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sindacato

QUESTIONE SOCIALE E NEOPOPULISMI

Neopopulismi: quale sfida per l’azione sociale del sindacato?

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Nella Sezione: Rubrica

Che cosa deve fare il sindacato per essere ancora, nello straordinario mutamento di fase che si è aperto con la crisi del 2008, un attore sociale e istituzionale di prima grandezza? Da tempo svariati movimenti neopopulisti insidiano, in vario modo e con diversi argomenti, la pretesa del sindacato di rappresentare monopolisticamente gli interessi generali dei governati e, persino, quelli particolari dei lavoratori. Per far fronte a questa sfida esistenziale, il sindacato è chiamato, prima di tutto, a comprendere il nucleo di verità sotteso alle domande di sicurezza patrimoniale e identitaria di cui i neopopulismi sono espressione. Le pericolose derive sovraniste, nazionaliste, xenofobe del neopopulismo possono essere combattute solo radicalizzando il loro contenuto e portando il conflitto a una nuova fase costituente.
Parole chiave: sindacato :: nepopulismo ::
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Politica economica e scelte di welfare: l'analisi della Cgil

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Nella Sezione: Trascorsi, tendenze, confronti

Nei prossimi mesi verranno prese decisioni importanti di politica economica: la manovra di aggiustamento di bilancio a fronte dello sfondamento del tetto del tre per cento, la predisposizione del Dpef, l’annunciato provvedimento di riduzione delle tasse. Per quanto il governo tenterà di mascherare il costo sociale delle proprie scelte, risulterà comunque evidente su quali ceti sociali graverà il costo più elevato. Nel contempo non si registrano segni di ripresa economica, il tasso di sviluppo per il 2004 è di poco superiore allo zero, il tasso d’inflazione in Italia è superiore alla media europea, la crisi dell’apparato produttivo si aggrava, la povertà aumenta. Il bilancio non è solo negativo, ma catastrofico. Il sindacato, ribadendo la sua idea di stato sociale universalistico e di qualità, si prepara a contrastare duramente le politiche del governo.
Parole chiave: sindacato :: welfare :: Cgil :: fisco :: politica economica ::
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Sandro Del Fattore

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Nella Sezione: Intersessione - Riflessioni e valutazioni del mondo sindacale e politico

Voglio in primo luogo soffermarmi su una questione: come è arrivato il sindacato ad assumere con grande decisione il tema delle politiche integrate? Siamo arrivati a questo approccio cercando innanzitutto di capire quali fossero le criticità maggiori del tradizionale sistema di welfare rispetto alle novità presenti nell’attuale contesto economico- sociale. Ci siamo avviati in questo percorso di ricerca perché convinti che il welfare si difende meglio se si individuano razionalmente le criticità e si è in grado di costruire nuove proposte. Analizziamone alcune caratteristiche. In primo luogo, ci sono noti gli straordinari cambiamenti tecnologici e produttivi che hanno rivoluzionato il mondo moderno a partire dal campo dell’informazione e delle comunicazioni.
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Le riforme pensionistiche in Italia. Un’analisi storica dei «giochi di solidarietà»

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Nella Sezione: Sindacato e welfare. Un focus sull’Italia

L’articolo analizza in chiave storica la riforma delle pensioni in Italia negli ultimi due decenni, nel tentativo di far luce sul ruolo sindacale nel relativo processo politico e di proporre alcune ipotesi sulle conseguenze redistributive delle riforme concertate. Il riferimento è ai cosiddetti «giochi di solidarietà», ovvero alle strategie di competizione tra gli attori negoziali al fine di distribuire costi e benefici dei nuovi interventi. Lo studio delle diverse riforme concertate e dei loro effetti (soprattutto della Riform Dini del 1995) permette di svolgere una prima valutazione dell'azione sindacale. Mentre parte della letteratura ha sottolineato la sua difesa degli interessi dei propri iscritti (anche a danno degli interessi collettivi) l'analisi mostra l'interazione più complessa tra idee e preferenze. Il breve confronto con altri paesi europei conferma la necessità di recuperare una dimensione legata agli interessi per comprendere i processi di riforma delle politiche sociali e i loro esiti, seppure in un approccio più ampio.
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La contrattazione sociale: diritti, democrazia, azione sindacale

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Nella Sezione: Esperienze.

