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RPS 1 2018

Il testo è la sintesi dell’articolo pubblicato nella sezione Tema del n. 1 2018 di Rps e scaricabile dagli abbonati nella versione integrale al link:

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sistema socio-sanitario

Betty Leone

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Intersessione - Riflessioni e valutazioni del mondo sindacale e politico

Ritengo assai importante la scelta di dedicare una sessione del Forum sulle politiche socio-sanitarie alle questioni relative alla corretta costruzione di un percorso informativo che trasferisca conoscenza tra gli operatori, dagli operatori ai cittadini e viceversa dai cittadini agli operatori, ed è per questo che vorrei concentrare il mio contributo su questo tema. Non si tratta di un dibattito nuovo, anzi, esso accompagnò negli anni ’70-80 tutta la stagione delle riforme dell’assistenza sanitaria e in seguito è stato ripreso durante la discussione di preparazione della legge n. 328/2000 (riforma dell’assistenza sociale). È infatti evidente che questa tematica incrocia diverse esigenze.
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L’integrazione che non c’è, e di cui ci sarebbe bisogno

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sessione IV - Integrazione. Complessità del concetto e buone pratiche

Vorrei mettere anzitutto a fuoco una finalità importante che ha guidato la rivista «Rps» nell’organizzazione di questo Forum sull’integrazione socio-sanitaria, che si esprime nel porre l’accento sul concetto di «integrazione» più che su quello di «socio-sanitario», inteso come sistema di servizi, e tale finalità mi sta particolarmente a cuore. Di integrazione socio-sanitaria si può parlare in diversi modi, a significare aspetti anche molto eterogenei e potenzialmente in contraddizione tra di loro. Per un verso, si sente parlare di integrazione socio-sanitaria come se fosse il nome più o meno ufficiale di un settore, sinonimo di settore socio-sanitario, che si accompagna al settore sanitario e al settore sociale, o dell’assistenza. Il riferimento al requisito dell’integrazione suona un po’ come un richiamo d’obbligo ad una parola d’ordine oggi molto diffusa (si pensi per esempio al titolo della legge 328), che proviene dalla forza performativa dei programmi europei nelle materie sociali, ma spesso recepita nella forma depotenziata di un gergo. Come se l’integrazione fosse già data, già messa in opera e realizzata, per l’appunto nel settore socio-sanitario.
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Epidemiologia assistenziale nel grande anziano: quali informazioni?

Nella Sezione: Sessione II - Capacità informativa, ruolo e utilizzo dei dati nei processi di policy making

L’epidemiologia assistenziale cui allude il titolo non è una contraddizione in termini: è il punto d’incontro tra la cultura scientifica e metodologica di una prestigiosa istituzione di ricerca e la pratica quotidiana di assistenza, ma anche la voglia di partecipazione degli operatori sociali e sanitari di alcune aziende Ulss della Regione Veneto. Il punto di vista più noto sul fabbisogno informativo in ambito socio-sanitario è quello della programmazione nazionale/regionale; numerose fonti – ad esempio i censimenti e le Indagini Multiscopo dell’Istat – forniscono periodicamente una importantissima immagine della popolazione e dei trend demografici, delle condizioni di salute percepite e dei livelli di non autosufficienza, della struttura del gruppo familiare o di convivenza e del ricorso ai servizi.
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Paolo Ferrero

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Intersessione - Riflessioni e valutazioni del mondo sindacale e politico

Ringrazio innanzitutto per l’invito a contribuire a questo Forum. Mi pare che in questa sede siano emerse alcune problematiche, su cui vorrei provare a ragionare. Oltre a rilevare alcune criticità relative ad un discorso di organizzazione, mi preme porre l’attenzione principalmente su un nodo specifico, che è quello dei livelli essenziali di assistenza, riferito, in particolare, alla questione della non autosufficienza, volendo dar conto non solo di una impostazione culturale, ma anche di una impostazione di carattere politico, che dovrebbe vedere l’avvio di un percorso ai fini della sua attuazione nei prossimi mesi. Parto da un elemento di valutazione della situazione attuale. A me pare del tutto evidente che – concordando con i giudizi dati – il terreno sociale sia molto meno presidiato dal punto di vista costituzionale rispetto a quello sanitario.
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L’applicazione dei principi della buona gestione in sanità - Ruolo delle aziende e centralità dei sistemi locali

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sessione III - L'impatto dell'integrazione nella definizione e nella gestione dei servizi socio-sanitari

I percorsi di integrazione delle politiche di welfare, così come il governo dei processi di cambiamento del nostro sistema sociosanitario sono spesso affrontati e analizzati assumendo la prospettiva del policy maker. Esigenza che risponde, nel nostro paese, ad un deficit di implementazione e di valutazione delle politiche pubbliche e, prima ancora alla necessità di un approccio più pragmatico alla realizzazione delle riforme nei diversi ambiti di intervento pubblico. Questa prospettiva si rende indispensabile nel settore sanitario dove l’eterno dibattito sul rapporto pubblico-privato, sui costi del Servizio sanitario nazionale, o sull’inadeguatezza dei nostri sistemi di offerta rispetto a bisogni e ad una domanda di salute in continua evoluzione, quasi inevitabilmente conducono a grandi messe in discussione degli interventi di riforma condotti a partire dalla legge 833/1978.
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I dati, ovvero dell’ambivalenza

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sessione II - Capacità informativa, ruolo e utilizzo dei dati nei processi di policy making

Dovrebbe essere ovvio – per buon senso, e per ragioni metodologiche – che ogni volta che si è fuori da un contesto strettamente «sperimentale», i dati intrattengono con le realtà – quelle che descrivono, proiettano, valutano – rapporti molto, ed esplicitamente, ambivalenti: fa parte del loro ruolo, che non è mai indipendente dai contesti, e tanto meno neutro o oggettivo. I dati sono al servizio di ipotesi (nel migliore dei casi: corrispondono, cioè, a un lavoro esplorativo, di ricerca, di confronto), o di tesi (più frequentemente: rispondono ad un disegno che vuol dimostrare/difendere/confermare qualcosa su cui decisioni sono già prese).
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Sandro Del Fattore

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Intersessione - Riflessioni e valutazioni del mondo sindacale e politico

Voglio in primo luogo soffermarmi su una questione: come è arrivato il sindacato ad assumere con grande decisione il tema delle politiche integrate? Siamo arrivati a questo approccio cercando innanzitutto di capire quali fossero le criticità maggiori del tradizionale sistema di welfare rispetto alle novità presenti nell’attuale contesto economico- sociale. Ci siamo avviati in questo percorso di ricerca perché convinti che il welfare si difende meglio se si individuano razionalmente le criticità e si è in grado di costruire nuove proposte. Analizziamone alcune caratteristiche. In primo luogo, ci sono noti gli straordinari cambiamenti tecnologici e produttivi che hanno rivoluzionato il mondo moderno a partire dal campo dell’informazione e delle comunicazioni.
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Politiche sociali: governare per frammenti?

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sessione IV - Integrazione. Complessità del concetto e buone pratiche

Partirei da un’analisi di quello che si sta cercando di definire come sistema socio-sanitario. Si tratta di un sistema particolare, non compiuto e, che al momento si può, però, ricostruire almeno a livello teorico. Infatti, nel considerare le politiche sociali e sanitarie, ci si scontra con la difficoltà di avere dei frammenti piuttosto che un sistema vero e proprio: qualcosa che di fatto è più simile ad una nebulosa, ad un arcipelago, ad un insieme di arcipelaghi. Sulla configurazione a sistema o meno delle politiche sociali è stato scritto molto, esistono analisi approfondite e studi di caso; nonostante la carenza di informazioni, riferite in particolare alle basi di dati, utili alle decisioni e valutazioni dei risultati, una verifica complessiva di queste politiche è stata fatta in letteratura. Anche le riflessioni avanzate in questo dibattito, lasciano pensare che, in realtà, di questo "sistema" sappiamo molto.
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Fra apocalittici e integratori: ragioni e problemi di un Fondo per la non autosufficienza

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sessione III - L'impatto dell'integrazione nella definizione e nella gestione dei servizi socio-sanitari

La risposta ai problemi della popolazione anziana in condizioni di non autosufficienza rappresenta oggi il punto di più immediato confronto con la capacità di elaborare politiche pubbliche innovative e di sviluppare tecniche e strumenti per la gestione dell’integrazione fra assistenza sociale e assistenza sanitaria. Le innovazioni sul piano istituzionale, finanziario, organizzativo e professionale, che appaiono oggi necessarie nel governo e nella gestione sia del sistema sanitario sia del sistema sociale, devono offrire soluzioni pratiche al problema specifico dell’invecchiamento della popolazione ma possiedono anche un alto valore simbolico relativamente al ruolo dell’intervento pubblico per la soluzione di problemi collettivi e per la verifica empirica della capacità di entrambi questi sistemi di innovarsi radicalmente.
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Nota del Direttore

Articolo scritto da:

Nella Sezione: nota del direttore

Questo fascicolo di «Rps» riporta, secondo un’ancora giovane consuetudine, gli atti del secondo Forum annuale della rivista. Si tratta di una discussione che si è svolta nel novembre 2006, che ha avuto come oggetto diversi tagli e sfaccettature del «sistema» socio-sanitario italiano, la cui restituzione – che abbiamo voluto non meccanica, ma nella misura del possibile ripensata e rielaborata dai relatori al convegno – è stata sotto vari profili impegnativa. Non ultima, fra le complessità di questa edizione, quella di voler pubblicare l’intero approfondimento anche in inglese, convinti come siamo che la riflessione sociale italiana abbia un bisogno vitale di scambi con l’estero.
Parole chiave: Italia :: sistema socio-sanitario :: forum ::
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