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RPS 1 2017

Sono online i free text relativi al Tema del n. 1/2017: Servizio Sociale e welfare.

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welfare

Fuori dal tema

La rimozione della cittadinanza. Il futuro del modello sociale secondo il Libro Bianco

Articolo scritto da:

Nel numero

Donne e welfare

Nella Sezione: Rubriche

Il Libro Bianco sul futuro del modello sociale «La vita buona nella società attiva» presentato, come naturale seguito del Libro Verde, il 6 maggio 2009 dal ministro del Lavoro italiano, è stato largamente criticato per la genericità delle posizioni e per lo scarto tra buoni propositi enunciati e linee d’azione effettive. Nel saggio si sostiene che le questioni sollevate dal documento non riguardino solo la genericità o l’astrattezza, ma che siano rilevabili elementi di nocività e fallacia di alcuni propositi, oltreché di ambiguità delle enunciazioni.
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Welfare locale, decentramento e cittadinanza

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sessione III

Nel mio intervento intendo mettere sotto osservazione i processi di localizzazione delle politiche sociali in Italia, le diverse configurazioni che assumono e relative tendenze che vi si sviluppano, per cercare di rispondere al seguente interrogativo, o almeno di precisarlo meglio: come cambia la politica (politics)? Più precisamente vorrei esplorare se, quando e come queste politiche hanno effetti significativi di impoverimento o viceversa di rinvigorimento della democrazia. Riprendo con ciò un tema già aperto da Barbier con riferimento all'imperativo europeo del life long learning, e alle implicazioni delle politiche sociali in termini di apprendimento e di rafforzamento della democrazia.
Parole chiave: Italia :: politiche sociali :: welfare :: politics :: policies ::
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Nota del Direttore

Articolo scritto da:

Nella Sezione: nota del direttore

Abbiamo voluto esagerare e perciò siamo passati da due riviste a una. «La Rivista delle Politiche Sociali» non solo nasce dall’esperienza di due testate, «L’Assistenza Sociale» e «Qualità Equità», entrambe sul welfare, ed entrambe a suo tempo volute da due strutture sindacali, l’Inca e lo Spi, per le quali le politiche sociali sono, per definizione, missione istituzionale e impegno quotidiano. Ma essa intende metabolizzarne le premesse e i risultati, ponendosi come luogo di convergenza delle esigenze di riflessione della Cgil in quanto tale e del mondo della ricerca e del policy making sui temi del welfare. E così fuori da logiche particolaristiche e questo esito rappresenta il contrario di un taglio. A prima dimostrazione di ciò vanno i nostri sforzi per essere una rivista aperta e raggiungibile, con processi e iniziative che ci permettano una discreta circolazione e qualche visibilità.
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Misure e strumenti

Equità e criteri di selettività dei beneficiari di edilizia residenziale pubblica in Emilia Romagna

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Nel numero

Case difficili

Nella Sezione: Rubriche

All’interno dei servizi di welfare erogati sia a livello locale che nazionale, le politiche abitative pubbliche assumono per loro natura i caratteri propri dei programmi selettivi, per i quali cioè si determina la platea dei beneficiari e il valore della prestazione (nel caso di prestazioni monetarie o di vouchers di spesa) o l’eventuale compartecipazione al costo (nel caso dei programmi in-kind) tramite una prova dei mezzi. L’utilizzo di strumenti di means testing deve essere effettuato assicurando il rispetto dei criteri di equità orizzontale e verticale nella selezione dei beneficiari. I risultati della ricerca qui presentati analizzano il sistema di selezione dei beneficiari e di determinazione dei canoni degli alloggi di edilizia residenziale pubblica in Emilia-Romagna, allo scopo di verificare l’adeguatezza della normativa vigente ad assicurare livelli adeguati di equità. L’insufficiente capacità della normativa nell’assicurare equità orizzontale e verticale ai criteri di selettività spinge a proporre alcune modifiche al sistema di determinazione dei canoni.
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Nota del Direttore

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Nel numero

Ssn

Nella Sezione: nota del direttore

Intorno alle questioni del diritto alla salute, delle concezioni e delle scelte sui criteri di gestione del Sistema sanitario nazionale sono andati strutturandosi sia l’impianto storico che il dibattito ricorrente sul nostro sistema complessivo di welfare. Si tratta in effetti di opzioni - come ciascuno di noi sa - in verità sempre attuali nell’agenda della politica italiana, rinvigorite in questa fase dai crescenti limiti delle risorse destinabili alla spesa pubblica nel suo complesso. In questa luce, ma poi entrando in un’ottica anche molto specifica, ce ne occupiamo in questo fascicolo di Rps, che si apre con un saggio di Giovanna Vicarelli cui affidiamo il compito di orientare nella lettura del volume, organizzato come sempre per sezioni tematiche e rubriche.
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La legge regionale del Friuli-Venezia Giulia e il fondo per l’autonomia possibile

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Nella Sezione: Sessione IV - Integrazione. Complessità del concetto e buone pratiche

