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Roma - S. Marta al Collegio Romano
All'indirizzo http://www.radioradicale.it/scheda/292282/welfare-v-forum-rps-2009 è disponibile la registrazione audio dell'iniziativa che - ricordiamo - si è svolta Roma il 5 e 6 novembre scorsi.[...]

Roma - S. Marta al Collegio Romano
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L'informazione prima dell'informazione

Conoscenza e scelte pubbliche

N3

2009

Luglio - Settembre

nota del direttore

Nota del direttore

Il fascicolo, dedicato al ruolo della conoscenza e dell’informazione nei processi decisionali pubblici, nasce da una sollecitazione e da un coinvolgimento diretto di Ota de Leonardis, a cui va un pieno ringraziamento per gli stimoli ricevuti verso una simile programmazione, ma anche – e non secondariamente – per i suggerimenti ricevuti ai fini di un’adeguata trattazione complessiva del tema, e per l’opportunità di pubblicare in una specifica sezione alcuni pregevoli contributi parte di un progetto europeo di ricerca in corso sulle basi informative della conoscenza e la loro funzione nel giudizio. Il fascicolo si articola in tre sezioni, che corrispondono ad altrettanti aspetti a nostro avviso essenziali della relazione fra sapere, informazione e decisione: il rapporto tra conoscenza e decisionalità politica; la conoscenza ai fini delle scelte di giustizia e della democrazie; la disponibilità, l'ambiguità ed le esigenze di informazione nelle politiche sociali. Nelle rubriche due bei saggi illustrano importanti concetti chiave legati al tema del fascicolo.
Prezzo:20.00€
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Conoscenza e decisionalità politica

Sapere e politiche pubbliche. Come è cambiato il discorso sulla «buona conoscenza per le politiche», e cosa implica

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La legittimità delle politiche non riposa solo su procedure formalmente corrette, ma sulla qualità delle informazioni e del sapere sostantivo che supportano il disegno di un intervento e ne garantiscono l’aggancio al problema. L’autorevolezza del sapere esperto è però andata in crisi negli anni ’70. L’articolo ripercorre le ragioni della crisi, la gamma di soluzioni promosse dal movimento per l’analisi e la valutazione partecipative, e le critiche sollevate dai risultati di quelle prassi; e conclude identificando l’alternativa attualmente lasciata aperta.
Una crisi cognitiva. Note a partire da La Scienza come professione

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Partendo dagli argomenti proposti da Max Weber in Wissenschaft als Beruf, questo saggio breve discute sul ruolo del progresso tecnico nel forgiare le condizioni sociali. Il paradosso dell’inabilitazione dei processi in un mondo sociale completamente tecnologico è formulato nei termini di problema politico e di policy. Si sta delineando la possibilità di una crisi sociale di tipo cognitivo che va assumendo la forma politica del populismo. Il rischio specifico per l’Italia – priva di qualsiasi strategia nei confronti della società della conoscenza – mina la nostra abilità a formulare e implementare policy razionali (prima di tutto sociali).
La decisione politica reversibile. Storia di un inatteso contributo ll’instaurazione della democrazia dialogica

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I recenti lavori dedicati alle controversie (conflitti) socio-tecniche hanno messo in luce l’emergere di un nuovo modello di decisione politica. In questo modello, le decisioni sono reversibili e adottate al termine di un dibattito aperto che permette ai gruppi interessati di intervenire nel merito delle scelte tecniche. L’articolo mostra il progressivo instaurarsi del modello nell’ambito delle scorie nucleari. Si spiega come e perché vi si sia imposta la nozione di decisione politica reversibile e si suggerisce una sua possibile trasposizione ad altri settori.
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Conoscenza scelte di giustizia e democrazia

Conoscenza e democrazia nelle scelte di giustizia: un’introduzione

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L’articolo presenta e discute il background teoretico e di ricerca degli articoli compresi in questa Sezione. Attingendo alla ricerca sulle politiche europee di attivazione con l’approccio delle capacità di Amartya Sen sviluppata nell’ambito del progetto europeo Capright, vengono indagate le basi di conoscenza e informazione delle politiche, guardando in particolare a come esse, nel loro carattere «fattuale», incorporino e mettano in atto scelte normative. Viene delineato l’impianto concettuale di questa ricerca ed elaborazione attorno all’«informational basis of judgement in justice» (messa a tema dallo stesso Sen) e vengono discussi alcuni interrogativi che appaiono cruciali per esplorare il nesso tra conoscenza e democrazia. La «capability for voice» dei cittadini – anzitutto in quanto destinatari – nei processi di costruzione di conoscenza pubblica emerge come un punto focale per indagare se e come la democrazia venga messa a repentaglio o viceversa alimentata.
Al di là delle politiche basate sull’evidenza. Strutture cognitive e implicazioni normative nelle politiche di integrazione soci

