login_rps_multi

Username:

Password:

Hai perso la password?

Username:

Password:

Retrieve lost password

calls

eventi_rps

Rps 3/4 2016

È disponibile online il numero doppio 3-4/2016 di Rps. Il fascicolo dedica la sezione monografica al Tema delle disuguaglianze economiche oggi in Italia.

[...]
vai all'archivio degli eventisee all the happenings
firefox
Valid XHTML 1.0 Strict

sindacato

Sandro Del Fattore

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Intersessione - Riflessioni e valutazioni del mondo sindacale e politico

Voglio in primo luogo soffermarmi su una questione: come è arrivato il sindacato ad assumere con grande decisione il tema delle politiche integrate? Siamo arrivati a questo approccio cercando innanzitutto di capire quali fossero le criticità maggiori del tradizionale sistema di welfare rispetto alle novità presenti nell’attuale contesto economico- sociale. Ci siamo avviati in questo percorso di ricerca perché convinti che il welfare si difende meglio se si individuano razionalmente le criticità e si è in grado di costruire nuove proposte. Analizziamone alcune caratteristiche. In primo luogo, ci sono noti gli straordinari cambiamenti tecnologici e produttivi che hanno rivoluzionato il mondo moderno a partire dal campo dell’informazione e delle comunicazioni.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Le riforme pensionistiche in Italia. Un’analisi storica dei «giochi di solidarietà»

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sindacato e welfare. Un focus sull’Italia

L’articolo analizza in chiave storica la riforma delle pensioni in Italia negli ultimi due decenni, nel tentativo di far luce sul ruolo sindacale nel relativo processo politico e di proporre alcune ipotesi sulle conseguenze redistributive delle riforme concertate. Il riferimento è ai cosiddetti «giochi di solidarietà», ovvero alle strategie di competizione tra gli attori negoziali al fine di distribuire costi e benefici dei nuovi interventi. Lo studio delle diverse riforme concertate e dei loro effetti (soprattutto della Riform Dini del 1995) permette di svolgere una prima valutazione dell'azione sindacale. Mentre parte della letteratura ha sottolineato la sua difesa degli interessi dei propri iscritti (anche a danno degli interessi collettivi) l'analisi mostra l'interazione più complessa tra idee e preferenze. Il breve confronto con altri paesi europei conferma la necessità di recuperare una dimensione legata agli interessi per comprendere i processi di riforma delle politiche sociali e i loro esiti, seppure in un approccio più ampio.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

La contrattazione sociale: diritti, democrazia, azione sindacale

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Esperienze.

L’azione negoziale del sindacato italiano sul welfare è diffusa almeno dagli anni settanta del XX secolo. Questa si è intrecciata alle riforme istituzionali e amministrative (titolo V della Costituzione; leggi elettorali amministrative), alla legislazione sociale (legge 328/2000 sul sistema integrato dei servizi sociali), allo sviluppo di processi decisionali partecipati, nonché agli strumenti di regolazione delle relazioni industriali. Oggi, la contrattazione sociale si sviluppa nella programmazione negoziata del welfare territoriale e nel confronto sulle politiche di bilancio delle amministrazioni locali. Negli anni della crisi economica e finanziaria la contrattazione è stata un sensore della crisi fiscale e occupazionale delle società locali. La crisi, inoltre, ha stimolato riflessioni per lo stesso sindacato: in merito al rapporto con i cittadini, con gli stakeholders del territorio, con la propria constituency e con il proprio modello organizzativo.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Germania - L'Ig Metall e la difficile ricerca di un equilibrio tra salari e orari

Articolo scritto da:

Nel numero

Tempi e orari

Nella Sezione: Evoluzione delle logiche nazionali di organizzazione e gestione dei tempi di lavoro

L’articolo analizza gli sviluppi della politica sindacale tedesca nel settore metalmeccanico a partire dai mutamenti economici e di contesto che hanno caratterizzato gli anni 90 e gli effetti che questi hanno prodotto sui rapporti di forza all’interno delle aziende. Le conseguenze della parziale perdita di potere del sindacato si sono manifestate in particolare con la proliferazione di deroghe ai contratti collettivi e la crescente impossibilità di procedere a una loro applicazione «automatica» in sede di azienda. L’esempio più recente è rappresentato dalla firma del contratto collettivo detto «Pforzheim» del 2004 reso possibile dalla forte pressione ricattatoria data dalla possibilità di esportazione dei siti di produzione che consente di scaricare i costi della produttività e della competitività con sempre maggiore prepotenza sui dipendenti in termini di salario e di orario di lavoro.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

strumenti

Europa. Le politiche di conciliazione nel processo di consultazione delle parti sociali

