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servizi sociali

L’Indagine Istat sugli interventi e sui servizi sociali dei Comuni italiani

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Nella Sezione: Fuori dal tema

L’Istituto nazionale di statistica ha reso pubblici i risultati del primo censimento degli interventi e dei servizi sociali erogati dai Comuni italiani. La rilevazione contribuisce a colmare un deficit conoscitivo su questa componente del sistema di welfare che da tempo era evidente, sebbene una parte delle indicazioni che fornisce rappresenti in realtà una conferma documentata di circostanze e situazioni già discusse o prefigurate dagli studiosi del settore. Appare particolarmente significativo, tuttavia, l’apporto che i risultati dell’indagine possono offrire per l’analisi di questioni su cui ancora non vi è una riflessione sistematizzata. È il caso per esempio della trama di quella sostanziale differenziazione regionale del sistema dei servizi sociali che si viene da qualche tempo proponendo e della dinamica che essa può avere in relazione alla regionalizzazione dei sistemi sanitari.
Parole chiave: Italia :: Comuni :: Istat :: servizi sociali ::
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Lo Stato sociale in Italia - Un decennio di riforme - Rapporto Irpps-Cnr 2003-2004

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Nel numero

Migrazioni

Nella Sezione: Fuori dal tema

Il decennio di riforme a cui accenna il titolo di questo volume (l'ultimo di una serie che l'Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali dedica da circa un decennio, finora sotto le insegne del'Iridiss, sempre Cnr, di Penta di Fisciano, all'evoluzione del nostro stato sociale) è quello compreso tra il 1991 e il 2000. Tale periodo si avvia con le leggi sul volontariato e la cooperazione sociale, entrambe del 1991, e si chiude con la legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali (2000), passando per la seconda riforma sanitaria (d.lgs. 502 e 517 del 1992), la legge sull'handicap (1992), la regolamentazione delle Onlus (1997) e il decreto sulle fondazioni bancarie ed ex bancarie che è del 1999, più qualche altro scampolo normativo.
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Stili regionali delle politiche in favore degli anziani

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Nel numero

Welfare locale

Nella Sezione: Regioni e modelli di governance

Il saggio analizza le principali modalità di intervento che si stanno realizzando nel campo dei servizi sociali in favore degli anziani non autosufficienti nelle regioni italiane in una fase storica caratterizzata in Italia dal progressivo passaggio di poteri istituzionali dal livello nazionale a quello regionale e locale. Lo studio cerca di mettere in evidenza da un lato quale sia la capacità dei vari territori di sviluppare politiche per la disabilità in età anziana, dall’altro quali le tendenze in atto sotto il profilo degli interventi proposti.
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Lotta alle diseguaglianze ed efficienza della spesa sociale

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Nella Sezione: Fisco, etica pubblica e sviluppo

Obiettivo di questo lavoro è quello di presentare ragioni, in primis di equità, ma anche di efficienza, a favore non solo della fornitura pubblica di servizi sociali, ma addirittura di uno spazio per la produzione pubblica. Naturalmente, ciò non implica la messa in discussione di tutti i trasferimenti monetari: un sistema di reddito di ultima istanza, per esempio, è urgente per il nostro paese. Va, però, messo in discussione il convincimento, diffuso anche a sinistra, che la fornitura e la produzione pubbliche di servizi debbano necessariamente essere ridimensionate.
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documentazione

Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil - Proposta di legge di iniziativa popolare per la non autosufficienza

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Nella Sezione: Rubriche

Testo definitivo, 13 settembre 2005 - Art. 1 (Finalità) - 1. Nell’ambito del sistema integrato di interventi e servizi sociali di cui alla legge 8 novembre 2000, n. 328, e nel rispetto degli articoli 117 e 119 della Costituzione, la presente legge, al fine di incrementare il sistema di prevenzione, contrasto e riabilitazione dei processi di non autosufficienza e per il sostegno e il benessere delle persone non autosufficienti e delle rispettive famiglie, determina i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti sociali da erogarsi nei casi di non autosufficienza, definisce i principi per la loro garanzia attraverso il Piano per la non autosufficienza, istituisce il Fondo nazionale per la non autosufficienza.
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Capitale sociale e strategie per la salute: un’esperienza sul campo

Nella Sezione: Italia: scenari evidenze diversificazioni nel rapporto pubblico-privato