L’azione negoziale del sindacato italiano sul welfare è diffusa almeno dagli anni settanta del XX secolo. Questa si è intrecciata alle riforme istituzionali e amministrative (titolo V della Costituzione; leggi elettorali amministrative), alla legislazione sociale (legge 328/2000 sul sistema integrato dei servizi sociali), allo sviluppo di processi decisionali partecipati, nonché agli strumenti di regolazione delle relazioni industriali. Oggi, la contrattazione sociale si sviluppa nella programmazione negoziata del welfare territoriale e nel confronto sulle politiche di bilancio delle amministrazioni locali. Negli anni della crisi economica e finanziaria la contrattazione è stata un sensore della crisi fiscale e occupazionale delle società locali. La crisi, inoltre, ha stimolato riflessioni per lo stesso sindacato: in merito al rapporto con i cittadini, con gli stakeholders del territorio, con la propria constituency e con il proprio modello organizzativo.
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Germania - L'Ig Metall e la difficile ricerca di un equilibrio tra salari e orari

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Nel numero

Tempi e orari

Nella Sezione: Evoluzione delle logiche nazionali di organizzazione e gestione dei tempi di lavoro

L’articolo analizza gli sviluppi della politica sindacale tedesca nel settore metalmeccanico a partire dai mutamenti economici e di contesto che hanno caratterizzato gli anni 90 e gli effetti che questi hanno prodotto sui rapporti di forza all’interno delle aziende. Le conseguenze della parziale perdita di potere del sindacato si sono manifestate in particolare con la proliferazione di deroghe ai contratti collettivi e la crescente impossibilità di procedere a una loro applicazione «automatica» in sede di azienda. L’esempio più recente è rappresentato dalla firma del contratto collettivo detto «Pforzheim» del 2004 reso possibile dalla forte pressione ricattatoria data dalla possibilità di esportazione dei siti di produzione che consente di scaricare i costi della produttività e della competitività con sempre maggiore prepotenza sui dipendenti in termini di salario e di orario di lavoro.
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strumenti

Europa. Le politiche di conciliazione nel processo di consultazione delle parti sociali

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Rubriche

L’articolo esamina come l’esigenza di una maggiore conciliazione tra lavoro retribuito, responsabilità familiari e vita privata, concetto sintetizzato nel termine anglosassone work-life balance, sia entrata nel dibattito politico e sindacale, fino a diventare uno degli obiettivi dell’agenda sociale europea. L’analisi si svolge soprattutto dal punto di vista del movimento sindacale europeo e punta a mettere in luce la distanza tra le dichiarazioni di principio, contenute anche nel diritto comunitario, e la realtà dei fatti. In particolar modo, vengono prese in esame le due prime fasi del processo di consultazione delle parti sociali europee, lanciate dalla Commissione nel 2006 e tuttora in evoluzione al momento della stesura di queste pagine. L'articolo si chiude con un confronto tra le politiche messe in atto nei paesi del Nord e del Sud Europa.
Parole chiave: sindacato :: Europa :: conciliazione ::
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Introduzione al fascicolo: "Sindacato e Welfare"

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Nella Sezione: nota del direttore

La forza con cui nei giorni della chiusura di questa monografia il tema della riforma contrattuale e, in senso più ampio, quello della riconfigurazione del sistema italiano di relazioni industriali si sono andati affermando nel nostro confuso panorama socio-politico conferiscono a questa pubblicazione il valore aggiunto dell’attualità. Stando almeno alle apparenze.
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Opzioni a confronto su fiscalità e redistribuzione: un contributo alla lettura

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Nella Sezione: Modelli di redistribuzione

Il sindacato ha un ruolo fondamentale di salvaguardia del tenore di vita dei lavoratori, per questo è quindi di cruciale importanza l’azione distributiva del settore pubblico, come anche la valutazione dell’efficacia dei diversi strumenti di redistribuzione. In questo contributo viene evidenziata la necessità di una nuova politica dei redditi che sappia marcare una discriminante tra le posizioni della destra e quelle della sinistra. In particolare nei confronti dell’ipotesi di riduzione del prelievo fiscale, che trova anche nel centro-sinistra accesi sostenitori. Non è questa la posizione del sindacato, per il quale le politiche attive, l’alta qualità dei servizi pubblici rappresentano l’unico strumento di garanzia di estensione dei diritti di cittadinanza e del rafforzamento della coesione sociale.
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documentazione

Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil - Proposta di legge di iniziativa popolare per la non autosufficienza

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Nella Sezione: Rubriche

Testo definitivo, 13 settembre 2005 - Art. 1 (Finalità) - 1. Nell’ambito del sistema integrato di interventi e servizi sociali di cui alla legge 8 novembre 2000, n. 328, e nel rispetto degli articoli 117 e 119 della Costituzione, la presente legge, al fine di incrementare il sistema di prevenzione, contrasto e riabilitazione dei processi di non autosufficienza e per il sostegno e il benessere delle persone non autosufficienti e delle rispettive famiglie, determina i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti sociali da erogarsi nei casi di non autosufficienza, definisce i principi per la loro garanzia attraverso il Piano per la non autosufficienza, istituisce il Fondo nazionale per la non autosufficienza.
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