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RPS 1 2017

Sono online i free text relativi al Tema del n. 1/2017: Servizio Sociale e welfare.

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Unione europea

Dimenticare Lisbona? Riflessioni sulla validità del modello sociale europeo

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sessione I

Il tema di questo intervento è il rapporto fra l'integrazione europea e i sistemi nazionali di welfare: l'oggetto specifico delle mie relazioni sarà la relazione problematica fra questi due elementi. L'integrazione europea e i sistemi nazionali di welfare dovrebbero essere "amici", dovrebbero intrecciarsi virtuosamente e tuttavia sono sempre più spesso presentati e percepiti come forze che muovono in direzioni contrastanti, come, appunto, dei "nemici". Il referendum francese e in parte anche quello olandese che hanno bocciato il Trattato costituzionale nella primavera 2005 sono forse i sintomi più visibili di questa tensione che è andata montando negli ultimi anni tra il processo di integrazione europea (e in particolare la liberalizzazione dei mercati) e il mantenimento dei sistemi nazionali di protezione sociale.
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Il difficile percorso verso la coerenza nella governance Ue della migrazione

Articolo scritto da:

Nella Sezione: 7 ANNUAL ESPANET CONFERENCE 2009 The Future of Welfare State Paths of Social Policy Innovation between Constrains and Opportunities

All’interno dell’Ue è in atto un tentativo chiaro per articolare e rendere coerente l’insieme di politiche, narrazioni, definizioni e processi relativi al governo della migrazione, e in particolare all’adozione di nuove logiche di governo e di relazione per governare le migrazioni sotto il titolo di «nuove politiche dell’immigrazione». Lo sforzo per affermare un regime coerente di governance nel campo della migrazione richiede una combinazione e una ricombinazione delle politiche, dei presupposti istituzionali e delle relazioni all’interno dell’Ue e tra l’Ue e gli Stati membri. Questo articolo identifica e valuta le principali narrazioni, spesso contraddittorie, mediate dalle istituzioni e da più ampie dinamiche del processo decisionale dell’Ue: diritti (umani), sicurezza, bisogni economici, integrazione sociale. Questi discorsi interagiscono per costruire un nuovo, identificabile terreno di policy per la governance europea della migrazione.
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Le ragioni per un nuovo assetto del welfare in Europa

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Fuori dal tema

Questo saggio - che ha costituito la «lecture 2003» dell’Associazione Manlio Rossi Doria - affronta il tema della riforma del welfare state dal punto di vista della sua conformità al processo storico di «individualizzazione», che non cessa di progredire in Europa. Nella prima parte del saggio si esamina la crisi del «sistema di welfare fordista» e delle sue tre principali istituzioni sociali: la famiglia nucleare, la grande industria e il «welfare state assicurativo». Queste istituzioni hanno garantito a lungo la sicurezza economica dei lavoratori e dei pensionati, ma hanno anche compresso le loro possibilità di auto-realizzazione sul piano sociale e professionale. Oggi, i cambiamenti in corso nel mercato del lavoro e nella famiglia e l’avvento di nuovi rischi sociali comportano una crescita della insicurezza economica e della precarietà del lavoro, ma aprono anche nuove prospettive di mobilità sociale e professionale dell’individuo.
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Ue: la politica sociale e dell'occupazione

Articolo scritto da:

Nella Sezione: I percorsi dell'Europa sociale

L’articolo delinea il percorso dell’Europa sociale e descrive in particolare la situazione attuale, soffermandosi sulle conseguenze delle decisioni del Consiglio europeo di Lisbona, del marzo 2000, nel quale i Capi di Stato e di governo hanno deciso di dotare l’Unione europea di un nuovo ambizioso obiettivo: divenire l’economia della conoscenza più competitiva del mondo, basata sulla piena e buona occupazione, con un’accresciuta coesione sociale. Vengono esaminati in dettaglio la strategia comune per l’occupazione, la nuova agenda sociale, gli sforzi di maggiore cooperazione in materia di inclusione e protezione sociale. L’articolo offre altresì uno sguardo verso il futuro, esaminando i risultati della Convenzione in ambito sociale, e concludendo sulle prospettive della Conferenza intergovernativa.
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La diffusione degli approcci individuali nelle politiche europee d'attivazione - Alcune conclusioni