Nel biennio 2009/2010 sono stati condotti in Emilia-Romagna diversi percorsi formativi a sostegno delle strategie di innovazione dei servizi sociali e sanitari, rivolti a dirigenti e professionisti delle aziende sanitarie e degli enti locali. Dall’analisi della letteratura, dei dati e dalle discussioni con i partecipanti è emersa come principale criticità del sistema pubblico di servizi sociali e sanitari dell’Emilia-Romagna la crisi di fiducia nei rapporti operatore-utente, comunità-organizzazione e professionisti-organizzazione. La proposta condivisa è stata quella di investire sullo sviluppo del capitale sociale delle organizzazioni e della comunità come strategia per garantire sostenibilità al sistema e migliorarne la gestione. Nell’ambito di questa strategia sono state formulate, inoltre, alcune proposte di azione che si configurano come laboratori locali di innovazione da realizzarsi con la partecipazione delle aziende sanitarie, degli enti locali, dell’università, dei cittadini, delle rappresentanze dei cittadini, dei lavoratori e del terzo settore, e di altri attori significativi nel territorio.
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Politiche attive del lavoro e nuovi modelli di governance

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Nel numero

Welfare locale

Nella Sezione: La dimensione urbana

Il contributo ha lo scopo di illustrare il disegno di una ricerca empirica, in corso di svolgimento presso l’Università di Urbino, che ha come oggetto d’analisi le misure di attivazione nei piani di intervento socio-economico in alcune città italiane, e che fa parte di un’indagine più ampia su «Le trasformazioni della società italiana» finanziata nell’ambito del programma Prin 2003-2005. La ricerca nasce dall’esigenza di approfondire un percorso di analisi, già avviato da alcuni anni su tali temi, alla luce delle importanti riforme legislative che hanno interessato la disciplina dei servizi sociali in Italia nell’ultimo decennio. L’articolo, dopo aver illustrato il quadro di riferimento teorico e empirico da cui emergono le esigenze conoscitive dell’indagine e il suo disegno complessivo, presenta alcuni risultati preliminari della ricerca.
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I livelli essenziali come condizione di cittadinanza sociale

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Nella Sezione: Fisco, etica pubblica e sviluppo

Il contributo esamina le motivazioni e i percorsi che hanno caratterizzato il dibattito sui livelli essenziali di assistenza (Lea), sia in sanità che per i servizi sociali, partendo dal concetto di «universalismo selettivo» come garanzia dell’esercizio dei diritti di cittadinanza, ma anche come possibilità di controllo della spesa sociale. Viene evidenziata la differenza di percorso attraverso cui si è giunti alla definizione dei Lea sanitari, nei quali è stato recepito il principio di «universalismo selettivo» e la garanzia per tutti a prestazioni «essenziali e appropriate», e quella dei Lea sociali, ispirati piuttosto alla garanzia di un «livello minimo di prestazione sociale» ritenuto irrinunciabile, e per i quali nel documento non ancora pubblico, nulla si dice rispetto alle responsabilità dello Stato di garantire l’uniformità dell’esercizio dei diritti di cittadinanza sociale.
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Le sfide del welfare locale - Problemi di coesione sociale e nuovi stili di governance

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Nel numero

Welfare locale

Nella Sezione: Ruoli di governo e territorializzazione. Europa e Italia

Dopo aver sottolineato i principali motivi a sostegno dello sviluppo di programmi sociali su base locale, l’articolo prende in esame lo sviluppo storico del welfare locale concentrando l’attenzione sui cambiamenti intervenuti negli anni ’60, in un periodo di riforme sociali, e negli anni ’80 e ’90, quando i tagli alla spesa pubblica sono stati accompagnati da un forte coinvolgimento delle organizzazioni non profit nell’erogazione dei servizi sociali. L’introduzione dei mercati sociali di cura a livello locale e la diffusione di procedure di accountability più stringenti richiedono oggi un nuovo stile della governance locale. Inoltre, stretto fra la frammentazione territoriale e la modesta autonomia fiscale e organizzativa delle autorità locali, il welfare italiano ha bisogno di politiche sociali su base locale che si sviluppino congiuntamente ad un più ampio e chiaro riconoscimento della cittadinanza sociale.
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Innovazione e ruolo degli attori pubblici e privati nel contesto della crisi di finanziamento del welfare

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Nella Sezione: Governance locali: assetti e temi

Attraverso un’analisi di casi locali, il saggio approfondisce le prospettive della gestione dei servizi sociali nell’attuale contesto socioeconomico e il concetto base dei servizi alla persona inteso come l’interazione sociale tra attori (pubblici e privati) operanti nei territori. Sembra infatti adeguato porre attenzione alle azioni da realizzare a livello locale frutto della collaborazione tra ente pubblico e organismi privati, in cui lo Stato non ha solo il compito della programmazione e della gestione degli interventi sociali, bensì anche quello del controllo dei processi con un protagonismo nuovo dei cittadini associati, nello spirito dell’articolo 118 secondo comma della Costituzione.
Parole chiave: welfare locale :: cittadini :: servizi sociali ::
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