Parlo da una regione di confine, il Friuli-Venezia Giulia, parlo da uno che si è divertito per vent’anni prima a buttar giù manicomi e poi a costruire alternative nel decennio successivo e poi, negli ultimi dieci anni, si sta divertendo a fare il direttore generale di aziende sanitarie nel Friuli-Venezia Giulia ma anche, per tre anni, nel posto più nero di Italia, e cioè la metà della provincia di Caserta. È da queste angolature che parlo di quello che vedo, ho visto o mi sembra di vedere. Vado per flash. Intanto la Regione Friuli-Venezia Giulia. Qui: il Fondo per la non autosufficienza è stato giustamente chiamato, nella legge regionale, Fondo per l’autonomia possibile. Un problema nominalistico, in Italia siamo bravissimi a dare buoni nomi e poi a fare delle pessime cose però anche i buoni nomi, in qualche modo, possono avere un senso. Chiamarlo Fondo per l'autonomia possibile credo sia più corretto perché, in qualche modo, allude a incentivare l'autonomia e non a coprire la non autosufficienza con il rischio, definendola ulteriormente, di rialimentarla.
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Venti parole attorno al concetto di modello sociale europeo

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Nel numero

Tempi e orari

Nella Sezione: Fuori dal tema

Siamo abituati, nel quotidiano, ad operare una distinzione importante tra parole e fatti: «un conto sono le parole, un'altra cosa sono i fatti!», e via dicendo. Insomma, da una parte i fatti, cosa concreta e dunque positiva (nel senso di empiricamente osservabile e misurabile), dall'altra le parole, entità evanescenti ed effimere, dunque né concrete, né positive. Ma i fatti, a pensarci bene, e soprattuto i fatti sociali, producono parole. E le parole, a loro volta, sono generatrici di fatti. Anzi, per dirla con Wittgenstein, le parole, in quanto segni, suoni, ecc., sono fatti: a differenza di altri eventi che accadono, ma restano muti, essi significano, e significano per l'appunto fatti. E i fatti, dal loro canto, direbbe forse Dewey, diventano oggetti cognitivi quando dall'esperienza si passa alla concettualizzazione, che si esprime appunto attraverso le parole.
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Servizio sociale e generatività

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Nella Sezione: TEMA: Il servizio sociale italiano nell’ambito dell’attuale sistema di welfare

La prospettiva generativa nel social work contrasta il diffuso atteggiamento consumista dell’uso dei servizi che non corresponsabilizza né i destinatari degli aiuti né la collettività di cui essi fanno parte. Il servizio sociale, attraverso progetti assistenziali personalizzati, può far fruttare l’intervento d’aiuto per generare una rinnovata capacità del cittadino assistito di contribuire al benessere di altri oltre a sé. In tal modo, un servizio sociale generativo fa divenire sia gli utenti che gli operatori del welfare attori co-artefici di una socialità solidale, generatori di nuovo welfare. L’accento qui si sposta dal considerare il benessere come godimento dei beni per la soddisfazione privata di bisogni individuali, al considerare il benessere come corresponsabilità sociale, come partecipazione alla produzione e al godimento di un benessere comune, riconosciuto dagli intrecci di relazioni aperte, condiviso.
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Generazioni sociali, prospettive di vita e sostenibilità del welfare

Articolo scritto da:

Nel numero

Corso di vita

Nella Sezione: Generazioni, età e cambiamento sociale

La «sostenibilità» è un tema centrale per analizzare le riforme del welfare state, essa poggia in buona parte sui principi di solidarietà intergenerazionale che richiedono che le promesse fatte oggi siano mantenute tra quaranta o sessanta anni. Le riforme delle pensioni hanno la finalità di correggere questi squilibri, ma la riscrittura del contratto tra le generazioni è un’operazione delicata, poiché non è possibile conoscere chi pagherà realmente il prezzo più alto. In questo contributo vengono analizzati gli squilibri generazionali e l’entità della frattura tra le generazioni, soprattutto in relazione alla sostenibilità dei sistemi di protezione sociale e alla distribuzione del benessere in Francia e, secondariamente, in Italia. Le imponenti fluttuazioni generazionali relativamente alle esperienze di vita caratterizzano del resto la società francese e, anche se diversamente, quella italiana. La frattura è tra le generazioni nate prima del 1955 e le generazioni nate dopo; queste ultime conoscono, al contrario delle prime, un forte rallentamento economico, un alto tasso di disoccupazione giovanile e si trovano spesso in una condizione di outsiderizzazione irreversibile.
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parola chiave

Responsabilità familiari e welfare regimes

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Rubriche

Nell’articolo si ricostruisce come il tema delle responsabilità familiari sia emerso nella discussione sul ridisegno del welfare in alcuni paesi prima che in altri e si cerca di precisare come la tematica si sia intrecciata al dibattito sulla modellistica comparativa dei welfare states. Risulta allora che la dimensione di familizzazione /defamilizzazione delle politiche sociali diventa un ambito cruciale di studio, in larga parte inesplorato, da considerare in parallelo a quella relativa alla commodificazione/decommodificazione, anche per poter progettare la difesa o il rilancio del welfare state in termini nuovi e adatti al nostro paese.
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