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RPS 4 2017

Dopo l’ondata migratoria del secondo dopoguerra, l’emigrazione italiana si è attenuata ma mai esaurita e negli ultimi anni ha conosciuto una ripresa delle partenze sempre più consistente.

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sindacato

Materiali

Sulle ragioni di una legge di iniziativa popolare per la non autosufficienza

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Rubriche

I sindacati unitari dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil hanno deciso di promuovere una legge di iniziativa popolare per la non autosufficienza. Le ragioni di questa scelta nascono dall’esigenza di prevenire, contrastare e accompagnare questo fenomeno che è in costante aumento e coinvolge oltre 2.800.000 cittadini italiani e le loro famiglie. Il governo nazionale non ha dato finora una risposta adeguata ed efficace ai bisogni derivanti dal «rischio» della non autosufficienza, delegando il sistema delle Autonomie Locali e i privati a fronteggiare i costi che emergono dal fenomeno. La legge di iniziativa popolare (in documentazione nel testo) propone un progetto organico per affrontare il fenomeno partendo dagli scenari del vivere quotidiano; prospettando una definizione di non autosufficienza e le modalità di valutazione, indicando i diritti essenziali da garantire e rendere esigibili in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale; proponendo il piano individualizzato, le prestazioni integrate e un sistema di responsabilità degli attori preposti ad offrire i servizi alle persone non autosufficienti.
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parola chiave

Sindacato (and) welfare

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Rubriche

L’articolo affronta il rapporto tra agire sindacale e evoluzione del welfare, dallo sviluppo delle prime forme di mutuo-aiuto sindacale fino ai più recenti mutamenti che investono la regolazione del lavoro. Nella prima parte vengono passate in rassegna alcune delle principali esperienze nazionali che hanno accompagnato lo sviluppo del mutualismo in concomitanza con l’avvio dei primi programmi di protezione sociale a cavallo tra il XIX secolo e i primi anni del ’900. Si prende quindi in considerzaione la fase di espansione del welfare fordista, concentrando l'attenzione sulle forme della partecipazione sindacale al funzionamento dei welfare state nazionali. L'analisi prosegue guardando ai mutamenti che hanno segnalato la crisi del welfare fordista e ai processi di riforma riconducibili all'emergere del paradigma del welfare attivo. In particolare, si considerano le trasformazioni che interessano l'agire sindacale nel quadro emergente dei processi di attivazione, in riferimento alle pratiche e alle forme di coinvolgimento - sistema Ghent/bilateralismo - che meglio sembrano rispondere al bisogno di rafforzare l'intervento attivo delle organizzazioni sindacali nel mercato del lavoro.
Parole chiave: sindacato :: protezione sociale :: storia ::
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Il rapporto tra sindacati e immigrati in Italia in una prospettiva di lungo periodo

Articolo scritto da:

Nella Sezione: TEMA: Migranti rifugiati e politiche sociali

Fin dall’inizio dei processi migratori il rapporto sindacati e immigrati si è mostrato solido. I sindacati attraverso la loro attività di rappresentanza hanno svolto una funzione di difesa dei diritti degli immigrati e ne hanno rivendicato l’estensione. Allo stesso tempo, attraverso l’erogazione di servizi specifici, hanno facilitato i percorsi di integrazione di milioni di immigrati. In altri termini i sindacati hanno riconosciuto gli immigrati come una risorsa di potere e hanno investito su di loro e non è un caso che il tasso di sindacalizzazione degli immigrati in Italia abbia sempre registrato livelli elevati. L’esperienza italiana in questo senso rappresenta un caso eccezionale nel panorama europeo. Negli ultimi anni, tuttavia, il rapporto tra sindacati e immigrati sembra essere soggetto a crescenti criticità. L'articolo ricostruisce l’evoluzione del rapporto che sindacati e immigrati hanno instaurato negli ultimi trentacinque anni. L’obiettivo è cogliere e riflettere sulle linee di continuità/discontinuità del rapporto tra sindacati e immigrati e comprendere se e come è cambiato l’investimento strategico delle organizzazioni sindacali sulla questione immigrazione.
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Esperienze e buone pratiche

Bilancio partecipativo e spazio sindacale

Articolo scritto da:

Nel numero

Welfare locale

Nella Sezione: Rubriche

Il bilancio partecipativo è un processo decisionale attraverso il quale i cittadini decidono le spese di investimento che riguardano il loro territorio. Nato quasi 20 anni fa a Porto Alegre si è diffuso anche nel nostro paese, dove è stata persino costituita un’associazione di enti locali che lo adottano. Il sindacato ha dichiarato il suo interesse verso questo strumento, visto come un arricchimento della democrazia locale: ma qual è il suo ruolo all’interno di un processo che assegna la centralità al cittadino in quanto tale e toglie peso ai cosiddetti soggetti intermedi? Che senso assume, in questo quadro, la contrattazione sociale territoriale? Il saggio pone queste domande argomentando sulla difficile coniugazione tra le esigenze della democrazia diretta e il ruolo specifico delle organizzazioni sindacali che molto hanno contribuito a disegnare i tratti del moderno welfare locale.
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La riforma degli ammortizzatori sociali in Italia - La posizione del sindacato

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Gli ammortizzatori sociali in Italia

