Dopo il fordismo - Considerazioni sull'attivazione delle politiche sociali e del lavoro
Nella Sezione: Sessione II
Vorrei innanzitutto premettere, al di là delle riflessioni che proporrò in questo intervento, che sono molto sensibile alle provocazioni che il presidente di questa sessione ha sollevato introducendo il dibattito: credo che non si tratti di temi estranei alla riforma del welfare, quanto di un richiamo ad una lettura laica e non mistificata delle trasformazioni con le quali ci stiamo misurando. Entrando poi più nel merito del tema, intendo innanzitutto affermare che sento l'analisi della portata della crisi del modello fordista come un passaggio ancora non risolto nel dibattito all'interno del mondo politico e del mondo delle organizzazioni sociali. E però non c'è dubbio che la crisi del modello lavorativo e sociale fordista determina modalità sempre più flessibili di gestione dell'impresa e una crescente mobilità del lavoro, dentro e fuori l'impresa.
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Nota del Direttore
Nella Sezione: nota del direttore
I temi al centro di questo numero di Rps sono di stringente attualità, incrociando in modo diretto il dibattito politico ed economico in corso sul ruolo del fisco come fattore di condizionamento piuttosto che di promozione della crescita e dello sviluppo. Abbiamo infatti inteso offrire ai nostri lettori uno strumento di approfondimento che agevolasse la comprensione di un dibattito non sempre di facile lettura, sottolineando - lo ammettiamo - le ragioni a favore della tassazione come strumento insostituibile ai fini della produzione di azioni di carattere equitativo e ai fini del miglioramento della qualità e coesione del sistema sociale complessivo.
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Il modello mediterraneo di housing e welfare e il caso di Roma
Nella Sezione: Il ruolo della casa tra stratificazione sociale e rischio di povertà
Il saggio intende descrivere, attraverso una modellizzazione per sistemi di welfare, il percorso delle politiche abitative in Europa e gli attuali indirizzi oggi in atto. Le trasformazioni negli impianti di regolazione nazionale, il processo di integrazione europea, le profonde modificazioni socio-economiche e demografiche impongono una riflessione sull’emergere di nuove problematiche che in potenza interessano fasce di popolazione diverse da quelle tradizionalmente coinvolte e espongono le classi medie al rischio di marginalità o vulnerabilità abitativa. Particolare spazio viene dedicato al caso italiano nel panorama dell’Europa mediterranea, con un approfondimento delle problematiche individuate nella città di Roma.
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Commissione progetto Ds - Politiche del lavoro e welfare - Idee e proposte di riforma
Nella Sezione: Rubriche
Di seguito viene presentato il documento predisposto e approvato dalla «Commissione per il progetto» dei Democratici di Sinistra presieduta da Bruno Trentin il 10 gennaio 2005 sull’adeguamento della riforma pensionistica, le politiche dell’invecchiamento attivo, gli strumenti pubblici di governo del mercato del lavoro, come parti integranti di un nuovo sistema di welfare. «Rps» lo propone ai lettori data l’attinenza con il tema della monografia e per la lettura implicita del caso italiano che il documento offre sui medesimi argomenti.
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Europa sociale o Europa liberoscambista? Il futuro del modello sociale europeo
Nella Sezione: Fuori dal tema
Pur non sottacendo gli aspetti problematici presenti nei welfare states europei, l’autrice mette in luce la violenza della riproposizione dell’ideologia neoliberista e la continua mortificazione degli aspetti più salienti del modello sociale europeo secondo logiche deterministiche dei modelli economici e processi naturali ineluttabili. Le conclusioni a cui arriva sono che nei welfare states europei non appaiono all’opera i fattori ipotizzati dalla letteratura della crisi; e che non sembra essere in atto la restrizione della gamma di percorsi evolutivi possibili per le società del futuro implicita nell’idea schematica della «convergenza» verso il modello americano propria di questa letteratura. L’articolo analizza le ipotesi alternative alle teorie della crisi e alla demolizione del «modello sociale europeo» ed esplora attraverso l’approccio dello «sviluppo umano» le sinergie possibili tra sviluppo economico e sviluppo sociale, tra competitività e giustizia, tra diritti e crescita, che possono tornare di nuovo a configurare il welfare come «fattore produttivo».
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Politiche sociali: governare per frammenti?
