login_rps_multi

Username:

Password:

Hai perso la password?

Username:

Password:

Retrieve lost password

calls

eventi_rps

RPS 1 2017

In uscita ad aprile il numero 1/2017: Il servizio sociale italiano nell’ambito dell’attuale sistema di welfare sarà il focus della sezione monografica del n.

[...]
vai all'archivio degli eventisee all the happenings
firefox
Valid XHTML 1.0 Strict

Unione europea

Le pari opportunità nelle politiche sociali dell’Ue. Tappe principali e analisi comparata dei regimi di genere di nove paesi

Articolo scritto da:

Nel numero

Donne e welfare

Nella Sezione: Unione europea e orientamenti sul genere

Frutto di un processo avviato fin dalla nascita della Cee, la parità tra uomini e donne è stata declinata negli anni secondo tre approcci principali: pari opportunità, azioni positive, gender mainstreaming. La prima parte dell’articolo ricostruisce e analizza le tappe principali della politica comunitaria per la parità tra uomini e donne, nella seconda vengono analizzati e comparati i «regimi di genere» di nove paesi europei: Danimarca, Svezia, Paesi Bassi, Belgio, Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Spagna.
Parole chiave: welfare state :: genere :: Unione europea ::
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Regole fiscali e democrazia europea: un tornante cruciale nello sviluppo dell’Unione

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Politica industriale e democrazia economica

Il testo approfondisce quattro temi: Quale è la caratteristica tecnica generale della governance fiscale europea? Quale è il ruolo della visione tedesca in questa governance? Quali è la natura e quali i limiti di una regola fiscale, esterna (al processo democratico) e di natura numerica? Come si presenta in questo momento il focus della costruzione europea? In conclusione, l’autore ripropone i punti cruciali sui quali, a suo avviso, far leva per costruire un nuovo focus idoneo a ridare prospettiva e respiro al progetto europeo: la banca centrale europea deve essere pronta ad agire come prestatore di ultima istanza, quando il panico degli investitori mette a rischio il funzionamento dei mercati finanziari; il Fiscal compact deve essere modificato, compattando le politiche di bilancio su una nuova linea che tenga fuori dall’equilibrio di bilancio le spese di investimento, cofinanziate e comunitariamente certificate, e le nettizzi dal calcolo del pareggio strutturale (Mto).
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Il Mac e le politiche pensionistiche: Italia e Europa

Nella Sezione: Politiche e casi nazionali

Nell’Unione europea l’organizzazione e la gestione dei sistemi previdenziali è di competenza esclusiva degli Stati membri; dal 2001 è però previsto un intervento comunitario in ambito pensionistico attraverso il Metodo aperto di coordinamento (Mac). Nel presente articolo si riflette sui contenuti del Mac-pensioni e sulla sua capacità di influenzare le politiche previdenziali nazionali, in particolare quella italiana; si valuta inoltre in quale misura il sistema pubblico contributivo introdotto nel nostro paese dalla riforma del 1995 consenta di perseguire i diversi obiettivi alla base del metodo del coordinamento aperto (sostenibilità, adeguatezza e modernizzazione), identificando, infine, le principali criticità di tale sistema.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Dopo la transizione: povertà, disuguaglianze e sistemi assistenziali nell'Europa dell'Est

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Scelte di policy e casi nazionali

La povertà nei paesi post-comunisti dell’Europa orientale è stata il risultato non solo della transizione all’economia di mercato, ma anche dell’ascesa di una nuova classe di governo incapace e corrotta, delle priorità politiche dei governi e degli interventi di politica sociale incoerenti. Tra le conseguenze più evidenti di questa trasformazione vi è un incremento della povertà e della disparità di reddito. Esistono di fatto forti differenze nazionali e sub-regionali. La situazione è più critica nella Comunità degli Stati indipendenti e nei paesi dell’Europa sud-orientale, mentre lo è meno nei paesi dell’Europa centro-orientale. Gli interventi volti a ridurre la povertà finora attuati si sono dimostrati inefficienti e inefficaci. Gran parte della riforma del welfare si è concentrata sulla riforma delle pensioni. In vista dell’allargamento, un’influenza sempre maggiore dovrebbe poter avere il modello sociale europeo: il punto centrale sembra vertere sulla questione di quale soggetto politico, sociale, istituzionale, possa avviare una riforma più ampia del welfare state.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

L'allargamento a Est e le ambiguità della nuova frontiera

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Verso l'Europa a 25. Riflessioni sul grado di diversità sostenibile

Con il 2004 l’Unione europea compie un passo decisivo in direzione della nuova frontiera orientale: si apre una fase nuova destinata a cambiare radicalmente la geografia politica ed economica dell’Unione europea. Ma vi sono grandi difficoltà del processo in corso e rischi di deragliamento che lo insidiano. Con l’apertura della nuova frontiera orientale, mentre fallisce il tentativo di dare all’Europa un assetto istituzionale più efficace e credibile, lo scenario si complica. Si ripropone lo schema di un’Europa a due velocità, di un blocco trainante, in alternativa alla dilatazione di un’area che, lungi da una fisionomia politica comune, è attraversata da rivalità e conflitti fra gruppi di paesi. Senza una Costituzione la nuova frontiera orientale rischia di aprire la strada a uno spazio sempre più grande, ma selvaggio, nel cui ambito saranno ammesse alleanze più o meno provvisorie e contrastanti.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Dimenticare Lisbona? Riflessioni sulla validità del modello sociale europeo

