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welfare locale

Metropoli e cittadinanza sociale - Milano, Roma e Napoli

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Welfare locale

Nella Sezione: La dimensione urbana

L’articolo presenta i risultati di un’indagine Ires sulle modalità di riconoscimento e sugli stili di risposta alla domanda sociale, nonché sui criteri e sulle procedure di accesso ai sistemi di servizi locali, in tre contesti metropolitani - Milano, Roma e Napoli. Tra i principali risultati, nelle tre realtà metropolitane emergono ancora prevalenti letture e analisi dei bisogni sociali, centrate sull’offerta disponibile oppure sulle sole variabili socio demografiche. Tale tendenza è dovuta, in particolare, ad un’assenza generalizzata di modalità integrate di accesso al sistema dei servizi: i luoghi di accesso ai sistemi di servizi locali sono ancora fortemente legati ai diversi target di utenza e/o alle diverse categorie di bisogno, oppure ancora non abbastanza autonomi dagli uffici dei vari servizi, o ancora con una funzionalità di tipo tradizionale. Prevalgono, quindi, nella pratica quotidiana, procedure informali sbilanciate spesso su valutazioni «caso per caso» e sull’onda dell’emergenza, al di fuori di una logica più sistemica di analisi della domanda complessiva sia individuale che territoriale.
Parole chiave: welfare locale :: politiche sociali :: Milano :: Cgil :: Roma :: Ires :: domanda sociale :: Napoli ::
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Le basi istituzionali del welfare locale - Processi di fissione e fusione prima e dopo la 328

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Welfare locale

Nella Sezione: Programmazione sociale e azioni di sistema

Vi è un deficit di tipo istituzionale nell’impianto della l. 328/2000, il quale emerge con forza soprattutto attraverso l’analisi di due diversi processi: il basso grado di integrazione sinora maturato tra servizi sociali e sanità innanzitutto; e, in secondo luogo, le frequenti difficoltà operative che caratterizzano la vita dei piani di zona, i quali dovrebbero assicurare invece la «rete» dei nuovi servizi. Incrociandosi con i processi di federalismo avviati dal nuovo Titolo V della Costituzione, queste tendenze stanno dando vita a una forte differenziazione del welfare locale, mettendo in tal modo implicitamente in discussione l’originario modello unitario e nazionale della cittadinanza sociale.
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Welfare locale, decentramento e cittadinanza

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Nella Sezione: Sessione III

Ancora una volta la manovra finanziaria taglia drasticamente le risorse per gli enti locali soprattutto per i capitoli di spesa che attengono alla dimensione e alla tutela sociale. A fronte di questi tagli si prevedono i cosiddetti stanziamenti per la famiglia che in realtà non sono altro che delle una tantum (vedi il bonus di 1.000,00 euro per i neonati) che più che delineare una vera e propria politica per la famiglia si configurano come "mance" di carattere elettoralistico. La Finanziaria, così come presentata, conferma le gravi scelte fatte sino ad ora dal governo in materia di politiche sociali. La mobilitazione che abbiamo programmato, insieme a Cisl e Uil, contro la Finanziaria nasce proprio da queste considerazioni.
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Fisco e welfare locale nella crisi

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Nella Sezione: Attualità: condizione economica e welfare

Nella crisi le risposte degli enti locali si sono allineate a quelle nazionali (ed europee), nel solco del pensiero liberista, che ha trovato nel rigore dei conti l’unica soluzione possibile, frustrando un mondo del lavoro già in difficoltà e senza prendere in considerazione cambi di paradigma che puntassero sul lavoro, sui servizi e sugli investimenti, anche locali. Se consideriamo il taglio del welfare locale e l’aumento dei costi di compartecipazione, che una patrimoniale è stata trasformata in service tax e spostata in parte sugli inquilini, che il costo dei servizi indivisibili dei comuni dovrà essere coperto esclusivamente dai relativi tributi, e che il resto delle entrate comunali è costituito dall’addizionale Irpef in gran parte pagata da dipendenti e pensionati, giungiamo alla conclusione che in una crisi straordinaria ci si è appiattiti su soluzioni ordinarie, che ne hanno aggravato gli effetti specie per le categorie che già ne risentivano maggiormente.
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Esperienze e buone pratiche

«Viva gli anziani!» - Un programma innovativo nel centro storico di Roma

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Welfare locale

Nella Sezione: Rubriche

Il contributo fornisce una descrizione del Programma sperimentale di prevenzione dell’isolamento sociale e della mortalità della popolazione anziana avviato dalla Comunità di Sant’Egidio nel marzo 2004 in due Rioni storici del Comune di Roma. Questo programma nasce dall’esigenza di dare risposte praticabili ai bisogni della popolazione anziana mediante interventi innovativi rivolti alle reti sociali di supporto. Gli scenari demografici e le limitate risorse economiche sembrano orientare amministratori e decisori politici, sia a livello locale che nazionale, verso un approccio orientato alla gestione delle emergenze, più che a strategie finalizzate alla ricerca e rimozione delle cause, dimenticando non solo quanto siano necessarie, oltre che praticabili, azioni di facilitazione e promozione delle reti di supporto, ma anche quanto queste siano lungimiranti in termini di costi economici.
Parole chiave: welfare locale :: politiche sociali :: anziani :: Roma ::
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Stili regionali delle politiche in favore degli anziani