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Casi nazionali

L’articolo, che conclude la sezione dedicata ai lavori del network Aspen (Active Social Policies European Network), rivisita i saggi in una prospettiva comparata. Esso analizza il contenuto e il significato degli approcci individuali all’attivazione promossi dai diversi paesi dell’Unione europea, evidenziandone le differenze, sia sul piano teorico che nelle prassi politiche. L’autore considera in particolare alcuni fattori contestuali di ordine generale che influenzano il processo di definizione di questi approcci e individua i molteplici obiettivi da essi perseguiti. Si sofferma quindi sui processi di implementazione di queste politiche, che si dimostrano di fondamentale importanza nella determinazione delle modalità di attuazione e sviluppo. Il saggio si conclude accennando alle prospettive future degli approcci individuali nell’attivazione.
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Unione europea: dalle pari opportunità all’«investimento sociale»

Articolo scritto da:

Nel numero

Donne e welfare

Nella Sezione: Unione europea e orientamenti sul genere

Molti paesi europei con modelli di welfare di tipo liberale o social-democratico hanno negli ultimi anni ridisegnato le proprie politiche sociali adottando una prospettiva di investimento sociale. Viene evidenziato allo stesso tempo un crescente impegno dell’Unione europea verso questa stessa interpretazione; il saggio descrive in particolare due meccanismi che operano nelle politiche sociali e all’interno delle istituzioni dell’Ue: uno che esclude le donne dall’intreccio delle policy, l’altro che le ricomprende all’interno di altre trame.
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Sistema industriale e crisi globale. Ruolo dello Stato e politiche pubbliche

Articolo scritto da:

Nella Sezione: DIBATTITO. Europa e politiche industriali

Il saggio analizza le trasformazioni del sistema industriale europeo, specificatamente la nascita di un sistema industriale integrato organizzato per sistemi di reti di imprese, e come questo ha reagito alla crisi globale. Il saggio evidenzia le ricadute sociali ed economiche di tale processo e la conseguente necessità di un deciso intervento pubblico di innovazione e organizzazione del sistema industriale, sulla base di una discussione pubblica e democratica che riveda criticamente che cosa produrre, come produrlo e per chi.
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Il ruolo dell’Ocse e dell’Ue nelle politiche nazionali del lavoro. Il caso della Repubblica Ceca

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Politiche e casi nazionali

L’articolo analizza il ruolo svolto dall’Ocse con la sua «Jobs Strategy» (Strategia dell’occupazione), e quello svolto dall’Ue con la «Strategia europea dell’occupazione» (European employment strategy, Ees), nello sviluppo della politica macro-economica, dell’occupazione e del mercato del lavoro nella Repubblica Ceca. In quanto membro a pieno titolo delle due organizzazioni, la Repubblica Ceca è soggetta alla loro discreta e non vincolante consulenza in materia di riforma del mercato del lavoro. I modelli di riferimento dell’Ocse e dell’Ue sono simili, dal momento che entrambi insistono sulla politica macroeconomica orientata alla crescita, sostenuta da politiche attive del lavoro, da servizi pubblici per l’impiego attivi ed efficaci e dalla deregulation dei mercati del lavoro. L’Ocse sostiene però attivamente la necessità di coinvolgere l’attore privato nei mercati del lavoro, mentre l’Ue insiste sul ruolo del settore pubblico.
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Regimi di welfare e modello ungherese

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Scelte di policy e casi nazionali

Dopo il crollo del regime socialista i paesi che facevano parte del blocco hanno dovuto costruire istituzioni e creare attività che fino a quel momento non esistevano: questo contributo esamina le modalità con cui sta emergendo in Ungheria il nuovo modello di welfare e gli elementi che lo caratterizzano. Esso analizza il modello sociale ungherese alla luce delle strategie di politica sociale perseguite per affrontare sia i problemi ereditati dal passato che quelli emersi in seguito al processo di trasformazione e del forte coinvolgimento della società civile nella creazione e gestione dei servizi.
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La diversità come ricchezza nell'Ue allargata

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Verso l'Europa a 25. Riflessioni sul grado di diversità sostenibile

Il saggio esamina le dimensioni delle diversità che derivano dall’ingresso nell’Unione di otto nuovi Stati membri dell’Europa orientale. Esso cerca inoltre di identificare e valutare le implicazioni dell’accresciuta differenziazione tra gli Stati sul processo di integrazione europea. La mappa dell’unità e della diversità nell’Ue allargata risulta estremamente complessa, e non corrisponde semplicemente alla vecchia divisione Est-Ovest. Inoltre si possono facilmente mettere in discussione i diversi assunti teorici sul significato della diversità nel processo di integrazione europea. Non tutti i tipi di diversità sono necessariamente dannosi nel cammino verso una completa armonizzazione, e una diversificazione esisteva già nell’Unione composta da 15 Stati. La diversità può avere connotazioni positive o negative a seconda del contesto e degli obiettivi: una Unione più diversificata assomiglierà più a un impero neo-medievale che a uno Stato neo-westfaliano, ma ciò non comporta necessariamente la fine dell’integrazione europea.
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