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sessione I

Il tema di questo intervento è il rapporto fra l'integrazione europea e i sistemi nazionali di welfare: l'oggetto specifico delle mie relazioni sarà la relazione problematica fra questi due elementi. L'integrazione europea e i sistemi nazionali di welfare dovrebbero essere "amici", dovrebbero intrecciarsi virtuosamente e tuttavia sono sempre più spesso presentati e percepiti come forze che muovono in direzioni contrastanti, come, appunto, dei "nemici". Il referendum francese e in parte anche quello olandese che hanno bocciato il Trattato costituzionale nella primavera 2005 sono forse i sintomi più visibili di questa tensione che è andata montando negli ultimi anni tra il processo di integrazione europea (e in particolare la liberalizzazione dei mercati) e il mantenimento dei sistemi nazionali di protezione sociale.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Il difficile percorso verso la coerenza nella governance Ue della migrazione

Articolo scritto da:

Nella Sezione: 7 ANNUAL ESPANET CONFERENCE 2009 The Future of Welfare State Paths of Social Policy Innovation between Constrains and Opportunities

All’interno dell’Ue è in atto un tentativo chiaro per articolare e rendere coerente l’insieme di politiche, narrazioni, definizioni e processi relativi al governo della migrazione, e in particolare all’adozione di nuove logiche di governo e di relazione per governare le migrazioni sotto il titolo di «nuove politiche dell’immigrazione». Lo sforzo per affermare un regime coerente di governance nel campo della migrazione richiede una combinazione e una ricombinazione delle politiche, dei presupposti istituzionali e delle relazioni all’interno dell’Ue e tra l’Ue e gli Stati membri. Questo articolo identifica e valuta le principali narrazioni, spesso contraddittorie, mediate dalle istituzioni e da più ampie dinamiche del processo decisionale dell’Ue: diritti (umani), sicurezza, bisogni economici, integrazione sociale. Questi discorsi interagiscono per costruire un nuovo, identificabile terreno di policy per la governance europea della migrazione.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Le ragioni per un nuovo assetto del welfare in Europa

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Fuori dal tema

Questo saggio - che ha costituito la «lecture 2003» dell’Associazione Manlio Rossi Doria - affronta il tema della riforma del welfare state dal punto di vista della sua conformità al processo storico di «individualizzazione», che non cessa di progredire in Europa. Nella prima parte del saggio si esamina la crisi del «sistema di welfare fordista» e delle sue tre principali istituzioni sociali: la famiglia nucleare, la grande industria e il «welfare state assicurativo». Queste istituzioni hanno garantito a lungo la sicurezza economica dei lavoratori e dei pensionati, ma hanno anche compresso le loro possibilità di auto-realizzazione sul piano sociale e professionale. Oggi, i cambiamenti in corso nel mercato del lavoro e nella famiglia e l’avvento di nuovi rischi sociali comportano una crescita della insicurezza economica e della precarietà del lavoro, ma aprono anche nuove prospettive di mobilità sociale e professionale dell’individuo.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Ue: la politica sociale e dell'occupazione

Articolo scritto da:

Nella Sezione: I percorsi dell'Europa sociale

L’articolo delinea il percorso dell’Europa sociale e descrive in particolare la situazione attuale, soffermandosi sulle conseguenze delle decisioni del Consiglio europeo di Lisbona, del marzo 2000, nel quale i Capi di Stato e di governo hanno deciso di dotare l’Unione europea di un nuovo ambizioso obiettivo: divenire l’economia della conoscenza più competitiva del mondo, basata sulla piena e buona occupazione, con un’accresciuta coesione sociale. Vengono esaminati in dettaglio la strategia comune per l’occupazione, la nuova agenda sociale, gli sforzi di maggiore cooperazione in materia di inclusione e protezione sociale. L’articolo offre altresì uno sguardo verso il futuro, esaminando i risultati della Convenzione in ambito sociale, e concludendo sulle prospettive della Conferenza intergovernativa.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

La diffusione degli approcci individuali nelle politiche europee d'attivazione - Alcune conclusioni

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Casi nazionali

L’articolo, che conclude la sezione dedicata ai lavori del network Aspen (Active Social Policies European Network), rivisita i saggi in una prospettiva comparata. Esso analizza il contenuto e il significato degli approcci individuali all’attivazione promossi dai diversi paesi dell’Unione europea, evidenziandone le differenze, sia sul piano teorico che nelle prassi politiche. L’autore considera in particolare alcuni fattori contestuali di ordine generale che influenzano il processo di definizione di questi approcci e individua i molteplici obiettivi da essi perseguiti. Si sofferma quindi sui processi di implementazione di queste politiche, che si dimostrano di fondamentale importanza nella determinazione delle modalità di attuazione e sviluppo. Il saggio si conclude accennando alle prospettive future degli approcci individuali nell’attivazione.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati