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RPS 1 2018

Il testo è la sintesi dell’articolo pubblicato nella sezione Tema del n. 1 2018 di Rps e scaricabile dagli abbonati nella versione integrale al link:

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Unione europea

L’imperativo del developmental welfare per l’Europa

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Le riforme del welfare in Europa

A partire dalla fine degli anni ’70 tutti i più avanzati sistemi di welfare dell’Ue hanno riformato il mix di politiche su cui erano stati edificati i sistemi nazionali di protezione sociale dopo il 1945. La crescita della competizione globale, la ristrutturazione industriale, l’austerity di bilancio, il cambiamento delle relazioni familiari e l’invecchiamento demografico hanno messo in discussione i sistemi di welfare dell’età dell’oro. Recentemente, inoltre, le questioni nazionali relative al lavoro e al welfare si sono sempre più intrecciate con i processi di integrazione politica ed economica dell’Europa. Le numerose forze in gioco hanno generato una spinta al cambiamento politico e alla trasformazione del sistema che supera di gran lunga la nozione comune di «ridimensionamento» del welfare. Il saggio cerca di cogliere il carattere globale dell’attuale sforzo volto a rifondare l’architettura del contratto sociale post-bellico sulla base del concetto di «ricalibratura» del welfare a scopo sia euristico sia prescrittivo.
Parole chiave: welfare :: Unione europea :: economia :: politica :: mercato ::
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Materiali

Italia. Strategia di Lisbona e politiche di genere: sei casi regionali

Articolo scritto da:

Il lavoro si propone di valutare l’impatto esercitato dalla Strategia di Lisbona nell'implementazione delle politiche di genere in sei regioni italiane. Ripercorrendo le tappe dell’azione comunitaria, la ricerca mette in evidenza le difficoltà legate alla realizzazione dell’agenda di Lisbona che, accanto alla marginalizzazione delle istanze di giustizia sociale, ha incontrato forti resistenze legate, soprattutto nelle regioni del Sud, alla impossibilità di governare autonomamente gli interventi in mancanza di cornici di riferimento stabili e meccanismi vincolati più stringenti.
Parole chiave: genere :: Unione europea :: differenze regionali ::
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Gli effetti dell'allargamento a Est sull'immigrazione e sul mercato del lavoro

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Scelte di policy e casi nazionali

Le politiche dell’immigrazione europee si trovano davanti a grandi sfide. Dopo molti anni di afflusso per lo più non regolato di stranieri nell’Ue è ora giunto il momento di impostare la questione in modo diverso, concentrandosi sui criteri economici e tenendo conto delle nuove realtà sociali ed economiche esistenti nell’Unione europea. Il reperimento di «potenzialità elevate» - che fino a questo momento hanno preferito l’Australia, il Canada e gli Stati Uniti - deve diventare una pietra angolare della nuova politica dell’immigrazione dell’Ue. In vista dell’allargamento a Est, l’Unione deve concordare nuove normative o quote d’immigrazione per le persone altamente qualificate dell’Europa orientale. Chiudere le frontiere ai cittadini dei nuovi Stati membri per altri sette anni comporterebbe una perdita di capitale umano importante necessario a rafforzare ulteriormente la competitività di un’Unione europea più grande nell’economia mondiale.
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Facendo i conti con l'allargamento

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Verso l'Europa a 25. Riflessioni sul grado di diversità sostenibile

I paesi che stanno per entrare nella Ue hanno adottato un modello di transizione che ha assegnato un peso importante a strumenti volti a ridurre i costi sociali della transizione, mostrando di attribuire un ruolo centrale alle politiche redistributive. È così avvenuto che questi Stati hanno trasformato le loro economie, creando molta disoccupazione, ma anche contenendo relativamente le disuguaglianze. I divari di reddito sono inevitabilmente aumentati, a seguito della transizione ad una economia di mercato, ma non sono esplosi in questi paesi com’è invece avvenuto nelle ex Repubbliche sovietiche. Queste politiche redistributive hanno indubbiamente favorito le riforme strutturali che hanno consentito l’ingresso di tali paesi nell’Unione europea, ma, al tempo stesso, hanno lasciato una pesante eredità in termini di squilibri fiscali. La correzione di tali squilibri è uno dei problemi più complessi che i nuovi paesi membri dovranno affrontare in un contesto di regole fiscali della Ue che sono state ideate per paesi a livelli di sviluppo molto più avanzato.
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strumenti

Orario di lavoro - La disciplina comunitaria e dei paesi europei

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Nel numero

Tempi e orari

Nella Sezione: Rubriche

Il contributo dà conto della legislazione sull'orario di lavoro in Europa, con particolare riferimento alla normativa comunitaria e alle sue recenti proposte di modifica, e di alcuni Paesi dell'Unione europea (Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Germania e Inghilterra). L'analisi condotta rileva, da un lato, le debolezze interne alla prima quanto a standard di protezione dei lavoratori e a possibilità di deroga. Dall’altro, dopo aver esaminato alla luce di questa gli istituti fondamentali delle discipline nazionali, conclude per la sua debole influenza sugli ordinamenti degli Stati membri, constatando piuttosto il suo effetto di incentivo al «ribasso» delle tutele vigenti.
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Innovazione sociale e secondo welfare: quale impulso dall’Unione europea?

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Secondo welfare: dentro la nozione

Le istituzioni dell’Unione europea sono ormai da tempo impegnate nell’individuazione di soluzioni che permettano di conciliare le esigenze legate alla competitività dell’economia europea sul mercato globale con quelle di tutela dei principi sui quali si incardina il processo di costruzione dell’«Europa sociale», avviato da Delors più di vent’anni fa. È in questa cornice che ha preso recentemente avvio l’approfondimento in sede comunitaria dei temi dell’innovazione sociale, fenomeno che implica la costruzione di nuove reti tra attori pubblici, del privato for-profit e del terzo settore, in grado di elaborare risposte appropriate ed economicamente sostenibili ai differenti bisogni sociali presenti sul territorio. In questo articolato contesto, si assiste alla diffusione di sperimentazioni che possono essere ricondotte al cosiddetto «secondo welfare».
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strumenti

Seminario Inca - La comunità italiana in Germania

Articolo scritto da:

Nel numero

Migrazioni

Nella Sezione: Rubriche

Il contributo che segue trae origine dal seminario «Politiche di integrazione dei lavoratori comunitari dei paesi terzi», organizzato dall'Inca nel giugno scorso, dei cui atti (di prossima pubblicazione a cura dell'Inca) suggeriamo la lettura. In questa occasione sono state presentate testimonianze e analisi relative a diversi contesti nazionali. Pichler ripercorre la storia del fenomeno migratorio in Germania con un riferimento particolare alla comunità italiana.
Parole chiave: Italia :: Unione europea :: immigrazione :: Cgil :: Germania :: Inca ::
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Il Metodo aperto di coordinamento nei paesi dell'allargamento

Articolo scritto da:

Nella Sezione: I percorsi dell'Europa sociale

L’imminenza delle procedure conclusive per l’ingresso nell’Unione Europea ha aumentato l’interesse per l’analisi della situazione presente nei paesi candidati in funzione delle politiche correnti nei paesi membri concernenti la strategia europea per l’occupazione e la modernizzazione» dei sistemi di protezione sociale. Nel corso degli anni novanta, le nazioni dell’allargamento hanno dovuto far fronte a nuove e difficili problematiche sociali. Ma, nello stesso tempo, pur essendo le situazioni di partenza molto differenziate, i paesi candidati hanno accettato l’idea che l’adesione alla Ue avrebbe avuto evidenti conseguenze per gli assetti e le forme di intervento delle loro politiche sociali. L’’estensione delle procedure proprie del «Metodo aperto di coordinamento» ai paesi candidati appare come una conseguenza naturale dei processi avviati tra i paesi membri per definire gli obiettivi necessari alla costruzione del «modello sociale» con cui si è convenuto di caratterizzare il futuro dell’Europa.
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L'annus horribilis 2003

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Verso l'Europa a 25. Riflessioni sul grado di diversità sostenibile

Il 2003 è stato un anno difficile che si è aperto con le divisioni sull’Iraq e si è concluso col fallimento della Conferenza intergovernativa di Bruxelles. Ma l’annus horribilis è stato meno orribile di quanto non si pensi: sono stati compiuti importanti passi avanti sul problema dell’identità politica dell’Unione allargata, sono stati compiuti progressi in materia di sicurezza e difesa, ma anche in politica estera. Le linee del dibattito sull’Europa allargata appaiono oggi più chiare e non è escluso che un accordo sull’impianto costituzionale venga gradualmente ricostruito nel corso del 2004 anche se è evidente che l’Europa non avrà le caratteristiche di una vera e propria Unione politica. In ogni caso con l’allargamento lo scenario non potrà che complicarsi e rinunciare al Trattato costituzionale sarebbe per l’Unione allargata altamente dannoso. In generale l’integrazione differenziata resterà la chiave del futuro. Ma perché ciò non si traduca in un elemento di disgregazione è indispensabile che le cooperazioni rafforzate restino aperte e siano gestite in una logica inclusiva; ed è essenziale che i paesi maggiori riconoscano la necessità di accordi politici con i paesi minori.
Parole chiave: Unione europea :: economia :: 2003 :: politica estera ::
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Dimenticare Lisbona? Riflessioni sulla validità del modello sociale europeo

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sessione I

Il 2005 ha visto una fervente attività delle istituzioni europee intorno ai temi sollevati dal disagio generale che ha trovato le sue espressioni più evidenti nello stallo sul Trattato costituzionale e sul bilancio della Comunità. La presidenza britannica aveva inoltre proposto di concentrare il dibattito in modo particolare sul modello sociale europeo. Nel contempo i governi dei venticinque Stati membri si sono impegnati a varare programmi di riforma nazionali per una maggiore attuazione della Strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione, dopo la verifica di medio termine conclusasi nel primo semestre del 2005.
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