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RPS 3 2017

È online il numero 3/2017 di Rps. Il fascicolo dedica la sezione monografica al futuro dei diritti sociali in Europa. Nella sezione Attualità si discute di politiche fiscali e welfare.

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Migranti rifugiati e politiche sociali

2-3

2015

Aprile - Settembre

Presentazione

Il decennio in corso e soprattutto gli ultimi anni hanno registrato al contempo continuità e rotture nel processo di inserimento degli immigrati nella società italiana, nonché l’emergere di nuovi elementi di comprensione del fenomeno e una migliore messa a fuoco delle tematiche di rilievo. Nel quadro tracciato nella sezione monografica del fascicolo si evidenzia da un lato una riduzione del ritmo dell’immigrazione per lavoro e dall’altro un aumento di proporzioni inusitate di profughi, la cui vicenda individuale non si risolve al loro arrivo. Focalizzando l’attenzione sul processo di inserimento degli immigrati si delineano luci e ombre del processo di integrazione con riferimento a due indicatori particolarmente significativi: il lavoro e la scuola. Sul fronte delle politiche sociali si sottolinea inoltre come l’estensione dei diritti sociali di cittadinanza ai non cittadini è una conquista mai del tutto realizzata e messa duramente in discussione in questa fase. Al tema della prevenzione dell’abuso all’infanzia è poi riservata la sez. Attualità, mentre la sez. Dibattitto si struttura intorno all’allarmante problema dell’emergere di una logica dell’espulsione.
Prezzo:20.00€
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TEMA: Migranti rifugiati e politiche sociali

La globalizzazione delle migrazioni: un diritto di uscita senza diritto d’entrata

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All’inizio di questo secolo siamo entrati in un fenomeno di globalizzazione delle migrazioni che coinvolge la maggior parte dei paesi, perchè luoghi di partenza, di accoglienza, di transito, o per tutti e tre questi elementi. Questo movimento di persone ha conosciuto un’accelerazione senza precedenti soprattutto a partire dalla fine del XX secolo anche grazie alla generalizzata possibilità di ottenere un passaporto. Ma proprio mentre il diritto di uscita si estendeva, il diritto di ingresso andava drammaticamente restringendosi. L’articolo evidenzia come uno degli elementi centrali del problema sia la trasformazione del fenomeno migratorio in fenomeno legato alla mobilità alla quale si aggiunge l’iniqua distribuzione del diritto di emigrare, la cui mancanza rappresenta oggi una delle più grandi disuguaglianze se si considera che la mobilità è la modalità utilizzata per sfuggire alla povertà e al mal governo del paese in cui si è nati.
Migranti «economici» e rifugiati: emergenze (vere o presunte) e diritto del mare

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La strumentazione normativa in materia di gestione dei flussi migratori appare inadeguata, anche perché spesso adottata sull’onda emotiva di vere o presunte emergenze. Le migrazioni via mare, pur costituendo una percentuale minoritaria del fenomeno complessivamente inteso, comportano seri rischi per la vita umana a causa delle modalità con le quali il trasporto avviene. Sul piano strettamente umanitario, l’esempio più notevole d’intervento nel Mediterraneo è costituito dall’operazione Mare nostrum, lanciata e finanziata dall’Italia e durata solo un anno a causa della mancata condivisione dei suoi obiettivi (e dei suoi costi) da parte dell’Ue. L’operazione Mare nostrum è stata poi sostituita dall’operazione Triton, che presenta caratteristiche molto diverse, essendo rivolta alla gestione delle frontiere esterne, piuttosto che al soccorso in mare. Inadeguata appare anche la disciplina dell’Ue in materia di diritto d’asilo (cd. «sistema Dublino»), attualmente non a caso oggetto di revisione. Dopo l’aspetto umanitario relativo al soccorso e all’accoglienza, e dopo la questione specifica dei rifugiati, il terzo aspetto riguarda la prevenzione e repressione del traffico dei migrantiMare
Le dinamiche dell’integrazione degli immigrati nel mercato del lavoro italiano nell’ultimo decennio

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L’inserimento lavorativo rappresenta il principale meccanismo di integrazione per gli immigrati. Questo articolo si propone di individuare le caratteristiche preminenti dell’integrazione lavorativa degli immigrati in Italia attraverso l’esame delle statistiche dell’Indagine trimestrale delle forze lavoro pubblicate dall’ Istituto nazionale di statistica. Il secondo obiettivo è quello di stabilire se queste caratteristiche sono cambiate negli ultimi dieci anni e quali sono le nuove tendenze nell’inserimento lavorativo degli immigrati. Infine, si intendono individuare i limiti e gli ostacoli all’incorporazione nel mercato del lavoro italiano per gli immigrati.
Il lavoro gravemente sfruttato. Il caso dei lavoratori immigrati in agricoltura

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L’articolo propone una riflessione sulle nuove schiavitù, intese come una trasformazione di quelle definibili «classiche». Nel far questo vengono proposte le definizioni correnti, una delle quali risale al 1930 – proposta dall’Organizzazione internazionale del lavoro – e le altre a partire dal Protocollo di Palermo contro la tratta di esseri umani del 2000. L’articolo, inoltre, poggia l’attenzione sui settori produttivi dove si registrano forme di lavoro gravemente sfruttato e sui dati ufficiali e su alcuni dati di stima (in particolare nel settore agro-alimentare), nonché sul rapporto imprenditore e caporale quale strumento illegale di intermediazione di manodopera.
Il rapporto tra sindacati e immigrati in Italia in una prospettiva di lungo periodo

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Fin dall’inizio dei processi migratori il rapporto sindacati e immigrati si è mostrato solido. I sindacati attraverso la loro attività di rappresentanza hanno svolto una funzione di difesa dei diritti degli immigrati e ne hanno rivendicato l’estensione. Allo stesso tempo, attraverso l’erogazione di servizi specifici, hanno facilitato i percorsi di integrazione di milioni di immigrati. In altri termini i sindacati hanno riconosciuto gli immigrati come una risorsa di potere e hanno investito su di loro e non è un caso che il tasso di sindacalizzazione degli immigrati in Italia abbia sempre registrato livelli elevati. L’esperienza italiana in questo senso rappresenta un caso eccezionale nel panorama europeo. Negli ultimi anni, tuttavia, il rapporto tra sindacati e immigrati sembra essere soggetto a crescenti criticità. L'articolo ricostruisce l’evoluzione del rapporto che sindacati e immigrati hanno instaurato negli ultimi trentacinque anni. L’obiettivo è cogliere e riflettere sulle linee di continuità/discontinuità del rapporto tra sindacati e immigrati e comprendere se e come è cambiato l’investimento strategico delle organizzazioni sindacali sulla questione immigrazione.
Welfare e immigrazione: un rapporto complesso

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Il rapporto tra welfare e immigrazione costituisce una problematica complessa. L’intreccio tra i due processi, lo sviluppo del welfare e i flussi migratori, mette in gioco grandi questioni: il nesso tra diritto alle prestazioni del welfare e cittadinanza; la tematica delle disuguaglianze nell’accesso al welfare che è all’origine del sistema di «stratificazione civica»; la questione della implementazione delle politiche sociali e infine le barriere che interferiscono con l’accesso e la fruibilità dei servizi per gli immigrati. L’estensione dei diritti sociali di cittadinanza (cioè dei benefici del welfare) ai non cittadini è una conquista mai realizzata completamente. E questo sta diventando più difficile per effetto del prevalere della ideologia neoliberista che è alla base delle attuali politiche economiche e sociali. Partendo dalla visione dei migranti come soggetti titolari di un diritto esigibile e non oggetto di una missione umanitaria della società d’arrivo, si propone un percorso di riflessione a partire dal concetto di discriminazione e da come questa influenzi le politiche migratorie e l’accoglienza degli immigrati nel welfare italiano in una fase di progressivo ridimensionamento del welfare pubblico quale garante dei diritti sociali.
L’inserimento scolastico dei figli degli immigrati: una questione aperta

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Dopo oltre un trentennio di immigrazione straniera, la società italiana è ormai da tempo multietnica e multiculturale. Gli stranieri rappresentano circa il 10 per cento della popolazione che vive nel paese e i figli degli immigrati, anch’essi in aumento, costituiscono una componente rilevante degli alunni e studenti delle scuole italiane. Sulla base delle statistiche ufficiali disponibili, questo articolo mostra come il loro inserimento scolastico rimanga una questione aperta. Maggiore dispersione scolastica, minore successo negli studi, frequentissimo ritardo scolastico e concentrazione in percorsi formativi più votati all’immediata immissione nel mercato del lavoro sono segnali evidenti di una difficoltà di inserimento che meriterebbe maggiore attenzione da parte dei policy maker e degli operatori del settore.
Nuovi bisogni di assistenza familiare: le attività di cura dei migranti in Italia

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L’articolo assume come focus di analisi le attività di cura prestate ad anziani e disabili in Italia da lavoratori e lavoratrici migranti, considerato elemento centrale del nuovo welfare state. Esso parte dall’analisi dell’indagine Oil (2012) e delle soluzioni normative elaborate in favore dei lavoratori e delle lavoratrici migranti impegnati nelle varie attività di cura familiare. Si approfondiscono anche gli elementi sostanziali dell’assistenza sociale migrante in Italia, individuandone gli elementi di forza e di debolezza, insieme alle modifiche sociali sostanziali del relativo modello familiare.
L’Europa sospesa tra il rifiuto e l’accoglienza

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Il tema della insostenibilità delle migrazioni è tornato al centro del dibattito pubblico in relazione al consistente aumento dei flussi di persone che nel 2014, e ancor più nel 2015, hanno cercato rifugio in Europa. L’analisi della spesa pubblica sostenuta dal nostro paese in questo ambito non giustifica però i toni allarmistici che ricorrono nel discorso pubblico, istituzionale e mediatico. Il tema che l’Italia e l’Europa dovrebbero affrontare oggi non è quello della scelta tra le politiche del rifiuto e quelle dell’accoglienza e dell’inclusione, ma semmai quello della qualità di queste ultime. Sarà questa a determinare l’esito positivo o negativo del progetto migratorio delle migliaia di donne, uomini e bambini, che riusciranno a giungere sani e salvi nel continente europeo e, quindi, anche il «peso» minore o maggiore che la loro presenza comporterà sulla finanza pubblica. È dunque lungimirante una politica europea volta da un lato a garantire la «regolarità» del soggiorno dei cittadini stranieri e dall’altro ad allargare il perimetro della cittadinanza sociale, in modo da limitare lo sviluppo dei processi di auto ed etero-ghettizzazione della popolazione straniera
Centri di accoglienza: varietà tipologica e dibattito collegato

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I Centri di accoglienza sono le strutture nelle quali viene offerta una prima ospitalità e assistenza ai migranti. In Italia, negli anni e soprattutto in occasioni di «emergenze umanitarie», sono stati aperti tipi differenti di Centri. L’articolo, oltre a descrivere le differenti caratteristiche delle strutture oggi operative, presenta parte del dibattito in corso tra giuristi, scienziati politico-sociali ed esperti di servizi sociali, evidenziando i principali discorsi retorici sul tema e gli elementi di etichettamento degli stranieri inseriti in un progetto di assistenza.
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ATTUALITÀ: Prevenire e contrastare l’abuso e il maltrattamento sui minori

L’abuso e il maltrattamento sui minori: una sfida al sistema del welfare

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Il fenomeno del maltrattamento sui minori va inquadrato in una prospettiva multidisciplinare. Vi sono evidenze cliniche e di ricerca che mostrano, fra l’altro, come esso aumenti il rischio di esiti disadattivi anche in età adulta. L’impatto del maltrattamento sui minori sulla spesa pubblica è invece tema ancora poco indagato, in quanto raramente viene considerata la gamma complessiva di interventi di protezione del minore, che impegnano strutture e ambiti disciplinari diversi. I poli specialistici del privato sociale per il contrasto al maltrattamento sui minori, come il Centro provinciale Giorgio Fregosi - Spazio sicuro di Roma, costituiscono osservatori privilegiati sul fenomeno. La sfida alle politiche sociali è valorizzare l’investimento per prevenire/ contrastare la vittimizzazione infantile. Nell’articolo vengono esposti i principali elementi della letteratura scientifica sull’impatto negativo del maltrattamento all’infanzia e i costi associati e vengono presentati alcuni dati sull’attività del Centro Fregosi rilevanti in tal senso.
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DIBATTITO: Patologie del capitalismo globale e diffusione di una logica di espulsione

Le logiche sistemiche. Una variabile cruciale, da maneggiare con cautela

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L’articolo si concentra sulle logiche sistemiche del capitalismo contemporaneo messe in luce da Saskia Sassen nel suo ultimo libro Expulsions: Brutality and Complexity in the Global Economy (2014; trad. it. 2015), sottolineando il doppio contributo, metodologicoe di contenuto, offerto dall’autrice. La tesi è che le logiche sistemiche debbano tornare al cuore dell’attenzione politica. Il riconoscimento del loro ruolo non deve, tuttavia, andare a discapito di quello dell’agency, della possibilità del cambiamento.
Le nuove geografie del potere

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L’ultima opera di Saskia Sassen (2015) nasce dall’ambizioso intento di leggere in chiave nuova, all’altezza delle difficili sfide poste dalla più grave crisi degli ultimi tempi, l’attuale situazione economica, politica e sociale. Nell’articolo si prenderanno in esame le linee guida della ricerca condotta da Sassen in quest’ultimo libro, nel quale l’autrice, sulla base di un’analisi interdisciplinare, coglie gli elementi costituivi dell’«epoca» odierna (il cui inizio data a partire dagli anni ottanta del secolo scorso). In particolare, si metteranno in evidenza i meccanismi che sono alla base della logica organizzativa di alcuni dei principali sistemi di governo e di dominio globali, cogliendo gli elementi di novità presenti nella stessa ricerca di Sassen, volta a cartografare i processi in atto e a rendere visibili le complesse geografie del potere contemporaneo. Nell’articolo le analisi di Sassen verranno messe in tensione con quelle di quanti negli ultimi anni si sono a lungo soffermati sulle caratteristiche dell’attuale capitalismo finanziario, dell’attuale ordine neoliberista, sottolineando al contempo il nuovo metro di lettura introdotto dalla nota sociologa.
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APPROFONDIMENTI ONLINE

Assistenza sanitaria agli immigrati tra diritti e violazioni. Il ruolo del Tavolo tecnico interregionale «Immigrati e servizi

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L’articolo traccia un breve quadro normativo di riferimento per l’assistenza sanitaria agli immigrati in Italia, per poi soffermarmi dapprima sulle problematiche che anche la riforma del Titolo V della Costituzione ha comportato e successivamente sull’esperienza del Tavolo tecnico interregionale «Immigrati e Servizi sanitari», istituito nel 2008, su richiesta dell’Assessorato alla Salute della Regione Marche, in seno al coordinamento della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e Pa. Il Tavolo nato con l’obiettivo di promuovere la salute della popolazione immigrata attraverso la programmazione e l’implementazione da parte del Ssn e dei Ssr di modelli socio-sanitari organizzativamente e culturalmente adeguati agli specifici bisogni, ha raggiunto primi importanti risultati tra cui l’aver reso obbligatoria l’iscrizione al Ssr anche per i minori stranieri presenti sul territorio, a prescindere dal possesso del permesso di soggiorno e l’erogazione dell’assistenza sanitaria urgente o essenziale con tesserino/codice Eni ai cittadini comunitari indigenti.