Nella Sezione: Sessione IV - Integrazione. Complessità del concetto e buone pratiche
Partirei da un’analisi di quello che si sta cercando di definire come sistema socio-sanitario. Si tratta di un sistema particolare, non compiuto e, che al momento si può, però, ricostruire almeno a livello teorico. Infatti, nel considerare le politiche sociali e sanitarie, ci si scontra con la difficoltà di avere dei frammenti piuttosto che un sistema vero e proprio: qualcosa che di fatto è più simile ad una nebulosa, ad un arcipelago, ad un insieme di arcipelaghi. Sulla configurazione a sistema o meno delle politiche sociali è stato scritto molto, esistono analisi approfondite e studi di caso; nonostante la carenza di informazioni, riferite in particolare alle basi di dati, utili alle decisioni e valutazioni dei risultati, una verifica complessiva di queste politiche è stata fatta in letteratura. Anche le riflessioni avanzate in questo dibattito, lasciano pensare che, in realtà, di questo "sistema" sappiamo molto.
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Bisogni sociali e strategie familiari - Un modello di indagine
Nella Sezione: Rubriche
Le indagini sui bisogni sociali delle famiglie possono risultare di maggior utilità per i policy maker se condotte con specifiche metodologie mirate alle esigenze conoscitive insite nella programmazione sociale degli interventi e delle prestazioni. L’articolo illustra una proposta di modello di social survey, già applicato a varie esperienze regionali. La peculiarità del modello di indagine è rappresentata da un approccio per coorti di donne.
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Il caso italiano: dalla regolazione dei contratti alla riforma del welfare?
Nella Sezione: Le riforme del mercato del lavoro in Europa
L’articolo analizza le tappe del processo di riforma del mercato del lavoro alla luce delle condizioni peculiari che, nella comparazione europea, ancora contraddistinguono il caso italiano caratterizzato da evidenti forme di segmentazione. A partire dagli anni ’90 il sistema d’intervento nel mercato del lavoro inizia faticosamente a modificarsi in risposta alle sfide poste dall’Ue e dalla crescente pressione competitiva: aumenta il ruolo delle politiche attive del lavoro, si procede ad una revisione del sistema di regolazione dei contratti di lavoro e della contrattazione salariale verso una maggiore flessibilità. Contestualmente, la mancanza di una revisione complessiva dei regimi di protezione del lavoro e di sostegno del reddito contribuisce a cristallizzare le differenze di trattamento fra i lavoratori, di cui una parte ormai consistente presenta dei profili occupazionali frammentati, protezioni sociali molto basse o difficilmente utilizzabili generando effetti negativi non soltanto sul piano della giustizia sociale, ma anche sul piano dell’efficienza economica.
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Redistribuzione, giustizia sociale e sostenibilità del welfare
Nella Sezione: Sessione IV
Il titolo di quest'ultima sessione, che conclude il Forum, mette insieme tre temi molto "pesanti": redistribuzione, giustizia sociale e sostenibilità del welfare. Su questi tre temi presi singolarmente, e anche sulla loro connessione, esiste una vasta e importante letteratura che ha visto impegnati sociologi, economisti - soprattutto economisti - ma anche filosofi politici e direi persino antropologi. Io non mi riferirò, se non marginalmente, a questa letteratura così importante e innovativa, perché subito, cogliendo l'amplissima connotazione semantica e simbolica di questo linguaggio, di queste parole, mi piacerebbe sottolineare tre aspetti di fondo: il primo è che se noi ci proponiamo di ragionare su redistribuzione, giustizia sociale e sostenibilità del welfare stiamo comunque assumendo un quadro di giustizia sociale, il che peraltro non è per niente scontato, né banale.
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Il sistema dei servizi e l'accesso alla cittadinanza sociale - Il caso di Reggio Emilia
Nella Sezione: Immigrare in Italia. Gli stranieri utenti e fornitori di Welfare
Il saggio analizza il grado di maturità dei sistemi locali di welfare rivolti agli immigrati, considerando in particolare i bisogni sociali espressi dai cittadini stranieri nonché le possibilità di esprimere la propria domanda di inserimento. Sulla base dell’esperienza maturata dal Comune di Reggio Emilia, si delineano alcune caratteristiche del sistema di intervento che mira a favorire l’integrazione degli stranieri.
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