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Welfare locale

Nella Sezione: Regioni e modelli di governance

Il saggio analizza le principali modalità di intervento che si stanno realizzando nel campo dei servizi sociali in favore degli anziani non autosufficienti nelle regioni italiane in una fase storica caratterizzata in Italia dal progressivo passaggio di poteri istituzionali dal livello nazionale a quello regionale e locale. Lo studio cerca di mettere in evidenza da un lato quale sia la capacità dei vari territori di sviluppare politiche per la disabilità in età anziana, dall’altro quali le tendenze in atto sotto il profilo degli interventi proposti.
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Governance urbana e nuovi spazi dello Stato in Europa occidentale

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Welfare locale

Nella Sezione: Ruoli di governo e territorializzazione. Europa e Italia

Il saggio intende dimostrare che i processi di governance urbana rappresentano uno dei principali strumenti attraverso cui lo spazio statuale è stato riorganizzato nei paesi dell’Europa occidentale durante il periodo successivo agli anni ’70. In questi anni e in contrapposizione con il progetto di redistribuzione sociospaziale nazionale, associato con il sistema nazionale di welfare di tipo keynesiano, sono emersi in tutta l’Europa occidentale Regimi di riconfigurazione scalare di Stato competitivo (Rrssc), che cercano di promuovere una ri-concentrazione geografica delle capacità produttive e delle risorse economiche all’interno delle regioni urbane strategiche e dei distretti industriali. La governance urbana rappresenta in questo scenario una fondamentale impalcatura istituzionale sulla base della quale si configurano le geografie nazionali e subnazionali della regolazione statuale, nonché uno dei più importanti meccanismi politico-istituzionali con cui oggi tali geografie vengono ridisegnate.
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Materiali

Welfare locale e istituzioni riflessive. Processi di attivazione in Friuli-Venezia Giulia

Nella Sezione: Rubriche

A seguito dei processi di decentramento, molte Regioni italiane stanno operando come laboratori delle politiche, sviluppando approcci molto differenti in sintonia con i loro orientamenti politici. Da un lato, questo dà luogo a uno scenario delle politiche frammentato e a maggiori disuguaglianze del sistema italiano di welfare. Dall’altro lato, si aprono opportunità di sperimentare nuove strutture istituzionali e organizzative al livello regionale. Questo articolo si concentra su un programma pilota volto a promuovere e implementare pratiche innovative nei servizi sociali e sanitari in Friuli-Venezia Giulia. Sulla base del caso studio, vengono inquadrate e discusse alcune questioni collegate allo sviluppo del «welfare locale attivo» in Italia.
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Ssn - Un cantiere ancora aperto tra regionalizzazione e impatto dell'Europa

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Ssn

Nella Sezione: Finanziamento e spesa sanitaria

Dalla crisi dello Stato-nazione è derivato un rafforzamento dei livelli sub-nazionali di governo. Questo rafforzamento ha condizionato le trasformazioni recenti del welfare state e in particolare della politica sanitaria. Con riferimento al caso italiano, dopo aver illustrato le principali novità introdotte dalle riforme del 1992-93 e del 1999 in termini di regionalizzazione della sanità, l’articolo ripercorre le tappe principali che hanno introdotto il federalismo fiscale in sanità e hanno reso più autonome le Regioni sul versante finanziario. L’ultimo paragrafo discute le possibili implicazioni del processo di integrazione europea e soprattutto dell’adozione del Metodo aperto di coordinamento sull’evoluzione dei sistemi sanitari regionali.
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Politiche attive del lavoro e nuovi modelli di governance

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Welfare locale

Nella Sezione: La dimensione urbana

Il contributo ha lo scopo di illustrare il disegno di una ricerca empirica, in corso di svolgimento presso l’Università di Urbino, che ha come oggetto d’analisi le misure di attivazione nei piani di intervento socio-economico in alcune città italiane, e che fa parte di un’indagine più ampia su «Le trasformazioni della società italiana» finanziata nell’ambito del programma Prin 2003-2005. La ricerca nasce dall’esigenza di approfondire un percorso di analisi, già avviato da alcuni anni su tali temi, alla luce delle importanti riforme legislative che hanno interessato la disciplina dei servizi sociali in Italia nell’ultimo decennio. L’articolo, dopo aver illustrato il quadro di riferimento teorico e empirico da cui emergono le esigenze conoscitive dell’indagine e il suo disegno complessivo, presenta alcuni risultati preliminari della ricerca.
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