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Per oltre un decennio le cosiddette «politiche fondate sull’evidenza» (evidence-based policies, Ebd) hanno costituito una tendenza dominante dell’azione pubblica. Riferendosi a tre complesse nozioni epistemologiche sviluppate da Amartya Sen – basi informative del giudizio nella giustizia, descrizione come scelta e positional objectivity – il saggio discute la specificità e i punti più dubbi delle basi cognitive e normative su cui poggiano le Ebp. Tali basi modellano in larga misura ciò che in seguito verrà classificato come «evidenza». Senza dare per scontata la loro pretesa oggettività ed efficacia, le Ebp dovrebbero rispondere a tre domande di carattere generale: quale tipo di informazione è classificabile come «evidenza»? Chi decide al riguardo? Quale informazione è scartata o lasciata da parte nel processo di definizione di ciò che è «evidente»? La conclusione insiste sulle implicazioni politiche della riflessione sviluppata nel saggio, e in particolare sulla necessità di passare dalle Ebp a modalità di decisione politica più genuinamente democratiche.
La democrazia deliberativa e le sue basi informative: lezioni dall’approccio delle capacità

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La costruzione delle basi informative del giudizio va considerata un aspetto fondamentale della ricerca sulla democrazia deliberativa. Generalmente la ricerca su questo tema si concentra sulle regole ottimali per ottenere una buona comunicazione tra i partecipanti. Questa attenzione rischia però di trascurare il fatto che chi sceglie la base di conoscenza da prendere a riferimento è nella posizione di predefinire il tipo di risultato del processo deliberativo. È esattamente questo che si può osservare in meccanismi di governance come il Metodo europeo di coordinamento. Come costruire democraticamente una base di conoscenza allo stesso tempo idonea ed efficace per misurare le capacità? E come far sì che le capacità siano poste al centro delle politiche pubbliche? Un impegno del genere richiede la partecipazione attiva delle persone alla costruzione della conoscenza, attraverso processi di inchiesta deliberativa capaci di trasformare la loro esperienza pratica in una conoscenza generale che consenta di fare buone scelte collettive.
Basi informative e promozione delle capacità: l’inserimento lavorativo per i disabili

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Le politiche attive per il mercato del lavoro sono caratterizzate da un processo attraverso cui si selezionano e costruiscono le basi informative considerate rilevanti per fondare l’appropriatezza delle scelte relative a diritti, percorsi di inserimento lavorativo e posizione lavorativa delle persone. In particolare, i percorsi personalizzati di avviamento al lavoro per persone disabili si basano su strumenti tecnici di accertamento e valutazione del grado e del tipo di disabilità che definiscono le identità lavorative dei destinatari e informano i progetti di inserimento costruendo condizioni più o meno favorevoli per lo sviluppo delle loro capacità. In questo articolo viene presentata un’analisi comparativa di due strumenti che regolano l’accompagnamento al lavoro per persone disabili in Italia: i dispositivi standard di inserimento e uno strumento sperimentale. L’obiettivo del lavoro è di analizzare le basi informative che caratterizzano questi due dispositivi, cercando di capire in che modo costruiscano e strutturino diverse modalità di inserimento al lavoro e con quali effetti in termini di partecipazione e di promozione delle capacità degli utenti.
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Disponibilità ambiguità ed esigenze dell’informazione nelle politiche sociali

Informazione e conoscenza nei sistemi sanitari pubblici

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La disponibilità di conoscenze informazioni in settori ad alto contenuto di tecnologia e con forti implicazioni economiche come la sanità, è considerata assolutamente critica per garantire affidabilità alle decisioni gestionali. A partire dall’esperienza concreta del loro lavoro di ricerca epidemiologica in diversi campi dell’assistenza (che prevede un uso molto intensivo di dati), gli autori propongono, e documentano con scenari concreti, una lettura «capovolta» del problema: i dati possono essere solo fuorvianti o irrilevanti, se non sono ogni volta interpretabili e riconducibili ad un progetto esplicito di sanità come diritto.
L’informazione sugli andamenti e sulla governance del mercato del lavoro

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L’articolo affronta le difficoltà dell’informazione statistica sui temi del lavoro in Italia partendo dall’evoluzione della survey fondamentale curata dall’Istat in materia (Rfl) della quale si sono profondamente innovate metodologia di rilevazione e classificazione all’inizio del decennio in corso. Nonostante il notevole sforzo compiuto restano lacune e ritardi che portano a ritenere indispensabile, nella più generale ottica del passaggio dalla produzione e diffusione dell’informazione alla diffusione della conoscenza, procedere senza indugio all’utilizzo dei dati amministrativi a fini statistici, facendo delle fonti amministrative una risorsa primaria della statistica ufficiale. L’occasione è data dall’introduzione delle comunicazioni obbligatorie (su assunzioni e cessazioni), preziosa miniera di informazioni sul flusso di entrata/uscita dal mercato del lavoro e dal progetto di unificazione delle comunicazioni mensili sui versamenti contributivi (Uniemens). Nelle riflessioni conclusive l’autore si sofferma sul ruolo delle opzioni di valore nell’utilizzo dell’informazione statistica a supporto per le scelte di policy.
Politiche sociali. I process produced data: una fonte da riattivare

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L’articolo tratta dell’importanza dei process produced data nell’ambito delle sistematizzazioni informative per i livelli di governo (in specie regionali), ovvero dell’opportunità di coniugare sinergicamente i debiti informativi per la programmazione sociale con i debiti informativi per finalità amministrative. Due assunti fondamentali sono alla base di questa impostazione: la modalità di rilevazione censuaria e la scelta dell’unità organizzativa di erogazione dei servizi (e non il singolo utente) come unità di osservazione elementare. Il saggio vuole anche argomentare circa la scelta strategica dell’unità di offerta di servizio come unità di osservazione elementare per l’attivazione di flussi informativi affidabili e circa la corretta collocazione e valorizzazione degli strumenti informativi e di raccolta dati sul singolo utente per il case management. Lo sviluppo di sistemi informativi sociali fondati su flussi informativi da process produced data permette inoltre l’assolvimento di una pluralità di debiti informativi, definiti e definibili anche a livelli territoriali differenziati, compreso il livello centrale nazionale.
Informazione e politiche sociali territoriali. La cartella sociale informatizzata come strumento di programmazione

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La cartella sociale informatizzata costituisce uno strumento di lavoro professionale di «eccellenza», prezioso per la valutazione delle politiche sociali in atto e la programmazione di quelle future. Un mezzo di condivisione dei saperi sociali che dà vita ad una comunità di pratiche in cui è possibile individuare buone prassi di intervento, da cui ripartire per rilanciare la pianificazione territoriale dei servizi. In tal senso la cartella sociale informatizzata esprime ed interpreta pienamente il principio di partecipazione e costruzione delle politiche pubbliche di welfare dal basso. In questo saggio, una discussione dei suoi punti di forza e delle sue criticità.
Conoscere per partecipare: potenzialità e caratteristiche dei sistemi informativi sociali

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In tema di partecipazione sociale è maturato in questi anni un rilevante dibattito incentrato soprattutto sullo studio delle forme della democrazia partecipativa e sui rapporti tra gli attori. Quasi in tutti gli studi sulla partecipazione si mettono in evidenza il ruolo delle risorse cognitive e i rischi di asimmetrie informative tra i diversi soggetti che siedono ai tavoli della programmazione. Anche nel campo delle politiche sociali l’implementazione di sistemi informativi è stata individuata come la risposta più appropriata per evitare questo rischio. Tuttavia, e questa è l’ipotesi espressa, non tutti i sistemi informativi esprimono lo stesso di livello di partecipazione; nell’articolo si individuano, a livello teorico e attraverso il ricorso a idealtipi, diversi modelli di sistemi informativi e per ciascuno di essi il tipo di partecipazione favorita.
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Rubriche

Stato, mercato e statistiche. Storicizzare l’azione pubblica

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Il saggio propone una discussione sulle relazioni fra contesto sociale e cognitivo e strumento statistico utilizzato attraverso l’analisi storica dei diversi modi di pensare il ruolo dello Stato nella gestione dell’economia. In particolare qui vengono presentate cinque configurazioni che possono essere considerate tipiche: lo «Stato ingegnere» alla francese è una di queste. All’opposto il liberismo classico riduce al minimo l’intervento e auspica la liberazione delle forze di mercato. Lo Stato sociale mira a proteggere i lavoratori dalle conseguenze dell’estensione al lavoro della logica mercantile e il keynesismo assegna allo Stato una responsabilità nella gestione macroeconomica della società il cui carattere mercantile non è tuttavia contestato. Infine il neoliberismo prefigura uno Stato che segue le dinamiche macroeconomiche, eventualmente orientandole con sistemi di incentivazione, accettando le principali ipotesi della teoria delle anticipazioni razionali.
Categorie di persone: un bersaglio mobile

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La riflessione si sviluppa intorno alla questione su quanto la classificazione delle persone incida sulle persone classificate, e su come le persone reagiscano alle classificazioni inducendo talora cambiamenti nel modo in cui è intesa la classificazione stessa. L’autore propone una cornice generale di analisi del fenomeno, applicandola a due esempi: il primo è l’autismo; l’altro, in chiave di contrapposizione, l’obesità.
Obama e il puzzle della sanità

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Negli Stati Uniti il tema della riforma sanitaria è stato uno dei più dibattuti della campagna presidenziale 2008 ed è stato una tra le priorità del presidente Obama. L’articolo spiega come è organizzato il sistema sanitario statunitense, mettendone a fuoco le logiche di funzionamento e le principali disfunzioni. Particolare attenzione viene quindi prestata alla proposta di riforma avanzata da Obama in campagna elettorale e ai primi provvedimenti adottati dal presidente, una volta insediatosi alla Casa Bianca.