servizi e interventi si possono evincere elementi utili per tratteggiare alcuni dei profili degli specifici stili di welfare locale. La centralità del tema è evidente non appena si considerino le spinte innovative provenienti da diverse fonti di contesto: 1) le indicazioni provenienti a livello europeo che spingono verso l'introduzione e l'implementazione di sistemi di monitoraggio tesi alla rilevazione di dati e informazioni sulla base anche dell'elaborazione di indicatori di efficacia ed efficienza; 2) la legge quadro di riforma nazionale dell'assistenza; 3) le sperimentazioni regionali e locali di attività di rilevazione e monitoraggio di tipo sistemico e sistematico in settori diversi da quello socio-assistenziale.
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L’Indagine Istat sugli interventi e sui servizi sociali dei Comuni italiani

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Fuori dal tema

L’Istituto nazionale di statistica ha reso pubblici i risultati del primo censimento degli interventi e dei servizi sociali erogati dai Comuni italiani. La rilevazione contribuisce a colmare un deficit conoscitivo su questa componente del sistema di welfare che da tempo era evidente, sebbene una parte delle indicazioni che fornisce rappresenti in realtà una conferma documentata di circostanze e situazioni già discusse o prefigurate dagli studiosi del settore. Appare particolarmente significativo, tuttavia, l’apporto che i risultati dell’indagine possono offrire per l’analisi di questioni su cui ancora non vi è una riflessione sistematizzata. È il caso per esempio della trama di quella sostanziale differenziazione regionale del sistema dei servizi sociali che si viene da qualche tempo proponendo e della dinamica che essa può avere in relazione alla regionalizzazione dei sistemi sanitari.
Parole chiave: Italia :: Comuni :: Istat :: servizi sociali ::
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Lo Stato sociale in Italia - Un decennio di riforme - Rapporto Irpps-Cnr 2003-2004

Articolo scritto da:

Nel numero

Migrazioni

Nella Sezione: Fuori dal tema

Il decennio di riforme a cui accenna il titolo di questo volume (l'ultimo di una serie che l'Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali dedica da circa un decennio, finora sotto le insegne del'Iridiss, sempre Cnr, di Penta di Fisciano, all'evoluzione del nostro stato sociale) è quello compreso tra il 1991 e il 2000. Tale periodo si avvia con le leggi sul volontariato e la cooperazione sociale, entrambe del 1991, e si chiude con la legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali (2000), passando per la seconda riforma sanitaria (d.lgs. 502 e 517 del 1992), la legge sull'handicap (1992), la regolamentazione delle Onlus (1997) e il decreto sulle fondazioni bancarie ed ex bancarie che è del 1999, più qualche altro scampolo normativo.
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Stili regionali delle politiche in favore degli anziani

Articolo scritto da:

Nel numero

Welfare locale

Nella Sezione: Regioni e modelli di governance

Il saggio analizza le principali modalità di intervento che si stanno realizzando nel campo dei servizi sociali in favore degli anziani non autosufficienti nelle regioni italiane in una fase storica caratterizzata in Italia dal progressivo passaggio di poteri istituzionali dal livello nazionale a quello regionale e locale. Lo studio cerca di mettere in evidenza da un lato quale sia la capacità dei vari territori di sviluppare politiche per la disabilità in età anziana, dall’altro quali le tendenze in atto sotto il profilo degli interventi proposti.
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Lotta alle diseguaglianze ed efficienza della spesa sociale

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Fisco, etica pubblica e sviluppo

Obiettivo di questo lavoro è quello di presentare ragioni, in primis di equità, ma anche di efficienza, a favore non solo della fornitura pubblica di servizi sociali, ma addirittura di uno spazio per la produzione pubblica. Naturalmente, ciò non implica la messa in discussione di tutti i trasferimenti monetari: un sistema di reddito di ultima istanza, per esempio, è urgente per il nostro paese. Va, però, messo in discussione il convincimento, diffuso anche a sinistra, che la fornitura e la produzione pubbliche di servizi debbano necessariamente essere ridimensionate.
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documentazione

Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil - Proposta di legge di iniziativa popolare per la non autosufficienza

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Nella Sezione: Rubriche

Testo definitivo, 13 settembre 2005 - Art. 1 (Finalità) - 1. Nell’ambito del sistema integrato di interventi e servizi sociali di cui alla legge 8 novembre 2000, n. 328, e nel rispetto degli articoli 117 e 119 della Costituzione, la presente legge, al fine di incrementare il sistema di prevenzione, contrasto e riabilitazione dei processi di non autosufficienza e per il sostegno e il benessere delle persone non autosufficienti e delle rispettive famiglie, determina i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti sociali da erogarsi nei casi di non autosufficienza, definisce i principi per la loro garanzia attraverso il Piano per la non autosufficienza, istituisce il Fondo nazionale per la non autosufficienza.
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Capitale sociale e strategie per la salute: un’esperienza sul campo

Nella Sezione: Italia: scenari evidenze diversificazioni nel rapporto pubblico-privato

Nel biennio 2009/2010 sono stati condotti in Emilia-Romagna diversi percorsi formativi a sostegno delle strategie di innovazione dei servizi sociali e sanitari, rivolti a dirigenti e professionisti delle aziende sanitarie e degli enti locali. Dall’analisi della letteratura, dei dati e dalle discussioni con i partecipanti è emersa come principale criticità del sistema pubblico di servizi sociali e sanitari dell’Emilia-Romagna la crisi di fiducia nei rapporti operatore-utente, comunità-organizzazione e professionisti-organizzazione. La proposta condivisa è stata quella di investire sullo sviluppo del capitale sociale delle organizzazioni e della comunità come strategia per garantire sostenibilità al sistema e migliorarne la gestione. Nell’ambito di questa strategia sono state formulate, inoltre, alcune proposte di azione che si configurano come laboratori locali di innovazione da realizzarsi con la partecipazione delle aziende sanitarie, degli enti locali, dell’università, dei cittadini, delle rappresentanze dei cittadini, dei lavoratori e del terzo settore, e di altri attori significativi nel territorio.
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