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Rubriche

L’articolo esamina come l’esigenza di una maggiore conciliazione tra lavoro retribuito, responsabilità familiari e vita privata, concetto sintetizzato nel termine anglosassone work-life balance, sia entrata nel dibattito politico e sindacale, fino a diventare uno degli obiettivi dell’agenda sociale europea. L’analisi si svolge soprattutto dal punto di vista del movimento sindacale europeo e punta a mettere in luce la distanza tra le dichiarazioni di principio, contenute anche nel diritto comunitario, e la realtà dei fatti. In particolar modo, vengono prese in esame le due prime fasi del processo di consultazione delle parti sociali europee, lanciate dalla Commissione nel 2006 e tuttora in evoluzione al momento della stesura di queste pagine. L'articolo si chiude con un confronto tra le politiche messe in atto nei paesi del Nord e del Sud Europa.
Parole chiave: sindacato :: Europa :: conciliazione ::
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Introduzione al fascicolo: "Sindacato e Welfare"

Articolo scritto da:

Nella Sezione: nota del direttore

La forza con cui nei giorni della chiusura di questa monografia il tema della riforma contrattuale e, in senso più ampio, quello della riconfigurazione del sistema italiano di relazioni industriali si sono andati affermando nel nostro confuso panorama socio-politico conferiscono a questa pubblicazione il valore aggiunto dell’attualità. Stando almeno alle apparenze.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Opzioni a confronto su fiscalità e redistribuzione: un contributo alla lettura

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Modelli di redistribuzione

Il sindacato ha un ruolo fondamentale di salvaguardia del tenore di vita dei lavoratori, per questo è quindi di cruciale importanza l’azione distributiva del settore pubblico, come anche la valutazione dell’efficacia dei diversi strumenti di redistribuzione. In questo contributo viene evidenziata la necessità di una nuova politica dei redditi che sappia marcare una discriminante tra le posizioni della destra e quelle della sinistra. In particolare nei confronti dell’ipotesi di riduzione del prelievo fiscale, che trova anche nel centro-sinistra accesi sostenitori. Non è questa la posizione del sindacato, per il quale le politiche attive, l’alta qualità dei servizi pubblici rappresentano l’unico strumento di garanzia di estensione dei diritti di cittadinanza e del rafforzamento della coesione sociale.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

documentazione

Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil - Proposta di legge di iniziativa popolare per la non autosufficienza

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Rubriche

Testo definitivo, 13 settembre 2005 - Art. 1 (Finalità) - 1. Nell’ambito del sistema integrato di interventi e servizi sociali di cui alla legge 8 novembre 2000, n. 328, e nel rispetto degli articoli 117 e 119 della Costituzione, la presente legge, al fine di incrementare il sistema di prevenzione, contrasto e riabilitazione dei processi di non autosufficienza e per il sostegno e il benessere delle persone non autosufficienti e delle rispettive famiglie, determina i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti sociali da erogarsi nei casi di non autosufficienza, definisce i principi per la loro garanzia attraverso il Piano per la non autosufficienza, istituisce il Fondo nazionale per la non autosufficienza.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Il ruolo di interesse pubblico del sindacato italiano

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Il ruolo pubblico del sindacato nella gestione del welfare. Casi nazionali

I sindacati sono nati e si sono sviluppati come organizzazioni di difesa di interessi professionali, tuttavia, in alcuni paesi, a questo scopo fondamentale se ne è aggiunto un secondo relativo al perseguimento di interessi generali. In alcuni casi sono gli stessi ordinamenti nazionali che affidano ai sindacati lo svolgimento di attività nell’interesse dell’intera collettività, in altri sono stati i sindacati ad iniziare a svolgere spontaneamente tali attività. Il fenomeno, diffuso nell'Europa continentale, è sempre stato particolarmente intenso in Italia. ll saggio prende in esame l'anima pubblicistica dei sindacati italiani e ne esamina le origini e lo sviluppo, le aree principali nelle quali esso si esprime, i vantaggi e gli svantaggi di questa modalità di perseguimento degli interessi pubblici. La conclusione è volta a evidenziare il beneficio che deriverebbe da una più piena attuazione dei principi costituzionali.
Parole chiave: sindacato :: Italia :: interesse generale ::
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Perché è necessaria una «buona» contrattazione territoriale

Articolo scritto da:

Nella Sezione: TEMA. Il ruolo dei sistemi locali di welfare

Il sindacato, a tutti i livelli, è chiamato a una nuova e più diffusa capacità di analisi degli avvenimenti sociali, economici, politici, e a costruire intorno alla sua proposta di società, di innovazione sociale e di sviluppo una ricca rete di relazioni. È necessario un coinvolgimento ancora più forte e profondo perché, attraverso l’impegno negoziale e l’alimentazione dei processi partecipativi, si contribuisca a favorire anche la diffusione del potere (anche di genere), anziché la sua concentrazione, si costruiscano rapporti di solidarietà orizzontale, si aumenti la consapevolezza dei propri diritti e delle proprie responsabilità, si rovesci, insomma, la piramide decisionale e si riparta veramente dalla centralità della persona/cittadino, dai suoi bisogni ma anche dalla valorizzazione delle sue competenze, dei suoi saperi.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati