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RPS 1 2017

Sono online i free text relativi al Tema del n. 1/2017: Servizio Sociale e welfare.

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sistema socio-sanitario

Nota del Direttore

Articolo scritto da:

Nella Sezione: nota del direttore

Questo fascicolo di «Rps» riporta, secondo un’ancora giovane consuetudine, gli atti del secondo Forum annuale della rivista. Si tratta di una discussione che si è svolta nel novembre 2006, che ha avuto come oggetto diversi tagli e sfaccettature del «sistema» socio-sanitario italiano, la cui restituzione – che abbiamo voluto non meccanica, ma nella misura del possibile ripensata e rielaborata dai relatori al convegno – è stata sotto vari profili impegnativa. Non ultima, fra le complessità di questa edizione, quella di voler pubblicare l’intero approfondimento anche in inglese, convinti come siamo che la riflessione sociale italiana abbia un bisogno vitale di scambi con l’estero.
Parole chiave: Italia :: sistema socio-sanitario :: forum ::
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Mimmo Lucà

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Intersessione - Riflessioni e valutazioni del mondo sindacale e politico

Vorrei esprimere qualche breve considerazione sulle tematiche introdotte in questa sede e sulle quali si è aperto un confronto, in qualità di presidente della Commissione Affari sociali della Camera, offrendo un punto di vista istituzionale relativamente al percorso da seguire. Mi riferisco, in particolare, alla legge sulla non autosufficienza, in discussione nella Commissione da me presieduta, che proviene da un fallimento della legislatura precedente. L’onorevole Zanotti se ne era già occupata nella scorsa legislatura, e anche questa volta, si rischia di non farcela a causa dello scoglio della copertura finanziaria. Tale legge si basa sulla costituzione del Fondo per la non autosufficienza, ed è evidente che se tale fondo non viene istituito in maniera adeguata, e quindi non sono disponibili le risorse necessarie per garantire un livello essenziale di servizi e di prestazioni, la legge non può essere approvata.
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Mercato del lavoro e professionalizzazione del sistema socio-sanitario in Italia

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sessione III - L'impatto dell'integrazione nella definizione e nella gestione dei servizi socio-sanitari

Il contributo presenta e discute alcuni tratti caratteristici del lavoro sociale e sanitario in Italia, per meglio capire alcune sfide che il sistema socio-sanitario si trova ad affrontare oggi e, ancor più, nel prossimo futuro. Per trattare in modo sintetico tale tema, si propone di partire da due fenomeni centrali dell’evoluzione del mercato del lavoro in campo sociale e sanitario nel nostro paese. Il primo fenomeno, relativo al campo sociale, è quello delle «badanti» e cioè del lavoro privato di cura prestato per gran parte da donne immigrate ad anziani non autosufficienti e a disabili. Il secondo fenomeno, che riguarda il campo sanitario, è quello dell’accelerazione sperimentata dal processo di professionalizzazione negli ultimi dieci anni. Tali due fenomeni ci permetteranno di discutere di mercato del lavoro, regolamentazione professionale e contenuti della professionalità.
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La politica dei dati in ambito socio-assistenziale - Un focus sulla spesa dei Comuni

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Nella Sezione: Sessione II - Capacità informativa, ruolo e utilizzo dei dati nei processi di policy making

Rimandando alla trattazione compiuta negli altri contributi della sessione la riflessione sulle difficoltà di funzionamento del sistema socio-sanitario legate ai debiti informativi tuttora esistenti in campo sanitario, in questo articolo si approfondisce la questione della politica dei dati in ambito socio-assistenziale. Tale aspetto, infatti, rappresenta una delle condizioni per realizzare quei percorsi di integrazione, sia all’interno delle politiche socio-assistenziali che nel più vasto ambito delle politiche sociali, che sono effettivamente alla base di un funzionamento efficace ed efficiente del sistema socio-sanitario, inteso come quell’insieme di servizi e interventi che incorporano assistenza e inserimento sociale, cura della salute, prevenzione e tutela.
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Segnalazione

Federalismi e sanità

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Nella Sezione: Rubriche

Il quesito di ricerca che sta alla base del volume di France dal titolo "Federalismi e sanità" riguarda il ruolo del governo federale nella gestione della sanità: dal momento che in genere la sanità nei paesi federali è di competenza del livello di governo sub-nazionale, quali compiti e funzioni possono rimanere in capo al governo centrale? Anche se la risposta a questo quesito può variare da paese a paese, certamente quanto più un sistema è decentrato tanto più consistente è il ruolo dei sistemi di governo sub-nazionali e tanto maggiore è il rischio che il sistema sanitario sia fortemente differenziato a livello territoriale. Per contenere la differenziazione derivante dagli ampi poteri concessi alle periferie in materia di policy-making sanitario, si rivela di cruciale importanza l’esistenza di standard nazionali, criteri fissati dal centro e validi su tutto il territorio.
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La legge regionale del Friuli-Venezia Giulia e il fondo per l’autonomia possibile

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Nella Sezione: Sessione IV - Integrazione. Complessità del concetto e buone pratiche

Parlo da una regione di confine, il Friuli-Venezia Giulia, parlo da uno che si è divertito per vent’anni prima a buttar giù manicomi e poi a costruire alternative nel decennio successivo e poi, negli ultimi dieci anni, si sta divertendo a fare il direttore generale di aziende sanitarie nel Friuli-Venezia Giulia ma anche, per tre anni, nel posto più nero di Italia, e cioè la metà della provincia di Caserta. È da queste angolature che parlo di quello che vedo, ho visto o mi sembra di vedere. Vado per flash. Intanto la Regione Friuli-Venezia Giulia. Qui: il Fondo per la non autosufficienza è stato giustamente chiamato, nella legge regionale, Fondo per l’autonomia possibile. Un problema nominalistico, in Italia siamo bravissimi a dare buoni nomi e poi a fare delle pessime cose però anche i buoni nomi, in qualche modo, possono avere un senso. Chiamarlo Fondo per l'autonomia possibile credo sia più corretto perché, in qualche modo, allude a incentivare l'autonomia e non a coprire la non autosufficienza con il rischio, definendola ulteriormente, di rialimentarla.
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I costi della mancata integrazione tra sociale e sanitario

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Nella Sezione: Sessione III - L'impatto dell'integrazione nella definizione e nella gestione dei servizi socio-sanitari

Che i costi della sanità tendano ad aumentare in maniera vertiginosa è dato acquisito. L’ultima previsione del Pricewaterhouse Coopers Health Research Institute stima il triplicarsi dell’incidenza sul Pil entro quindici anni, fino a raggiungere il 21% in Usa e il 16% nella media degli altri paesi Ocse. La posizione relativamente vantaggiosa dell’Italia, con il suo 8,5%, tenderà comunque ad essere erosa, se non altro per effetto della tendenziale convergenza globale dei consumi sanitari, dei sistemi di offerta e dei relativi costi. Per quanto riguarda gli equilibri interni al sistema italiano, poi, l’aumento dei finanziamenti alla salute previsto dalla ultima Finanziaria non basterà ad evitare un passivo compreso tra i 3,1 e i 10,6 miliardi di euro, secondo le recenti stime del Ceis - Tor Vergata, con l’aumento dei rischi conseguenti per le famiglie e i cittadini.
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I livelli essenziali delle prestazioni, tra erogazioni monetarie e servizi

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Nella Sezione: Sessione I - Dopo la 328/2000. Riflessioni su sviluppi e criticità del nuovo paradigma istituzionale

Quando si parla di servizi sanitari, sociali, socio-sanitari è opportuno fare riferimento a salute e benessere. Due concetti che si sovrappongono largamente, che hanno una forte interferenza reciproca, che anche nei nostri vissuti sono difficilmente scomponibili. La salute influenza il benessere e viceversa, e non sappiamo dove finisce la salute e dove comincia il benessere. Nella considerazione giuridica, nell’imputazione delle responsabilità politiche e amministrative, nell’organizzazione degli interventi volti al loro perseguimento, la distinzione, la scomposizione, è una fase necessaria. L’esigenza è però che la scomposizione lasci poi spazio, e anzi favorisca, le necessarie ricomposizioni.
Parole chiave: sistema socio-sanitario :: diritti :: salute :: benessere ::
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Achille Passoni

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Nella Sezione: Intersessione - Riflessioni e valutazioni del mondo sindacale e politico

Ritengo innanzitutto di dovermi soffermare su alcune questioni affrontate dal ministro Ferrero e che onestamente ho difficoltà a condividere. In primo luogo, la questione del Fondo per le politiche sociali. Le risorse da trasferire alle Regioni nel 2007, rispetto a quelle trasferite nel 2006, sono sì aumentate – e noi abbiamo molto apprezzato – ma esclusivamente della quota tagliata l’anno scorso dal centro-destra. Il Fondo quindi è tornato alla cifra ripartita nel 2004. In sostanza, non c’è alcun investimento aggiuntivo da allora a tutto il 2007. E questo significa non ritenere le politiche sociali e il contrasto alla povertà priorità dell’iniziativa di governo del centro-sinistra. Converrà con me il ministro che è tutt’altro che una buona notizia.
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La valutazione economica nell’ambito dei servizi socio-sanitari

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sessione III - L'impatto dell'integrazione nella definizione e nella gestione dei servizi socio-sanitari

Nei paesi industrializzati, invecchiamento della popolazione e sviluppo tecnologico hanno contribuito a portare in primo piano il tema dell’efficiente allocazione delle risorse all’interno dei sistemi di welfare. In sanità, la valutazione economica costituisce uno strumento funzionale a orientare le scelte allocative relativamente ad una dimensione cruciale del problema: quella del costo-opportunità. Dagli anni ’60 ad oggi, si è osservato un forte incremento dei lavori soprattutto in campo farmacologico, tanto che in numerosi paesi i risultati di questi studi sono stati utilizzati per la formulazione concreta delle politiche sanitarie. È il caso di programmi che richiedono l’impiego di valutazioni economiche per il finanziamento pubblico di nuovi farmaci, adottati in Canada, in Australia e recentemente invocati dall’Aifa nel nostro paese, ma soprattutto dal National Institute for Clinical Excellence (Nice) nel Regno Unito, il primo esempio di utilizzo sistematico delle valutazioni economiche per l’adozione di tecnologie da parte di un sistema sanitario pubblico.
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