L’articolo esamina i problemi che si pongono al sindacato, alla Cgil in particolare, nella fase attuale di confronto con il governo in merito, tra l’altro, alla riforma degli ammortizzatori sociali. Si considerano, in sequenza, le relazioni tra riforma degli ammortizzatori sociali e riforma delle tipologie d’impiego, quali dovrebbero essere i cardini della riforma, come siano parziali ed insufficienti i propositi di semplice aumento dell’indennità di disoccupazione, quali relazioni tra provvidenze pubbliche e ruolo dell’autonomia privata, che riflessi tra le accennate proposte di riforma degli ammortizzatori sociali, le politiche di incentivazione e il sistema delle politiche attive del lavoro, il grado di sostenibilità finanziaria di una simile impostazione.
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L’azione del sindacato a livello territoriale

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sindacato e welfare. Un focus sull’Italia

Nel nostro paese la storia delle relazioni tra i sindacati e i governi e le istituzioni locali è abbastanza lunga, anche relazioni che consistono essenzialmente nella pratica di coinvolgimento e nel contributo delle parti sociali al disegno e all’implementazione di politiche sociali e del lavoro. Il saggio esamina le fasi e le logiche di questa storia celata, concentrando l’attenzione sulle principali caratteristiche e risultati delle relazioni e pratiche concertative di cui l’autrice individua due fasi: una prima in cui le iniziative sindacali in materia di lavoro e politiche sociali a livello territoriale sono di natura essenzialmente contingente e rivendicativa; in seguito le iniziative sono divengono più intenzionali e strategicamente orientate così che si va approfondendo il coinvolgimento e il ruolo del sindacato nella costituzione di reti sociali di protezione sociale e nel welfare locale.
Parole chiave: sindacato :: Italia :: negoziazione territoriale ::
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Italia. La lunga marcia nel sindacato. Dall’iscrizione come immigrati alla partecipazione come lavoratori

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Essere immigrati: lavoro sindacato sfruttamento tutele

In Italia i lavoratori immigrati iscritti ai sindacati sono oggi un milione circa. In proposito diversi studiosi e osservatori europei hanno parlato di peculiarità italiana dovuta all’impegno particolare delle strutture confederali di servizio nel supportare e accompagnare gli immigrati nei percorsi d’inserimento in un contesto sociale, amministrativo e politico nel quale risulta spesso difficile anche esercitare i diritti loro formalmente riconosciuti. Nell’articolo si mette in evidenza come proprio tale successo, in un quadro di cambiamenti profondi degli assetti del mercato del lavoro e della struttura dell’occupazione, oggi ponga all’ordine del giorno del sindacato, con particolare urgenza, il problema di corrispondere alla crescente richiesta di partecipazione che emerge dalla componente immigrata dei lavoratori italiani.
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Dalla flessibilità oraria alla flessibilità numerica? Considerazioni sull'azione governativa e l'intervento del sindacato

Articolo scritto da:

Nel numero

Tempi e orari

Nella Sezione: Fra passato e futuro. La contrattazione degli orari e la flessibilità

L’articolo esamina i risultati dell’implementazione della legge 30/03 alla luce degli andamenti della contrattazione collettiva successiva alla sua emanazione, e verificandone gli esiti in riferimento alle scelte assunte dalla Cgil in proposito. Successivamente viene svolto un commento di alcune indagini Istat e di altri istituti sull’incidenza delle disposizioni della legge 30 sul mercato del lavoro italiano. I risultati desunti sonoche la contrattazione ha ottemperato in larga misura le indicazioni elaborate dalla Cgil, e che tuttavia si iniziano a scorgere possibili indizi di un indebolimento complessivo della tenuta dell’occupazione italiana, in larga misura dovuti al crescente peso dei rapporti a termine (specie per l’occupazione femminile). Di qui la necessità di porre mano radicalmente alle legislazione vigente.
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letture

Il welfare di Bruno Trentin

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Rubriche

Il testo di Bruno Trentin riproposto ai lettori di Rps qui introdotto da Michele Magno esemplifica le proposte di riforma dello Stato sociale da lui avanzate in qualità di responsabile dell’Ufficio di Programma della Cgil e discusse nella conferenza nazionale della stessa confederazione del 1995. L’introduzione richiama il più ampio contesto culturale e valoriale del pensiero di Trentin. L'idea centrale è quella di una welfare society, in cui alla logica del risarcimento si sostituisca una logica di promozione dei diritti di cittadinanza. Viene esaminata, in particolare, la crisi del principio assicurativo, che richiede un concorso trasparente della fiscalità generale al finanziamento della sicurezza sociale. I suoi valori di solidarietà vanno fondati non solo nel campo della distribuzione del reddito, ma soprattutto nell'offerta di beni e servizi reali alle persone. Esplicito, infine, è l'invito al sindacato affinché guardi in termini sistematici alla riforma del welfare, evitando di identificarla quasi esclusivamente con la questione delle pensioni.
Parole chiave: sindacato :: Trentin :: diritti sociali ::
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QUESTIONE SOCIALE E NEOPOPULISMI

Neopopulismi: quale sfida per l’azione sociale del sindacato?

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Rubrica

Che cosa deve fare il sindacato per essere ancora, nello straordinario mutamento di fase che si è aperto con la crisi del 2008, un attore sociale e istituzionale di prima grandezza? Da tempo svariati movimenti neopopulisti insidiano, in vario modo e con diversi argomenti, la pretesa del sindacato di rappresentare monopolisticamente gli interessi generali dei governati e, persino, quelli particolari dei lavoratori. Per far fronte a questa sfida esistenziale, il sindacato è chiamato, prima di tutto, a comprendere il nucleo di verità sotteso alle domande di sicurezza patrimoniale e identitaria di cui i neopopulismi sono espressione. Le pericolose derive sovraniste, nazionaliste, xenofobe del neopopulismo possono essere combattute solo radicalizzando il loro contenuto e portando il conflitto a una nuova fase costituente.
Parole chiave: sindacato :: nepopulismo ::
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